ROMA – “L’unico modo per contenere i rincari al distributore è applicare il prezzo amministrato. Solo un prezzo deciso dal governo e uguale per tutti può evitare che i furbetti speculino sui cittadini”. Giuseppe Sperduto, presidente della Federazione italiana benzinai (Faib), non ha dubbi: “Il taglio delle accise deciso dall’esecutivo è inutile”.
Perché?
“Lo sconto di 17 centesimi su un litro di gasolio è un’illusione. L’aumento del prezzo del petrolio sta fagocitando la riduzione delle accise. È come un cane che si morde la coda, uno schema senza senso”.
Dite così per giustificarvi dei mancati sconti alla pompa?
“Non dobbiamo giustificarci di nulla perché il prezzo dei carburanti che finiscono nei serbatoi delle macchine dei cittadini non viene di certo determinato dal…
ROMA – “L’unico modo per contenere i rincari al distributore è applicare il prezzo amministrato. Solo un prezzo deciso dal governo e uguale per tutti può evitare che i furbetti speculino sui cittadini”. Giuseppe Sperduto, presidente della Federazione italiana benzinai (Faib), non ha dubbi: “Il taglio delle accise deciso dall’esecutivo è inutile”.
Perché?
“Lo sconto di 17 centesimi su un litro di gasolio è un’illusione. L’aumento del prezzo del petrolio sta fagocitando la riduzione delle accise. È come un cane che si morde la coda, uno schema senza senso”.
Dite così per giustificarvi dei mancati sconti alla pompa?
“Non dobbiamo giustificarci di nulla perché il prezzo dei carburanti che finiscono nei serbatoi delle macchine dei cittadini non viene di certo determinato dal benzinaio. Per rintracciare la causa dei mancati sconti bisogna risalire lungo la filiera fino ad arrivare alle compagnie petrolifere e, più in alto ancora, alle quotazioni del greggio. D’altronde i terminali che si trovano nei distributori parlano chiaro”.
Cioè?
“La compagnia petrolifera comunica il cambio del prezzo al benzinaio inviandogli una comunicazione via computer. Una volta visualizzata, il gestore dell’impianto non può mica bloccarla. Può solo dare l’ok e affrettarsi a cambiare i cartelli e a tarare i Pos sui nuovi prezzi”.
Su circa 20mila impianti, il 12,3% non ha abbassato i prezzi e addirittura il 3,4% li ha alzati. C’è però anche chi li ha ridotti. Sicuro che non ci siano furbetti tra i benzinai?
“Chi ha introdotto gli sconti l’ha fatto solo in minima parte e per un brevissimo tempo. Non per colpa sua. Semplicemente ha preso atto di decisioni prese altrove. Insisto: i furbetti vanno rintracciati tra le compagnie petrolifere”.
Il governo, però, ha inviato la Guardia di finanza nei distributori a controllare. Sbaglia?
“Il governo sta colpendo l’anello più debole della catena. Mi permetto di dire che c’è una scarsa conoscenza di come funziona il meccanismo di formazione del prezzo anche ai piani alti. Evidentemente serve un capro espiatorio”.
Che aria tira ai distributori?
“Siamo molto pessimisti perché le notizie che arrivano dal Medio Oriente non lasciano ben sperare. Stiamo osservando un decremento dei consumi. Non vale più la battuta che si faceva una volta”.
Quale?
“Una volta si diceva: che mi frega se aumenta la benzina, io sempre dieci euro metto. Oggi, però, con dieci euro non si mettono neppure cinque litri di benzina. Per i benzinai la situazione è ancora più penalizzante, perché hanno un guadagno tarato su un litro di carburante. Guadagnano, quindi, tre centesimi lordi al litro, non in percentuale sull’incasso”.