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Bando di vendita in bilico e soldi agli sgoccioli, ma sull’ex Ilva Urso snobba i sindacati

Il tavolo tecnico sull'ex Ilva con i sindacati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy

 (ansa)
Solo i tecnici del ministero al tavolo coi metalmeccanici. La Fiom: “Il governo non capisce l’emergenza”. Oggi il vertice con le sigle delle imprese
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ROMA – I sindacati escono senza risposte dal nuovo, ennesimo tavolo sulla crisi dell’ex Ilva, convocato ieri al ministero delle Imprese dopo la sentenza che impone fra 80 giorni lo spegnimento dell’area a caldo. Incontro «deludente» lo definiscono in coro le sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, che si sono trovate di fronte tecnici ma nessun ministro, quando la risposta definitiva – “l’acciaio a Taranto ha ancora un futuro?” – a questo punto la può dare solo la politica. «Il governo non capisce che c’è un’emergenza-Ilva, che sono a rischio circa 20mila posti di lavoro, la salute e la sicurezza delle persone», ha detto il leader della Fiom-Cgil Michele De Palma.

Tempo e cassa agli sgoccioli

Due elementi sono emersi. Il primo è la conferma c…

ROMA – I sindacati escono senza risposte dal nuovo, ennesimo tavolo sulla crisi dell’ex Ilva, convocato ieri al ministero delle Imprese dopo la sentenza che impone fra 80 giorni lo spegnimento dell’area a caldo. Incontro «deludente» lo definiscono in coro le sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, che si sono trovate di fronte tecnici ma nessun ministro, quando la risposta definitiva – “l’acciaio a Taranto ha ancora un futuro?” – a questo punto la può dare solo la politica. «Il governo non capisce che c’è un’emergenza-Ilva, che sono a rischio circa 20mila posti di lavoro, la salute e la sicurezza delle persone», ha detto il leader della Fiom-Cgil Michele De Palma.

Tempo e cassa agli sgoccioli

Due elementi sono emersi. Il primo è la conferma che senza un piano di salvataggio l’ex Ilva ha i giorni contati: oltre alla sentenza della magistratura, c’è il fatto che il nuovo prestito ponte da 100 milioni erogato all’amministrazione straordinaria è l’ultimo autorizzato dall’Europa, e ai ritmi a cui l’azienda brucia cassa sarà esaurito nel giro di poche settimane. Il secondo è una parziale marcia indietro sull’intenzione espressa dal governo di riformulare l’attuale bando di vendita – che sembrava sul punto di essere assegnato agli indiani di Jindal – restringendolo alla sola area a freddo. I tecnici del Mimit hanno detto ai sindacati che si stanno valutando condizioni giuridiche e tempi, che però rischiano di essere troppo lunghi.

Ultima parola a Chigi

I sindacati chiedono un piano di risanamento gestito dallo Stato, a tutela di lavoro e decarbonizzazione, e un nuovo incontro a Palazzo Chigi. Arriverà a fine mese, è stato assicurato, quando le intenzioni del governo si chiariranno. Oggi intanto, al Mimit, proseguono gli incontri con organizzazioni industriali e aziende del settore, alla ricerca di una improbabile cordata italiana.

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