MILANO – Poco più di un miliardo di utili, generati in primo luogo dall’attività core, quella assicurativa, ma con un solido apporto della costola bancaria. Unipol chiude il primo semestre con un risultato netto reported di 913 milioni, che però sale a 1,06 miliardi, in rialzo del 42 per cento anno su anno, consolidando i risultati di Bper al 30 giugno e non solo per tre mesi.
Verso il 30% in Bper
L’istituto modenese – di cui oggi la compagnia detiene il 19,9% del capitale, oltre a un 10% in derivati – rappresentare il cuore del progetto bancario del gruppo: a Bper saranno “girati” i 635 sportelli del Monte dei Paschi, che a sua volta Unipol otterrà da Intesa Sanpaolo se l’offerta della prima banca italiana sulla senese dovesse andare in porto. Ne nascerebbe un conglomerato finanziario, c…
MILANO – Poco più di un miliardo di utili, generati in primo luogo dall’attività core, quella assicurativa, ma con un solido apporto della costola bancaria. Unipol chiude il primo semestre con un risultato netto reported di 913 milioni, che però sale a 1,06 miliardi, in rialzo del 42 per cento anno su anno, consolidando i risultati di Bper al 30 giugno e non solo per tre mesi.
Verso il 30% in Bper
L’istituto modenese – di cui oggi la compagnia detiene il 19,9% del capitale, oltre a un 10% in derivati – rappresentare il cuore del progetto bancario del gruppo: a Bper saranno “girati” i 635 sportelli del Monte dei Paschi, che a sua volta Unipol otterrà da Intesa Sanpaolo se l’offerta della prima banca italiana sulla senese dovesse andare in porto. Ne nascerebbe un conglomerato finanziario, con metà della redditività garantita dal tradizionale ramo insurance e metà da quello bancario, per un totale di circa due miliardi.
«In questo momento la nostra missione consiste nell'avere una quota superiore al 30% in Bper-Mps – spiega l’ad di Unipol, Matteo Laterza, – e poi, a seconda delle nostre capacità di generazione di capitale, speriamo anche di poterla aumentare». Unipol si è impegnata a corrispondere metà del multiplo che Intesa pagherà per Mps, con un tetto di 3,5 miliardi che la protegge da eventuali variazioni dell’offerta a monte. Due miliardi e cinque verranno dall’aumento, approvato dai soci e da eseguire entro fine anno, il restante dal capitale in eccesso della compagnia. A bocce ferme, Unipol porterebbe la partecipazione nella nuova Bper al 40 per cento, senza far scattare l’obbligo di Opa. Esclusa, invece, l’ipotesi di una fusione inversa tra le due.
Nove miliardi di raccolta
Tornando ai conti, nei sei mesi la raccolta di Unipol sale a circa nove miliardi (+3,9%), provenienti per cinque miliardi dal ramo Danni (+3,6%) e per 4,1 miliardi dal Vita (+4,4%). I numeri sono sostenuti dall’andamento del comparto auto (+6% a 2,4 miliardi) e non auto (+1,4% a 2,5 miliardi), dal canale bancassicurazione danni (+10,1% a 346 milioni) e dal business salute (+4,1% a 691 milioni). Il saldo tecnico tra premi e sinistri (combined ratio) si attesta al 91,8%, in linea con gli obiettivi di fine piano strategico, mentre l'indicatore di solidità patrimoniale, il solvency ratio,sale dal 230 al 259 per cento, con quello del gruppo assicurativo che migliora dal 279 al 290%. Anche a luglio, l’impatto delle catastrofi naturali è stato «significativo, ma non preoccupante», precisa il management.
Solidi rendimenti finanziari, anche grazie a SpaceX
Il ramo Danni chiude così i sei mesi con un risultato ante imposte di 885 milioni, contro i 520 dello stesso periodo del 2025, mentre il segmento Vita migliora da 180 a 238 milioni. Completano il quadro il contributo delle partecipazioni bancarie, 246 milioni consolidando i risultati di Bper per sei mesi, 51 milioni dal segmento Altre Attività – che comprende il gruppo alberghiero UNA, Società e Salute (Santagostino) e SiSalute – e la gestione finanziaria.
A fare la parte del leone è stato l’investimento in SpaceX, risalente al centinaio di milioni investiti da Unipol in Twitter, ai tempi della maxi Opa di Elon Musk da 44 miliardi di dollari, e poi confluiti attraverso X nel colosso spaziale, oggi quotato. Al 30 giugno, la plusvalenza lorda ammontava a 211 milioni, ma poco più di un mese dopo risulta praticamente dimezzata, a causa della volatilità del titolo a Wall Street. Laterza non ha dubbi: «Sicuramente ne è valsa la pena», ma per la compagnia controllata dalle cooperative rosse si tratta di un investimento «volatile e non strategico». «Valuteremo le condizioni di mercato, ma non pensiamo di mantenerlo a lungo». Nel complesso, il rendimento sugli asset investiti è pari all’8,1 per cento, o al sei senza considerare SpaceX.