Caputi (Federturismo): “Se la crisi con la Spagna proseguirà gli italiani valuteranno altre mete”
di Filippo SantelliROMA – «Nel turismo la percezione conta quasi quanto il rischio reale», dice Massimo Caputi, presidente di Federturismo, l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese del settore, nel mezzo della crisi diplomatica estiva tra Spagna e Italia, con annessa sospensione della libera circolazione. Spiegando che se le tensioni dovessero proseguire una parte dei viaggiatori italiani potrebbe considerare mete alternative.
Che effetti sta avendo lo scontro Roma-Madrid su prenotazioni e viaggi degli italiani verso la Spagna?
«Al momento non vediamo fenomeni generalizzati di cancellazione o rinuncia ai viaggi verso la Spagna. È possibile che si registrino singole richieste di chiarimento, rinvii o modifiche, soprattutto nell’immediatezz…
ROMA – «Nel turismo la percezione conta quasi quanto il rischio reale», dice Massimo Caputi, presidente di Federturismo, l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese del settore, nel mezzo della crisi diplomatica estiva tra Spagna e Italia, con annessa sospensione della libera circolazione. Spiegando che se le tensioni dovessero proseguire una parte dei viaggiatori italiani potrebbe considerare mete alternative.
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Che effetti sta avendo lo scontro Roma-Madrid su prenotazioni e viaggi degli italiani verso la Spagna?
«Al momento non vediamo fenomeni generalizzati di cancellazione o rinuncia ai viaggi verso la Spagna. È possibile che si registrino singole richieste di chiarimento, rinvii o modifiche, soprattutto nell’immediatezza delle notizie, ma è ancora presto per valutare eventuali conseguenze sui flussi complessivi. In queste situazioni è importante evitare allarmismi e attenersi alle indicazioni ufficiali».
E se le tensioni dovessero prolungarsi? I nostri vacanzieri inizierebbero a cambiare meta?
«La Spagna è molto attrattiva per gli italiani, così come l’Italia per i turisti spagnoli, e sarebbe prematuro ipotizzare uno spostamento significativo dei flussi. Se le difficoltà dovessero protrarsi una parte della domanda potrebbe orientarsi verso altre destinazioni del Mediterraneo, o scegliere l’Italia».
Viviamo e viaggiamo in mezzo a piccole e grandi crisi geopolitiche. È il rischio reale a pesare o è soprattutto una questione di percezione?
«Il viaggio è associato al desiderio di serenità, quindi le notizie possono incidere rapidamente sulle decisioni, anche quando non comportano conseguenze operative immediate. Sono fondamentali una comunicazione istituzionale chiara, informazioni aggiornate e la capacità degli operatori di assistere il cliente. Agenzie di viaggio e tour operator svolgono proprio questa funzione».
Come sta cambiando il modo di viaggiare degli italiani?
«Gli italiani non stanno rinunciando a viaggiare, ma prestano maggiore attenzione alla sicurezza, alla flessibilità delle prenotazioni, alle coperture assicurative e alla possibilità di ricevere assistenza durante il soggiorno. Tendono a decidere più vicino alla partenza e a valutare con più attenzione destinazioni e collegamenti. Le tensioni possono inoltre favorire la ricerca di mete alternative e di periodi dell’anno meno congestionati».
Intanto, altro effetto delle crisi, i costi di trasporti e assicurazioni continuano a crescere. I rincari stanno avendo un impatto?
«Negli ultimi anni gli italiani hanno cercato di difendere il viaggio, prenotando con maggiore attenzione, scegliendo talvolta mete più vicine o soggiorni di durata diversa, ma soprattutto evitando i periodi di picco, cosa che spesso consente di trovare offerte più favorevoli. La sensibilità al prezzo resta comunque alta e occorre evitare che nuovi rincari comprimano ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie».
In uno scenario così instabile si aspetta che più turisti, italiani e stranieri, scelgano una vacanza in Italia?
«Le crisi e l’instabilità producono conseguenze negative per il turismo nel suo complesso. L’Italia può però essere percepita come una destinazione sicura, accessibile e capace di offrire esperienze molto diverse. Su questo dobbiamo puntare, senza entrare in una logica di competizione legata alle difficoltà altrui».