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Gasolio, svanisce l’effetto sconto: stangata sul pieno dell’esodo

(ansa)

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Il risparmio alla pompa non ha mai raggiunto l’obiettivo dell’esecutivo (17 centesimi). L’inflazione però rallenta a luglio
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ROMA – La curva dei prezzi ha cambiato direzione. Doveva scendere. E invece sale. Dal benzinaio scattano nuovi rincari. Come un effetto domino: la guerra in Iran si riaccende, il prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati sale, quello dei carburanti aumenta. Ecco il conto aggiornato per chi si muove in città e lungo le strade statali: ieri per un litro di diesel ha dovuto pagare in media 2,080 euro. Poco meno – 1,995 – per la stessa quantità di benzina. In un giorno, la verde è aumentata di 0,6 centesimi mentre il balzo del gasolio è stato di 1,4 centesimi. Va peggio in autostrada: il diesel ha toccato quota 2,175 euro, mentre la verde è arrivata a 2,081. Anche in questo caso i prezzi sono cresciuti in 24 ore.

I numeri del ministero delle Imprese non sono inediti. Ma si rivelano preoccupanti perché i prezzi stanno aumentando nonostante il taglio delle accise reintrodotto dal governo. Gli sconti dovevano rappresentare un argine. E invece si stanno rivelando fragili. Bruciati dalle te…

ROMA – La curva dei prezzi ha cambiato direzione. Doveva scendere. E invece sale. Dal benzinaio scattano nuovi rincari. Come un effetto domino: la guerra in Iran si riaccende, il prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati sale, quello dei carburanti aumenta. Ecco il conto aggiornato per chi si muove in città e lungo le strade statali: ieri per un litro di diesel ha dovuto pagare in media 2,080 euro. Poco meno – 1,995 – per la stessa quantità di benzina. In un giorno, la verde è aumentata di 0,6 centesimi mentre il balzo del gasolio è stato di 1,4 centesimi. Va peggio in autostrada: il diesel ha toccato quota 2,175 euro, mentre la verde è arrivata a 2,081. Anche in questo caso i prezzi sono cresciuti in 24 ore.

I numeri del ministero delle Imprese non sono inediti. Ma si rivelano preoccupanti perché i prezzi stanno aumentando nonostante il taglio delle accise reintrodotto dal governo. Gli sconti dovevano rappresentare un argine. E invece si stanno rivelando fragili. Bruciati dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. A quattro giorni dall’entrata in vigore e a sei dalla scadenza, l’effetto dell’intervento sul diesel si va sempre di più assottigliando. Non è mai arrivato a 17 centesimi al litro, come stabilito dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Al massimo si è spinto fino a 11,9 centesimi. Ieri ha ripiegato a 10,5.

I prezzi al distributore

L’impatto ridotto allontana l’obiettivo che il governo si era dato all’inizio della settimana. La decisione di riattivare il taglio delle accise e dell’Iva adottato a metà marzo e poi prorogato fino al 3 luglio nasceva dall’esigenza di riportare il prezzo del diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro. La progressione dell’effetto della misura mostra come l’intento non è riuscito: dai 2,185 euro di lunedì, quando lo sconto ancora non c’era, si è passati martedì a 2,180. Poi un calo più accentuato: il giorno dopo, infatti, il costo medio è stato pari a 2,074. Ancora giù giovedì, quando è sceso a 2,066. Ma ieri è stato il giorno della risalita, a 2,080. Un livello che allarma l’esecutivo dato che si avvicina ai 2,1 euro al litro.

Non va meglio per la benzina. L’esecutivo ha deciso di non intervenire con un taglio fiscale. E questo perché lunedì, quando il Cdm si è riunito per approvare i nuovi aiuti, il prezzo medio della verde era di 1,982. Sotto la soglia sensibile dei 2 euro. Si pensava di tenere la curva sotto controllo. E invece così non è stato. La benzina, infatti, sta aumentando: dai 1,982 di inizio settimana è arrivata ieri a 1,995. A un passo, quindi, dai 2 euro. Ora il timore è che nei prossimi giorni, forse già oggi, il costo possa scavallare questa soglia.

I prossimi interventi

L’escalation dei prezzi chiama un nuovo intervento. Gli sconti scadono giovedì prossimo. Due giorni prima il governo deciderà cosa fare. Potrà contare sull’extragettito Iva di luglio: le maggiori entrate dalle tasse applicate sulla vendita dei carburanti fanno ben sperare sul fronte della ricerca delle coperture, ma l’esecutivo è chiamato a sciogliere un nodo preliminare: fino a che punto prorogare un taglio delle accise che con questo livello di prezzi ha l’effetto di un pannicello caldo? Certo, senza sconti sarebbe peggio. Ma va messo anche in conto il contraccolpo di una strategia che si sta rivelando insoddisfacente.

In mezzo a tanta incertezza spunta una nota positiva: l’inflazione rallenta. A luglio, secondo le stime preliminari dell’Istat, cala al 2,8% (dal 3% di giugno). L’aumento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che comprendono anche i carburanti, si è fatto più contenuto. L’Unione nazionale consumatori attacca: «L’escalation al distributore c’è stata a fine luglio, le rilevazioni si interrompono il 21 del mese».

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