Auto aziendali, novità in arrivo: tasse in aumento del 50% per tutte a 5 anni dall’immatricolazione
di Massimo FerraroROMA – Nuove regole in arrivo per le flotte di auto aziendali. Nel decreto Omnibus approvato il 10 giugno dal Consiglio dei ministri, con il via libera della Ragioneria di Stato, passa all’esame delle commissioni parlamentari. Gli interventi che introduce alla delega fiscale puntano a chiarire alcuni aspetti interpretativi della normativa.
Il principale risultato è l’aumento del 50% della base imponibile per tutte le auto immatricolate da più di 5 anni, a prescindere dal tipo di alimentazione. Ma altre novità riguardano anche le imposte sugli optional, le riassegnazioni, il regime transitorio per le auto assegnate nel 2024 e consegnate l’anno successivo.
La tassazione sulle auto aziendali
Il testo proposto prevede una maggiorazione del 50% della bas…
ROMA – Nuove regole in arrivo per le flotte di auto aziendali. Nel decreto Omnibus approvato il 10 giugno dal Consiglio dei ministri, con il via libera della Ragioneria di Stato, passa all’esame delle commissioni parlamentari. Gli interventi che introduce alla delega fiscale puntano a chiarire alcuni aspetti interpretativi della normativa.
Il principale risultato è l’aumento del 50% della base imponibile per tutte le auto immatricolate da più di 5 anni, a prescindere dal tipo di alimentazione. Ma altre novità riguardano anche le imposte sugli optional, le riassegnazioni, il regime transitorio per le auto assegnate nel 2024 e consegnate l’anno successivo.
La tassazione sulle auto aziendali
Il testo proposto prevede una maggiorazione del 50% della base imponibile rispetto all’aliquota base per tutti i veicoli che sono stati immatricolati da più di cinque anni. Non vi è alcuna distinzione tra auto alimentate a benzina, gasolio, gpl, ibride o elettriche. L’aumento scatta dal 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione. Non farà quindi fede l’anno di assegnazione del mezzo al lavoratore, ma l’età anagrafica del veicolo, anche in caso di riassegnazione.
L’aumento si tradurrà in un valore convenzionale del fringe benefit più alto che verrà sommato al reddito imponibile, portando a un incremento dei contributi e dell’Irpef da versare. L’obiettivo è spingere verso il rinnovo delle flotte aziendali, con le nuove misure che secondo il Sole 24 Ore riguardano oltre 320mila vetture. Rimangono escluse invece quelle nuove o di recente assegnazione, per le quali rimangono in vigore le aliquote già previste. Il conteggio si basa sui costi chilometrici delle tabelle Aci, ad aliquote variabili a seconda che si tratti di veicoli full electric (10%), ibridi plug in (20%), o benzina, diesel, gpl, metano e ibride non ricaricabili (50%).
Gli optional
Le novità in fase di valutazione riguardano anche gli optional non inclusi nelle tabelle Aci, come il navigatore Gps o i cerchi in lega. Se prima non venivano conteggiate, ora il valore del fringe benefit verrà aumentato del 5% forfettario. Dall'importo così calcolato verrà sottratto quanto il dipendente paga autonomamente per auto e optional e la differenza è quella su cui applicare la tassazione.
La riassegnazione dell’auto
Come detto, la riassegnazione non “azzera” il conteggio per calcolare quale tassazione applicare. Ma un’altra novità riguarda i casi di passaggio interno di un’auto aziendale da un dipendente all’altro. Il nuovo testo stabilisce che vanno trattati come normali assegnazioni, senza ulteriori aggravi fiscali aggiuntivi.
Veicoli consegnati dopo l’1 luglio 2025
Risolto anche il dubbio interpretativo sulla tassazione da applicare ai veicoli assegnati nel 2024 e consegnati dopo l’1 luglio 2025, ossia dopo l’ultima modifica al regime d’imposta. Su di essi potrà non applicarsi il “valore normale” di mercato, più gravoso, e rientreranno invece nel regime tabellare.