✕

Pignataro in ritardo con l’affitto negli uffici di Ion. L’azienda: “Questione risolta”

Ascolta l'audio

Secondo il Financial Times il gruppo avrebbe saldato in ritardo gli importi per le locazione nelle sedi di Sydney, Monaco e nel Connecticut, rischiando lo sfratto
1 minuti di lettura

MILANO - Anche i più ricchi possono avere problemi con il pagamento dell’affitto. E’ il caso di Andrea Pignataro, tra gli uomini più ricchi d’Italia grazie alla sua Ion. Secondo il Financial Times l’azienda avrebbe saldato in ritardo il pagamento degli affitti dei suoi uffici in tre continenti; i proprietari degli immobili, riporta il quotidiano londinese, avrebbero bloccato gli accessi o minacciato di sfratto l'azienda nelle sedi di Sydney, Monaco e nel Connecticut. Gli importi dovuti per le sedi di Sydney e Monaco sono stati nel frattempo saldati, ha riferito una fonte vicina alla situazione al Ft. Ion conta oltre 50 uffici in tutto il mondo e impiega più di 13.000 persone.

Ion ha dichiarato che "con una presenza immobiliare di tali dim…

MILANO - Anche i più ricchi possono avere problemi con il pagamento dell’affitto. E’ il caso di Andrea Pignataro, tra gli uomini più ricchi d’Italia grazie alla sua Ion. Secondo il Financial Times l’azienda avrebbe saldato in ritardo il pagamento degli affitti dei suoi uffici in tre continenti; i proprietari degli immobili, riporta il quotidiano londinese, avrebbero bloccato gli accessi o minacciato di sfratto l'azienda nelle sedi di Sydney, Monaco e nel Connecticut. Gli importi dovuti per le sedi di Sydney e Monaco sono stati nel frattempo saldati, ha riferito una fonte vicina alla situazione al Ft. Ion conta oltre 50 uffici in tutto il mondo e impiega più di 13.000 persone.

Ion ha dichiarato che "con una presenza immobiliare di tali dimensioni, nel normale svolgimento delle attività commerciali possono sorgere di tanto in tanto divergenze con i proprietari degli immobili, le quali vengono risolte nel normale corso degli affari. Questo è esattamente ciò che è accaduto in questo caso". La società ha aggiunto che "le questioni in oggetto sono state risolte, non vi sono importi in sospeso e le somme interessate rappresentano una frazione di un centesimo dell'1 per cento degli utili annuali del gruppo... Qualsiasi illazione sul fatto che tali questioni incidano sulla posizione finanziaria del gruppo è del tutto priva di fondamento fattuale".

Secondo quanto riferito da persone informate sui fatti al Financial Times, i dipendenti Ion della sede di Sidney avrebbero trovato ad aspettarli nel loro ufficio in uno dei grattacieli della capitale austrialiana un un avviso di sfratto legato a ritardi nei pagamenti per circa 90.000 dollari. Al personale di Monaco sarebbe stato negato l'accesso agli uffici il mese scorso. In questo caso il pagamento dovuto sarebbe stato da 40.000 dollari. Negli Usa, nella sede del Connecticut, a maggio, il proprietario dell'immobile usato da Ion avrebbe intentato un'azione legale, sostenendo che una delle controllate di Ion non aveva saldato l'affitto a marzo e non aveva liberato i locali come le era stato richiesto.

Le azioni legali nel Connecticut sono state ritirate il mese scorso, precisa il Ft, che ricorda il debito da 10 miliardi di dollari del gruppo e gli interrogativi del mercato sull'impatto dei nuovi strumenti di AI sul suo core business legato ai software. Ion controlla società di dati finanziari. Tra queste Mergermarket, Fidessa e Dealogic. I costi di finanziamento dell'azienda sono più che raddoppiati dal 2022, raggiungendo quota 800 milioni di dollari all'anno a seguito dell'aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, secondo informazioni finanziarie visionate dal FT.

Leggi i commenti