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L’Italia affianca la Francia nello spread. Cosa succede ai debiti europei

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Le ultime tensioni sulla spesa per interessi denunciate dal governo di Parigi porta i Btp a rendere meno degli Oat
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La stabile Italia, la Francia spendacciona. No, non è un errore: i mercati finanziari e i dati di finanza pubblica dicono proprio questo come confermato alla chiusura di venerdì dai rendimenti dei titoli di Stato decennali dei due paesi: un Oat rendeva mediamente il 3,91% mentre il Btp 3,895%. Il mercato dei bond dei titoli sovrani, a differenza di quello delle azioni, non è così sensibile a scarti così piccoli, quindi più che un sorpasso è una sorta di corsa parallela, ma il segnale è chiaro: la solidità dei due debiti è praticamente identica e in questo momento con l’Italia desta meno preoccupazione della Francia nell’immediato. Lo spread tra i due si è azzerato e quello verso il benchmark tedesco è alla pari e viaggi alla pari da ormai 15 giorni, fino al piccolo sorpasso di venerdì.

I guai del bilancio francese

Il problema è che il governo di Sebastien Lecornu in Francia, oltre a non avere la maggioranza in parlamento, rischia di non prendere nessuna delle decisioni strutturali sul…

La stabile Italia, la Francia spendacciona. No, non è un errore: i mercati finanziari e i dati di finanza pubblica dicono proprio questo come confermato alla chiusura di venerdì dai rendimenti dei titoli di Stato decennali dei due paesi: un Oat rendeva mediamente il 3,91% mentre il Btp 3,895%. Il mercato dei bond dei titoli sovrani, a differenza di quello delle azioni, non è così sensibile a scarti così piccoli, quindi più che un sorpasso è una sorta di corsa parallela, ma il segnale è chiaro: la solidità dei due debiti è praticamente identica e in questo momento con l’Italia desta meno preoccupazione della Francia nell’immediato. Lo spread tra i due si è azzerato e quello verso il benchmark tedesco è alla pari e viaggi alla pari da ormai 15 giorni, fino al piccolo sorpasso di venerdì.

I guai del bilancio francese

Il problema è che il governo di Sebastien Lecornu in Francia, oltre a non avere la maggioranza in parlamento, rischia di non prendere nessuna delle decisioni strutturali sulla spesa nemmeno nella prossima legge di bilancio. Lo ha detto chiaramente il ministro delle Finanze, David Amiel, facendo anche riferimento al fatto che la campagna presidenziale in arrivo nel 2027 per scegliere il successore di Emmanuel Macron possa rimandare ogni scelta.

L'obiettivo attuale del governo è di raggiungere un deficit del 5% del Pil entro la fine dell'anno, in leggero calo rispetto al 5,1% del 2025. Tuttavia, in un contesto di crescita modesta, il governo ha avvertito che non sarà in grado di ridurre significativamente il deficit di bilancio proprio a causa della spesa per interessi sul debito, che nei primi sei mesi di quest’anno si è attestata a 34,5 miliardi, con un incremento del 18,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Amiel ha affermato che i costi di finanziamento potrebbero aumentare di circa 11 miliardi nel 2026 rispetto all’anno scorso. Il mercato ha preso nota e i rendimenti degli Oat sono andati all’insù.

L’Italia fuori dalla procedura

Invece negli ultimi 10 giorni lo spread Btp-Bund si è ridotto di 6 punti, il rendimento del Btp decennale resta nel range 3,8-3,9% e non ha subito scossoni dalle dichiarazioni del ministro Giancarlo Giorgetti sulla volotà di sfruttare fino a 35 miliardi di maggiori spese nel prossimo triennio, come concesso dall’Europa su energia e difesa. Anzi, lo stesso ministro ha mantenuto viva la possibilità che a settembre l’Italia possa uscire dalla procedura di deficit eccessivo certificando che il deficit/Pil per l’anno 2025 sia rimasto sotto il 3%.

Anche in Italia non mancano le pressioni e i rischi di una legge di bilancio 2027 influenzata dalla campagna elettorale, per questo Italia e Francia continuano come succede ormai da luglio 2025 a viaggiare in parallelo sul fronte dello spread.

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