Banche, 4,8 milioni di italiani vivono in un comune senza filiali
di Carlotta ScozzariMILANO – In Italia il fenomeno di riduzione delle filiali bancarie sul territorio aumenta, lasciando sempre più comuni senza sportelli, con conseguenti pressioni sullo spopolamento, e alimentando i timori che possano aumentare fenomeni come quello dell'usura. Questa la fotografia scattata nell'ultimo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, da cui emerge che, dal 2020 al 2025, i comuni serviti da banche sono diminuiti del 12,4% da 5.102 a 4.468 su circa 7.900. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari. In altri termini, sono 4.856.257 i cittadini che risiedono in comuni privi di filiali. Gli sportelli bancari (considerando anche il credito cooperativo) sono invece scesi sotto quota 30mila nel 2016 e nel 2024 è stata infranta al ribasso la soglia di 20.000, per arrivare a 19.140 alla fine del 2025 e a 18.937 a metà di giugno.
Le filiali e i dipendenti bancari negli anni
Stando all'indagine demosc…
MILANO – In Italia il fenomeno di riduzione delle filiali bancarie sul territorio aumenta, lasciando sempre più comuni senza sportelli, con conseguenti pressioni sullo spopolamento, e alimentando i timori che possano aumentare fenomeni come quello dell'usura. Questa la fotografia scattata nell'ultimo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, da cui emerge che, dal 2020 al 2025, i comuni serviti da banche sono diminuiti del 12,4% da 5.102 a 4.468 su circa 7.900. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari. In altri termini, sono 4.856.257 i cittadini che risiedono in comuni privi di filiali. Gli sportelli bancari (considerando anche il credito cooperativo) sono invece scesi sotto quota 30mila nel 2016 e nel 2024 è stata infranta al ribasso la soglia di 20.000, per arrivare a 19.140 alla fine del 2025 e a 18.937 a metà di giugno.
Le filiali e i dipendenti bancari negli anni
Stando all'indagine demoscopica affidata dalla Uilca all’istituto di ricerca Lab21.01., otto italiani su dieci (81,7% del campione) ritengono che la chiusura di sportelli fisici possa rappresentare "un fattore di marginalizzazione e un impulso indiretto allo spopolamento dei piccoli comuni e delle realtà rurali italiane". L'86% degli intervistati teme, inoltre, che la chiusura delle filiali e la conseguente riduzione dell'assistenza bancaria umana possano "incidere sulla capacità dei cittadini di difendersi da frodi online e attacchi informatici".
In parallelo, per il 77,9% degli intervistati, la chiusura degli sportelli può contribuire alla diffusione del fenomeno dell'usura. Il 76,4% pensa, inoltre, che la prossimità di una filiale bancaria incida in maniera negativa sulla propensione all'investimento in strumenti finanziari. L'87,2% risponde poi "no, non sarebbe lo stesso" alla domanda se un bancomat possa sostituire un vero e proprio sportello. Guardando invece a possibili forme di contatto tra banca e cittadini in assenza di filiali, il 51,9% degli intervistati ipotizza uno spazio nell'edificio comunale.
"La desertificazione bancaria – commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan - non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all'opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall'aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c'è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia". Quanto alle possibili soluzioni, a detta di Furlan, “è indispensabile che in ogni regione, come già avvenuto in alcune, sia avviato un osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
Al fenomeno della desertificazione bancaria si somma poi quello del consolidamento in corso, che pure tende a ridurre i presidi sul territorio. Il risiko, osserva Furlan, “deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l'occupazione ed evitare l’aggravio del problema”.