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L’IA nuovo traino per l’export cinese. E la Casa Bianca impone i dazi sui chip

(afp)

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Le vendite all’estero aumentate del 23,9%. Auto, computer e componenti di silicio corrono tutti oltre il 60%
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PECHINO – Il boom dell’intelligenza artificiale spinge l’export cinese. Che resta robusto, nonostante le tensioni commerciali, giunte ieri a un nuovo capitolo dello scontro Usa-Cina. Con un ordine esecutivo, Washington ha fissato dazi al 15% e prezzi minimi all’importazione per i prodotti in polisilicio, materia prima fondamentale per la produzione di pannelli solari e semiconduttori, con l’obiettivo proprio di arginare il dominio cinese sul settore. Le misure entreranno in vigore il prossimo 4 dicembre.

L’IA intanto si conferma motore principale della crescita dell’economia di Pechino. Un’economia che continua a viaggiare, però, a due velocità: forte commercio, debole domanda interna. Le esportazioni sono aumentate del 23,9% su base annua nel mese di luglio, sec…

PECHINO – Il boom dell’intelligenza artificiale spinge l’export cinese. Che resta robusto, nonostante le tensioni commerciali, giunte ieri a un nuovo capitolo dello scontro Usa-Cina. Con un ordine esecutivo, Washington ha fissato dazi al 15% e prezzi minimi all’importazione per i prodotti in polisilicio, materia prima fondamentale per la produzione di pannelli solari e semiconduttori, con l’obiettivo proprio di arginare il dominio cinese sul settore. Le misure entreranno in vigore il prossimo 4 dicembre.

L’IA intanto si conferma motore principale della crescita dell’economia di Pechino. Un’economia che continua a viaggiare, però, a due velocità: forte commercio, debole domanda interna. Le esportazioni sono aumentate del 23,9% su base annua nel mese di luglio, secondo i dati pubblicati ieri dalle dogane cinesi, in leggero calo rispetto a giugno (+27%). Calo dovuto, anche, alle piogge e ai tifoni che hanno colpito la Cina il mese scorso, con alcuni dei maggiori porti che hanno dovuto sospendere temporaneamente le operazioni. Solidissima performance, comunque: Pechino beneficia del boom globale dell’IA che sta trainando la domanda di prodotti tecnologici cinesi.

Il boom dell’export legato all’IA

Secondo i calcoli di Bloomberg, le esportazioni di chip e computer hanno registrato un incremento rispettivamente del 117% e del 67% rispetto a un anno fa. Le vendite all’estero di automobili sono aumentate del 60%, mentre quelle di navi hanno registrato un’impennata del 92%. La crescita nel settore dei macchinari in generale ha subito un’accelerazione, passando dal 15% di giugno al 31%. Bene anche le importazioni (+27,5%) seppur in calo rispetto al +36% di giugno. «In termini di valore, le esportazioni e le importazioni rimangono a livelli elevati, sostenute dalla forte crescita della domanda globale di prodotti elettronici e tecnologie verdi», spiega Julian Evans-Pritchard, analista della società Capital Economics.

Destinazioni principali delle merci cinesi si confermano nuovamente il Sud-Est asiatico e l’Unione europea (+ 38% e +16% rispettivamente), mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate del 17%. Il forte aumento delle esportazioni di prodotti elettronici legati all’intelligenza artificiale e di altri prodotti, come i veicoli elettrici, ha attutito finora gli effetti di un rallentamento più marcato sulla crescita. Il traino dell’export sta però anche accentuando un divario persistente nell’economia cinese, che soffre di una domanda interna debole. La scorsa settimana la leadership comunista, durante il Plenum del Partito, si è impegnata ad accelerare la spesa per sostenere l’economia, ma non ha annunciato ancora alcuna misura di stimolo di rilievo.

L’anno scorso Pechino aveva registrato un surplus commerciale storico di quasi 1.200 miliardi di dollari. La Cina sembra sulla buona strada per eguagliare o addirittura superare quello dello scorso anno: secondo i dati doganali, il surplus ha raggiunto i 687,4 miliardi di dollari tra gennaio e la fine di luglio. Squilibri che continuano da tempo a creare malumori tra i partner commerciali di Pechino, soprattutto all’interno dell’Unione europea.

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