ROMA – Il piccolo Liechtenstein è stato travolto da un maxi attacco informatico che ha avuto la forza di sottrarre dati sensibili di oltre 31mila persone giuridiche. Gli hacker hanno preso di mira il Registro dei beneficiari effettivi, un elenco che raccoglie i veri titolari di società a struttura complessa. Le autorità di Vaduz sono state messe informate di un accesso illegale al sistema nella notte tra mercoledì e giovedì. Giovedì l’Ufficio di giustizia ha rilevato alcune irregolarità e ha immediatamente allertato l’Ufficio informatico. A titolo precauzionale, il registro è stato messo offline ed è stata avviata un’indagine.
Cos’è il Registro dei beneficiari effettivi
Il Registro dei beneficiari effettivi è un fascicolo che nasce con scopi di…
ROMA – Il piccolo Liechtenstein è stato travolto da un maxi attacco informatico che ha avuto la forza di sottrarre dati sensibili di oltre 31mila persone giuridiche. Gli hacker hanno preso di mira il Registro dei beneficiari effettivi, un elenco che raccoglie i veri titolari di società a struttura complessa. Le autorità di Vaduz sono state messe informate di un accesso illegale al sistema nella notte tra mercoledì e giovedì. Giovedì l’Ufficio di giustizia ha rilevato alcune irregolarità e ha immediatamente allertato l’Ufficio informatico. A titolo precauzionale, il registro è stato messo offline ed è stata avviata un’indagine.
Cos’è il Registro dei beneficiari effettivi
Il Registro dei beneficiari effettivi è un fascicolo che nasce con scopi di trasparenza e antiriciclaggio in ambito europeo, nel quale devono essere registrate le persone fisiche che detengono, direttamente o indirettamente, più del 25% del controllo effettivo o della proprietà di un'impresa, un bene o un contratto. Nell’elenco vengono depositati nome, cognome, data e luogo di nascita, associati all’ente giuridico. L’iscrizione sul registro è necessaria per la valutazione del rischio di un determinato cliente o di una transazione finanziaria. Viene consultata dagli studi legali per istruire le operazioni di acquisizione e fusione, ma anche per avere informazioni su un soggetto con cui si è in affari o che ha presentato un qualche tipo di proposta. Gli studi legali possono utilizzare le informazioni raccolte sull'Ubo (Ultimate beneficial owner) per condurre un'adeguata indagine sui clienti ad alto rischio al fine di individuare operazioni sospette.
Trema anche la Svizzera
"Il registro riveste un'importanza fondamentale per il Paese – ha raccontato l'avvocato zurighese Thomas Sprecher alla Neue Zürcher Zeitung – in esso sono registrate tutte le fondazioni, le società fiduciarie e le imprese che hanno sede nel Principato. Nel registro sono riportati i dati relativi ai titolari effettivi: nome, data di nascita, cittadinanza e paese di residenza. Se queste informazioni dovessero diventare di dominio pubblico, risulterebbe immediatamente chiaro chi controlla queste entità".
Secondo Sprecher i dati sottratti a Vaduz sono di grande interesse per il Fisco, ben più che per il grande pubblico. "Sapere chi può accedere al patrimonio di una fondazione è interessante soprattutto per le autorità tributarie. Se i dati venissero pubblicati, verrebbero a galla fondazioni che il pubblico finora non conosce, e come beneficiari economici apparirebbero persone che, per esempio, al Fisco tedesco non sono note".
Il Principato partecipa allo scambio automatico di informazioni, ma questo meccanismo presenta un vuoto proprio sui titolari effettivi. "Vengono comunicati solo gli organi della persona giuridica, ma non sempre i beneficiari economici", chiarisce l’esperto. Il registro esiste in tutti gli Stati membri dell'Ue e dello Spazio economico europeo. In Svizzera entrerà in vigore un elenco della trasparenza dall’1 ottobre ma non verranno rilevate associazioni e fondazioni. Le conseguenze giuridiche per gli interessati potrebbero essere pesanti e potrebbe quindi essere necessario correre ai ripari. "Se qualcuno dovesse temere di dover pagare dal punto di vista fiscale o penale, per esempio per violazione delle disposizioni in materia di riciclaggio, dovrebbe verificare se le autorità gli offrano la possibilità di un'autodenuncia per minimizzare il danno".