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I paletti di Agricole su Banco Bpm: “Niente si può fare senza di noi, fusione con Mps mai ricevuta”

(afp)

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La banca francese scopre le carte mostrando una preferenza per l’aggregazione tra la banca milanese e CA Italia. L’utile netto del primo semestre a 4,8 miliardi
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Milano – “Siamo indispensabili, nulla si può fare senza di noi o contro di noi. Mai ricevuto proposte di fusione tra Mps e Bpm”. Il ceo di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, che ha ormai raggiunto una quota di possesso di azioni Banco Bpm pari al 29,3%, esce allo scoperto. Ed esterna la sua contrarietà a un’operazione che l’ad del Banco Giuseppe Castagna e il numero uno di Mps Luigi Lovaglio stanno discutendo da settimane. La preferenza dei francesi va invece in un’altra direzione. “Per noi lo scenario preferito è una fusione tra Bpm e CA Italia” dice Gavalda davanti agli analisti, un’aggregazione di cui si è parlato nell’autunno 2025 e che vedrebbe i francesi salire oltre il 30% assumendo il controllo del gruppo senza dover far l’Opa, qualora l’operazione fosse approvata dalla maggioranza degli azionisti di minoranza della banca milanese.

I francesi puntano il controllo

"Ad oggi, non abbiamo ancora chiesto alla Bce l'autorizzazione ad assumere il controllo di Banco Bpm, ha detto in u…

Milano – “Siamo indispensabili, nulla si può fare senza di noi o contro di noi. Mai ricevuto proposte di fusione tra Mps e Bpm”. Il ceo di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, che ha ormai raggiunto una quota di possesso di azioni Banco Bpm pari al 29,3%, esce allo scoperto. Ed esterna la sua contrarietà a un’operazione che l’ad del Banco Giuseppe Castagna e il numero uno di Mps Luigi Lovaglio stanno discutendo da settimane. La preferenza dei francesi va invece in un’altra direzione. “Per noi lo scenario preferito è una fusione tra Bpm e CA Italia” dice Gavalda davanti agli analisti, un’aggregazione di cui si è parlato nell’autunno 2025 e che vedrebbe i francesi salire oltre il 30% assumendo il controllo del gruppo senza dover far l’Opa, qualora l’operazione fosse approvata dalla maggioranza degli azionisti di minoranza della banca milanese.

I francesi puntano il controllo

"Ad oggi, non abbiamo ancora chiesto alla Bce l'autorizzazione ad assumere il controllo di Banco Bpm, ha detto in un'intervista con Bloomberg tv la deputy general manager di Crédit Agricole, Clotilde L'angevin, incalzata sul futuro dell'istituto di Piazza Meda, dove i francesi sono ormai a ridosso del 30%. “La nostra è una situazione solida e stabile, che ci permette di essere un attore chiave in questo contesto”. L'italia, prosegue la manager, è “un mercato strategico per noi, dove vogliamo continuare a crescere”. Tra le altre cose, abbiamo “una partnership solida e di lunga data con Banco Bpm, ecco perché abbiamo aumentato la nostra partecipazione al 29,3%”.

Ecco il pensiero di Gavalda che per la prima volta espone molto chiaramente davanti ad analisti e investitori. “Qualsiasi operazione, che coinvolga Banco Bpm, dovrebbe creare valore a lungo termine per Crédit Agricole e gli altri soci. Con la nostra partecipazione del 29,3%, siamo di gran lunga i primi azionisti e, quindi, avremo voce in capitolo su qualsiasi operazione che coinvolga la società e analizzeremo qualsiasi progetto solido in relazione al suo interesse strategico, al rischio di esecuzione e alla capacità di creare valore a lungo termine”. Sono le parole di Gavalda nel corso di una call con gli analisti finanziari, parlando del futuro di Piazza Meda.

Sul fronte del risiko bancario, “come sempre, ci sono molti scenari sul tavolo ma, al momento - ribadisce Gavalda - non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto tra Mps e Bpm “e non siamo stati contattati da altre parti in merito a un potenziale coinvolgimento in un progetto di questo tipo”.

Il Crédit Agricole ha presentato i conti del primo semestre archiviati con un utile netto di competenza del gruppo a 4.875 milioni di euro, in crescita del 6,8% o del 14,5% escludendo l'effetto relativo alla plusvalenza connessa al deconsolidamento di Amundi Us. I ricavi raggiungono i 20.880 milioni di euro, con un aumento del 7,8%. Nel secondo trimestre, sopra le attese, l'utile si attesta a 2.778 milioni di euro, in crescita del 7,8, trainato da un forte aumento del margine di gestione (+25,8%).

La spinta è arrivata anche dalla gestione patrimoniale con gli afflussi netti di Amundi che hanno raggiunto un livello elevato (+24 miliardi di euro).

Conti in crescita

Nel trimestre è stato incluso un contributo da Banco Bpm, contabilizzato con il metodo del patrimonio netto, pari a 111 milioni di euro, in calo di 31 milioni di euro, in linea con l'effetto negativo per il consolidamento di Anima nei risultati di Bpm nel secondo trimestre del 2025. Considerata la maggiore quota di partecipazione in Piazza Meda al 29,3%, si prevede che il suo contributo raggiunga circa 150 milioni per trimestre, a partire dal terzo trimestre del 2026.

"Credit Agricole registra ottime performance operativa in questo trimestre e sta accelerando la propria trasformazione. Con un investimento di 500 milioni di euro in tre anni e la creazione di Crédit Agricole Artificial Intelligence, il gruppo ha scelto di implementare l'intelligenza artificiale su larga scala, mantenendo il controllo delle proprie tecnologie e dando priorità alle soluzioni europee", ha sottolineato Gavalda.

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