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Conto di base, Bankitalia contro gli istituti che lo ostacolano: "Obbligatorio offrire il servizio"

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Palazzo Koch avverte i prestatori di servizi di pagamento: “Il servizio low cost è un diritto”. Ma in Italia ne risultano appena 180mila
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MILANO – Un invito che assomiglia molto a un monito. Banca d’Italia ha chiesto agli istituti di credito, a Poste italiane e agli altri prestatori di servizi di pagamento di «promuovere la conoscenza e la diffusione del conto di base per favorirne l’accesso», soprattutto tra i clienti più vulnerabili. Istituito con la direttiva 2014/92, lo strumento nasce per rispondere alle più essenziali esigenze di gestione del denaro da parte dei consumatori Ue. Gli operatori sono obbligati a offrirlo, anche gratuitamente per le fasce meno abbienti. Eppure, denuncia Bankitalia, il servizio pare «ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato».

Conto di base, cosa non ha funzionato

L’elenco delle mancanze è corposo: non viene inserito nel catalogo dei prodotti offerti, la documentazione di trasparenza appare spesso carente, così come l’assistenza al consumatore, e il personale di rete è poco informato sul tema, solo per citarne alcuni. Via Nazionale chiede di sciogliere i «nodi» e mettere in campo …

MILANO – Un invito che assomiglia molto a un monito. Banca d’Italia ha chiesto agli istituti di credito, a Poste italiane e agli altri prestatori di servizi di pagamento di «promuovere la conoscenza e la diffusione del conto di base per favorirne l’accesso», soprattutto tra i clienti più vulnerabili. Istituito con la direttiva 2014/92, lo strumento nasce per rispondere alle più essenziali esigenze di gestione del denaro da parte dei consumatori Ue. Gli operatori sono obbligati a offrirlo, anche gratuitamente per le fasce meno abbienti. Eppure, denuncia Bankitalia, il servizio pare «ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato».

Conto di base, cosa non ha funzionato

L’elenco delle mancanze è corposo: non viene inserito nel catalogo dei prodotti offerti, la documentazione di trasparenza appare spesso carente, così come l’assistenza al consumatore, e il personale di rete è poco informato sul tema, solo per citarne alcuni. Via Nazionale chiede di sciogliere i «nodi» e mettere in campo correttivi in tempi brevi: «Sia chiarito che l’obbligo di offrire il conto di base si estende ai consumatori legalmente soggiornanti non solo in Italia, ma anche in tutto il territorio dell’Unione europea, compresi quelli senza fissa dimora, i rifugiati e i richiedenti asilo». L’Italia si trova in grave ritardo: a fronte di un bacino di potenziali utenti gratuiti stimato in oltre sette milioni, i conti di base aperti alla fine del 2025 erano appena 180 mila. In Germania se ne contavano 1,2 milioni solo nel 2023. Numeri importanti anche per economie di “taglia” inferiore come la Svezia (1,2 milioni) e l’Irlanda (446 mila), mentre Spagna e Polonia si classificano peggio del Bel Paese, con rispettivamente 103 e 74 mila utenti. L’inclusione finanziaria pare lontana.

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