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L’elicottero di Trump e un aereo troppo vicini: sotto esame i controllori di Washington

L'elicottero su cui viaggiava Donald Trump (reuters)

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Marine One, con a bordo il presidente, è partito dalla Casa Bianca senza che il traffico civile venisse sospeso. La Faa, garante della sicurezza nei cieli, indaga sul possibile mancato rispetto delle distanze di sicurezza. La procedura introdotta dopo la collisione del 2025 forse non è stata applicata
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ROMA – L’elicottero che trasporta il presidente degli Stati Uniti decolla dalla Casa Bianca, in un contesto di massima sicurezza. Almeno in teoria. Un minuto più tardi, dall’aeroporto vicino parte un aereo di linea con i passeggeri a bordo.

I due velivoli non sarebbero mai stati su traiettorie convergenti. Non ci sarebbe stato, dunque, il rischio immediato di una collisione che avrebbe portato inevitabilmente alla morte di Trump.

Ma i due mezzi (elicottero presidenziale e aereo civile) non avrebbero mantenuto la distanza di sicurezza prevista dalle regole americane. Lo scrive l’agenzia Reuters.

Per questo motivo, la Federal Aviation Administration, che vigila sull’aviazione civile negli Stati Uniti, apre un’indagine sul possibile errore che ha preso forma nei cieli di Washington.

L’episodio coinvolge Marine One. Il nome non identifica un elicottero specifico. Viene usato da qualsiasi velivolo dei Marines quando trasporta il presidente americano.

Martedì 4 agosto, Marine One decolla al…

ROMA – L’elicottero che trasporta il presidente degli Stati Uniti decolla dalla Casa Bianca, in un contesto di massima sicurezza. Almeno in teoria. Un minuto più tardi, dall’aeroporto vicino parte un aereo di linea con i passeggeri a bordo.

I due velivoli non sarebbero mai stati su traiettorie convergenti. Non ci sarebbe stato, dunque, il rischio immediato di una collisione che avrebbe portato inevitabilmente alla morte di Trump.

Ma i due mezzi (elicottero presidenziale e aereo civile) non avrebbero mantenuto la distanza di sicurezza prevista dalle regole americane. Lo scrive l’agenzia Reuters.

Per questo motivo, la Federal Aviation Administration, che vigila sull’aviazione civile negli Stati Uniti, apre un’indagine sul possibile errore che ha preso forma nei cieli di Washington.

L’episodio coinvolge Marine One. Il nome non identifica un elicottero specifico. Viene usato da qualsiasi velivolo dei Marines quando trasporta il presidente americano.

Martedì 4 agosto, Marine One decolla alle 14.33, ora locale, dall’Ellipse, cioè dall’area verde a sud della Casa Bianca, con Trump a bordo, Il presidente è diretto alla base militare di Joint Base Andrews. Da lì proseguirà il viaggio in aereo verso Los Angeles.

Dall’aeroporto Ronald Regan

Appena un minuto dopo, dall’aeroporto “Ronald Reagan Washington National” parte il volo della compagnia Envoy Air, il numero 3742. Il velivolo, carico di passeggeri, modello Embraer 170, è diretto a Pensacola in Florida. Opera per American Airlines.

Proprio questo aereo avrebbe perso “la separazione minima” con l’elicottero presidenziale. Negli aeroporti americani, i velivoli devono restare distanti almeno un miglio e mezzo in orizzontale, circa 2,8 chilometri, o 500 piedi in verticale, poco più di 150 metri.

Marine One e l’Embraer non avrebbero rispettato questi margini. La Faa precisa però che non si è trattato di un pericoloso “mancato incidente”. I due mezzi non stavano convergendo verso lo stesso punto. Entrambi hanno completato il volo senza conseguenze né virate o cambi di quota. Ma il problema dell’avvicinamento anomalo va approfondito.

Il volo della compagnia Envoy Air, numero 3742 (fonte: Flightradar) 

Un Embraer 170 di Envoy Air 

Un secondo velivolo

Un secondo aereo è stato coinvolto indirettamente. Il volo Republic Airways 4700, un Embraer 175 proveniente da Raleigh-Durham e operato anch’esso per American Airlines, si trovava a circa cinque chilometri dallo scalo Reagan.

I controllori gli hanno ordinato di interrompere l’avvicinamento e riprendere quota, per precauzione. Il velivolo ha girato intorno all’aeroporto ed è atterrato alle 14.52.

Il punto centrale dell’inchiesta non è soltanto la distanza effettiva fra Marine One e il primo aereo. Gli investigatori devono capire perché i voli civili non siano stati fermati prima della partenza del presidente.

Quando l’elicottero presidenziale attraversa lo spazio aereo vicino al Reagan, decolli e atterraggi commerciali vengono normalmente sospesi. I controllori ricevono in genere almeno tre minuti di preavviso, proprio per liberare la zona.

Questa volta, il traffico non sarebbe stato interrotto. Non è ancora chiaro se la torre abbia ricevuto l’avviso in ritardo, se la comunicazione sia stata fraintesa oppure se la procedura non sia stata applicata correttamente.

Ricostruire la sequenza

La Faa riunirà una squadra speciale, il Safety Review Team, per ricostruire la sequenza e individuare eventuali punti deboli nell’organizzazione del traffico.

L’episodio assume un peso particolare perché si verifica nello stesso spazio aereo dove, il 29 gennaio 2025, morirono 67 persone.

Quella sera, un Bombardier CRJ700 di American Eagle in arrivo da Wichita si scontrò sopra il Potomac con un elicottero militare Black Hawk. Sul jet viaggiavano 64 persone. Tre militari si trovavano sull’elicottero. Non ci furono sopravvissuti.

Dopo la tragedia, la Faa ha ristretto le rotte degli elicotteri, imposto nuove separazioni e vietato ai controllori di affidarsi soltanto al contatto visivo per tenere distinti aerei ed elicotteri vicino agli aeroporti più trafficati.

Il presidente Trump sbarca dal suo elicottero 

Velocità diverse

Ha inoltre stabilito che il traffico commerciale venga fermato quando Marine One attraversa la zona. Le nuove regole erano state introdotte proprio per impedire che velivoli con caratteristiche, velocità e traiettorie molto diverse tornassero a condividere una porzione così piccola e affollata di cielo.

Il 4 agosto, questa barriera organizzativa potrebbe non aver funzionato. Nessun aereo si è trovato in pericolo immediato, sostiene la Faa. Ma una procedura pensata dopo una strage forse è stata ignorata o applicata male.

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