Lovaglio: “Mps asset strategico del paese, non spezzarlo”. Utile del semestre oltre un miliardo
di Giovanni PonsMILANO – Mps ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto di oltre 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3% sullo stesso periodo del 2025. Il secondo trimestre, si legge in una nota, ha contribuito con un risultato in crescita del 27,3% a 610 milioni, superiore ai circa 540 milioni attesi dagli analisti, "grazie all'ulteriore miglioramento della redditività del core business", si legge in una nota dell’istituto.
L’ad di Mps Luigi Lovaglio, nel corso della conference call con gli analisti, ha sottolineato l’importanza di mantenere intergo il gruppo bancario senese. "Montepaschi è un asset strategico per l'economia italiana" e "rappresenta un'importante infrastruttura economica del Paese e possiede un valore sistemico" che "dipende dall'integrità della…
MILANO – Mps ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto di oltre 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3% sullo stesso periodo del 2025. Il secondo trimestre, si legge in una nota, ha contribuito con un risultato in crescita del 27,3% a 610 milioni, superiore ai circa 540 milioni attesi dagli analisti, "grazie all'ulteriore miglioramento della redditività del core business", si legge in una nota dell’istituto.
L’ad di Mps Luigi Lovaglio, nel corso della conference call con gli analisti, ha sottolineato l’importanza di mantenere intergo il gruppo bancario senese. "Montepaschi è un asset strategico per l'economia italiana" e "rappresenta un'importante infrastruttura economica del Paese e possiede un valore sistemico" che "dipende dall'integrità della banca stessa". "Se si divide in due una centrale elettrica, entrambe le parti potrebbero anche continuare a reggersi, ma si rischia una perdita di potenza e si riduce la capacità di erogare energia dove serve. Per le banche funziona allo stesso modo".
Lovaglio si è poi rivolto direttamente all’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo, che mira a spezzare in due il gruppo Mps. “Un campione nazionale dovrebbe rafforzare il tessuto competitivo del paese, non ridurlo. Altrimenti la corona potrà anche diventare più grande, ma il regno diventerà più piccolo. È per questo che il consiglio di amministrazione, con il supporto dei propri advisor, proseguirà nella propria analisi in modo indipendente e rigoroso con l'obiettivo chiaro di individuare il percorso ottimale che massimizzi il valore per tutti gli stakeholder di Mps, preservando l'integrità del franchise".
Nel futuro di Mps non ci sarà più Banco Bpm, con il quale le trattative si sono chiuse venerdì 31 luglio e al riguardo Lovaglio ha detto: “'Come nell’Odissea alcune rotte si chiudono e altre si aprono”.
Lovaglio ha poi annunciato di aver alzato la guidance sui conti di fine anno fino a 3,6 miliardi di utile operativo rimarcando il fatto che l’integrazione con Mediobanca sta procedendo bene e portando i risultati previsti.
Nei conti semestrali appena presentati l'indicatore di solidità patrimoniale Cet1 ratio fully loaded sale al 16,3% "con ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari", pari a "circa 680 punti base", che "consente un'elevata flessibilità strategica".
I risultati del primo semestre, sottolinea Mps, "confermano la forza della dimensione industriale del gruppo: crescita profittevole, qualità della performance operativa, solidità patrimoniale e capacità di generare valore in modo sostenibile".
Intanto proseguono le attività per l'integrazione di Mediobanca: il loro completamento è "previsto nel quarto trimestre" e a settembre verrà convocata un’assemblea straordinaria finalizzata alla fusione.
Intanto Mps allarga la squadra degli advisor che la stanno assistendo nella valutazione delle opzioni strategiche dopo l'offerta di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo. In aggiunta ai financial advisor già designati, continuan la nota, Mps "si avvarrà anche di Keefe, Bruyette & Woods, A Stifel Company".
Nel corso del semestre Mps ha realizzato ricavi complessivi per 4.024 milioni di euro, in crescita del 4,1%, con commissioni nette salite del 3,6% a 1.288 milioni, un margine di interesse sostanzialmente stabile a 2.097 milioni (+0,3%) mentre gli altri ricavi della gestione finanziaria sono saliti del 21,3% a 605,9 milioni.
"L'efficace gestione" dei costi operativi - scesi dello 0,7% a 1.724 milioni con una riduzione del cost-income di due punti percentuali al 43% - ha contribuito alla crescita del risultato operativo netto del semestre, salito dell'8,2% a 2.008 miliardi.
In accelerazione il risultato operativo netto del secondo trimestre, salito a 1,06 miliardi (+11,8% sul trimestre precedente e +12,7% sul 2025), grazie all'incremento dei ricavi (+5,4% sul trimestre e +5,3% sull'anno), spinti "dall'eccellente performance" delle commissioni (+8,4% e +9% rispettivamente), dal "buon andamento" del margine di interesse (+2,5% sul trimestre e +0,6% sul 2025) e da costi operativi sotto controllo (+1,1% sul trimestre e -2,2% sull'anno).
Continua la crescita dei volumi degli impieghi, saliti del 5,6% sul 2025 e dell'1,8% sul trimestre, spinti dalle erogazioni di mutui ipotecari alle famiglie (3,6 miliardi nel semestre) e dal credito al consumo (5,5 miliardi). La raccolta totale si attesta a circa 300 miliardi, in crescita di 10 miliardi sul primo trimestre 2026 e di oltre 18 miliardi su giugno 2025, supportata da oltre 12 miliardi di flussi lordi di wealth management.
Per quanto riguarda l'asset quality, nel semestre il costo del credito ammonta a 39 punti base, in linea con il trend delineato dal piano industriale, con lo stock dei crediti deteriorati lordi stabile a 3,7 miliardi. L'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul portafoglio crediti (Npe ratio lordo) ammonta al 2,5% mentre l'Npe ratio netto migliora dall'1,3% all'1,2%, con una copertura complessiva pari al 50,6%.