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Rottamazione multe e tasse locali, non tutti i comuni aderiscono. Napoli e Roma dicono sì, Milano no

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La definizione agevolata delle cartelle esattoriali locali divide le grandi città. Una mappa sintetica
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MILANO – Pochi, neanche tanto, maledetti e subito per alcuni. Di più, chissà quando, per tutti gli altri. Al bivio della rottamazione quinquies i comuni italiani si dividono. Da una parte chi ha scelto di aderire, termine ultimo oggi, nella speranza di assicurarsi comunque risorse al momento ancora incerte, dall’altro chi punta i piedi: nessuna indulgenza per chi è in arretrato. Le multe si pagano, gli interessi pure, fino all’ultimo centesimo.

La misura, introdotta lo scorso anno, dava la possibilità a regioni e comuni di aderire alla definizione agevolata dei tributi affidati all’agente di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il principio è lo stesso di tutte le precedente rottamazioni. Si paga l’intero importo origin…

MILANO – Pochi, neanche tanto, maledetti e subito per alcuni. Di più, chissà quando, per tutti gli altri. Al bivio della rottamazione quinquies i comuni italiani si dividono. Da una parte chi ha scelto di aderire, termine ultimo oggi, nella speranza di assicurarsi comunque risorse al momento ancora incerte, dall’altro chi punta i piedi: nessuna indulgenza per chi è in arretrato. Le multe si pagano, gli interessi pure, fino all’ultimo centesimo.

La misura, introdotta lo scorso anno, dava la possibilità a regioni e comuni di aderire alla definizione agevolata dei tributi affidati all’agente di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il principio è lo stesso di tutte le precedente rottamazioni. Si paga l’intero importo originario dovuto, che sia l’Imu, la Tari o una multa per eccesso di velocità, ma al contribuente vengono risparmiate sanzioni e oneri accessori. Vantaggi per gli enti locali: la speranza di riscuotere somme il cui incasso è al momento incerto. Svantaggi: meno incassi da sanzioni e soprattutto, per alcune amministrazioni di centrosinistra, l’imbarazzo politico di servirsi a livello locale di una misura contestata a livello nazionale perché giudicata un assist ai contribuenti infedeli. Vantaggi o svantaggi per lo Stato: nessuno, tanto che nella relazione tecnica del provvedimento non si prevedono effetti finanziari sui conti dello Stato, visto che i maggiori o minori incassi sono tutti per gli enti locali.

Eccola quindi la panoramica delle città. Milano e Bologna fanno da capofila del fronte del no. “Il presupposto fondamentale su cui si basa la nostra azione è che i tributi debbano essere pagati da tutti per garantire la sostenibilità dei servizi pubblici essenziali e l'equità sociale. Non è tollerabile che l'onere ricada interamente sui cittadini onesti”, spiega l’assessora al bilancio di Bologna Roberta Li Calzi. “Il presupposto fondamentale su cui si basa la nostra azione, sottolineando che “questa Amministrazione non ha mai aderito a politiche di sgravi o rottamazioni generalizzate, ritenendo tali misure inique nei confronti di chi ha sempre adempiuto ai propri doveri”. Dalla giunta del capoluogo lombardo la misura è invece bocciata perché in contrasto con il principio di equità nei confronti dei contribuenti onesti.

La politica però c’entra fino ad un certo punto, anche perché la maggior parte dei grandi capoluoghi ha optato per il sì. Numeri ufficiali ancora non ci sono: l’Agenzia delle Entrate avrà bisogno ancora di qualche giorno per elaborare i dati con gli ultimi provvedimenti ricevuti e l’Anci non ha un monitoraggio in tempo reale sull’adozione delle delibere.

Al terzo vertice del fu triangolo industriale, il comune di Genova guidato dalla sindaca Silvia Salis, l’orientamento è opposto: sì alla rottamazione per tributi locali come Imu, Tari e altre imposte comunali ed entrate non tributarie come rette delle mense scolastiche e altre tariffe per servizi, oltre alle multe stradali per cui vengono abbuonati gli interessi. D’altra parte, la somma complessivamente aggredibile è considerevole visto che la massa dei crediti residui affidati all’Agenzia delle Entrate e Riscossione per il periodo 2000-2023 ammonta a 765 milioni di euro.

Stessa linea anche per Torino, giunta di centrosinistra del sindaco Lo Russo e Roma, che ha adottato proprio ieri la delibera, che prevede che vengano cancellati interessi e sanzioni, lasciando da pagare solo la quota capitale, insieme alle eventuali spese sostenute per le procedure di recupero. A Napoli il provvedimento di adesione è stato approvato a giugno e riguarda un ammontare complessivo considerevole: 2 miliardi e 190 milioni di arretrati non incassati, di cui 1,5 miliardi solo di multe stradali non riscosse nel corso degli anni.

Alleanza bipartisan in Puglia nel nome degli sconti sulle tasse. Ad aderire sia il comune di Bari, giunta di centrosinistra, si quello di Lecce, governata dal centrodestra. La nostra amministrazione - spiega l'assessore al Bilancio di Bari Diego De Marzo - ha scelto di utilizzare in modo equilibrato gli strumenti messi a disposizione dal legislatore, prevedendo una significativa riduzione delle sanzioni e l’azzeramento degli interessi, mantenendo comunque una quota sanzionatoria residua".

Via libera anche dal comune di Palermo. Il capoluogo siciliano vanterebbe crediti iscritti a ruolo per quasi 5 miliardi di euro, oltre a un miliardo per sanzioni e interessi. Per i contribuenti, il pagamento potrà avvenire in unica soluzione, entro il 31 gennaio 2027, o in 54 rate bimestrali a un tasso del 3%.

Hanno collaborato

Genova Alberto Bruzzone

Milano Miriam Romano

Bologna Marco Bettazzi

Napoli Antonio Di Costanzo

Bari Gabriella De Matteis

Palermo Claudia Brunetto

Roma Emiliano Pretto

Firenze Ernesto Ferrara

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