MILANO – Pochi, neanche tanto, maledetti e subito per alcuni. Di più, chissà quando, per tutti gli altri. Al bivio della rottamazione quinquies i comuni italiani si dividono. Da una parte chi ha scelto di aderire, termine ultimo oggi, nella speranza di assicurarsi comunque risorse al momento ancora incerte, dall’altro chi punta i piedi: nessuna indulgenza per chi è in arretrato. Le multe si pagano, gli interessi pure, fino all’ultimo centesimo.
MILANO – Pochi, neanche tanto, maledetti e subito per alcuni. Di più, chissà quando, per tutti gli altri. Al bivio della rottamazione quinquies i comuni italiani si dividono. Da una parte chi ha scelto di aderire, termine ultimo oggi, nella speranza di assicurarsi comunque risorse al momento ancora incerte, dall’altro chi punta i piedi: nessuna indulgenza per chi è in arretrato. Le multe si pagano, gli interessi pure, fino all’ultimo centesimo.
Rottamazione multe e tributi locali, i Comuni che hanno già aderito: pagamenti al via a gennaio 2027
Eccola quindi la panoramica delle città. Milano e Bologna fanno da capofila del fronte del no. “Il presupposto fondamentale su cui si basa la nostra azione è che i tributi debbano essere pagati da tutti per garantire la sostenibilità dei servizi pubblici essenziali e l'equità sociale. Non è tollerabile che l'onere ricada interamente sui cittadini onesti”, spiega l’assessora al bilancio di Bologna Roberta Li Calzi. “Il presupposto fondamentale su cui si basa la nostra azione, sottolineando che “questa Amministrazione non ha mai aderito a politiche di sgravi o rottamazioni generalizzate, ritenendo tali misure inique nei confronti di chi ha sempre adempiuto ai propri doveri”. Dalla giunta del capoluogo lombardo la misura è invece bocciata perché in contrasto con il principio di equità nei confronti dei contribuenti onesti.
La politica però c’entra fino ad un certo punto, anche perché la maggior parte dei grandi capoluoghi ha optato per il sì. Numeri ufficiali ancora non ci sono: l’Agenzia delle Entrate avrà bisogno ancora di qualche giorno per elaborare i dati con gli ultimi provvedimenti ricevuti e l’Anci non ha un monitoraggio in tempo reale sull’adozione delle delibere.
Al terzo vertice del fu triangolo industriale, il comune di Genova guidato dalla sindaca Silvia Salis, l’orientamento è opposto: sì alla rottamazione per tributi locali come Imu, Tari e altre imposte comunali ed entrate non tributarie come rette delle mense scolastiche e altre tariffe per servizi, oltre alle multe stradali per cui vengono abbuonati gli interessi. D’altra parte, la somma complessivamente aggredibile è considerevole visto che la massa dei crediti residui affidati all’Agenzia delle Entrate e Riscossione per il periodo 2000-2023 ammonta a 765 milioni di euro.
Stessa linea anche per Torino, giunta di centrosinistra del sindaco Lo Russo e Roma, che ha adottato proprio ieri la delibera, che prevede che vengano cancellati interessi e sanzioni, lasciando da pagare solo la quota capitale, insieme alle eventuali spese sostenute per le procedure di recupero. A Napoli il provvedimento di adesione è stato approvato a giugno e riguarda un ammontare complessivo considerevole: 2 miliardi e 190 milioni di arretrati non incassati, di cui 1,5 miliardi solo di multe stradali non riscosse nel corso degli anni.
Alleanza bipartisan in Puglia nel nome degli sconti sulle tasse. Ad aderire sia il comune di Bari, giunta di centrosinistra, si quello di Lecce, governata dal centrodestra. La nostra amministrazione - spiega l'assessore al Bilancio di Bari Diego De Marzo - ha scelto di utilizzare in modo equilibrato gli strumenti messi a disposizione dal legislatore, prevedendo una significativa riduzione delle sanzioni e l’azzeramento degli interessi, mantenendo comunque una quota sanzionatoria residua".
Hanno collaborato
Genova Alberto Bruzzone
Milano Miriam Romano
Bologna Marco Bettazzi
Napoli Antonio Di Costanzo
Bari Gabriella De Matteis
Palermo Claudia Brunetto
Roma Emiliano Pretto
Firenze Ernesto Ferrara