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OpenAI blocca un nuovo modello: troppi pericoli. E Trump stringe i controlli sui colossi tech

(reuters)

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Astra, il nuovo modello sperimentale della società guidata da Sam Altman, aveva mostrato straordinarie capacità di hacking autonome. La Casa Bianca nel frattempo ha completa il quadro regolatorio per mettere al vaglio preventivo i modelli AI più potenti
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Prove tecniche per evitare un disastro globale tipo Chernobyl causato dall’intelligenza artificiale – sulla tenuta delle nostre banche ad esempio – e al tempo stesso preservare la corsa dell’innovazione, con i connessi vantaggi economici e strategici. È questa la partita di equilibrismo che gli Usa hanno scelto di tentare, con conseguenze però su tutti noi. Prova ne è un evento mai successo prima: il 7 agosto, per la prima volta, una big tech dell’IA ha bloccato il lancio di un modello ritenendolo troppo pericoloso.

OpenAI ha comunicato di avere messo in pausa il lavoro sul modello sperimentale Astra, ancora non disponibile al pubblico, per le sue straordinarie capacità di hacking autonome. Di scoprire da sola, quindi, senza aiuto umano, come scardi…

Prove tecniche per evitare un disastro globale tipo Chernobyl causato dall’intelligenza artificiale – sulla tenuta delle nostre banche ad esempio – e al tempo stesso preservare la corsa dell’innovazione, con i connessi vantaggi economici e strategici. È questa la partita di equilibrismo che gli Usa hanno scelto di tentare, con conseguenze però su tutti noi. Prova ne è un evento mai successo prima: il 7 agosto, per la prima volta, una big tech dell’IA ha bloccato il lancio di un modello ritenendolo troppo pericoloso.

OpenAI ha comunicato di avere messo in pausa il lavoro sul modello sperimentale Astra, ancora non disponibile al pubblico, per le sue straordinarie capacità di hacking autonome. Di scoprire da sola, quindi, senza aiuto umano, come scardinare un sistema informatico.

La stretta di Trump

La notizia arriva mentre l'amministrazione Trump dichiara di avere completato un quadro regolatorio per testare i modelli potenzialmente pericolosi prima del lancio. Il quadro è frutto di dialoghi con le stesse grandi aziende tech dell’AI, come OpenAI e Anthropic. In sostanza, chiede loro di mostrare al Governo questi modelli per consentire test di sicurezza in chiave preventiva, per trenta giorni.

L’adesione delle aziende è volontaria; la Casa Bianca ha sempre sostenuto la necessità di lasciare briglia sciolta all’innovazione, con meno regole possibili, in questo differenziandosi dall’approccio più prudente del presidente precedente, il democratico Joe Biden. Trump sostiene che l’AI renderà ancora più ricca e potente l’America, porterà benefici ai cittadini e comunque non ci si può permette di lasciarsi superare dalla Cina. I progressi dell’AI si traducono in potere economico e militare, del resto.

Al tempo stesso, i fatti dicono che i timori di Trump sono crescenti. La volontarietà delle nuove regole è relativa, se poi il Governo, con altri strumenti legali, ha comunque facoltà di bloccare la commercializzazione di un modello. Non in teoria: l’ha già fatto con Anthropic Mythos, sempre per il rischio sicurezza pubblica.

La scelta di OpenAI di bloccare Astra pure conferma che le aziende preferiscono prevenire i problemi, prima di entrare in conflitto con il Governo o, peggio, essere accusate di avere causato un disastro. Quale disastro? Ad esempio avere messo nelle mani di cybercriminali o della Russia un’arma potente per entrare nei sistemi finanziari globali, tramite vulnerabilità informatiche. Un timore già espresso dalle istituzioni americane ed europee.

Al momento gli Usa hanno scelto quindi un approccio misto, basato su forte collaborazione (e senso di responsabilità) delle big tech per salvare capra e cavoli. Sicurezza e innovazione. È anche interesse delle aziende. Per altro, gli allarmi sull’eccessiva potenza delle loro tecnologie di fatto la confermano e quindi possono essere anche una buona pubblicità. Soprattutto in vista della prossima quotazione in Borsa di OpenAI e Anthropic. Pubblicità, sì, a patto che le aziende, si mostrano capaci di gestirla questa grande potenza. Nessuno vuole investire in un’azienda che può finire fuori mercato per i disastri causati.

Insomma, per ora i soggetti che hanno in mano il futuro, ossia le aziende tech e gli Usa, hanno scelto questa via, di equilibrismo. Per noi europei, che non abbiamo il lusso di orientare direttamente le tecnologie (ora americane e cinesi), non resta che sperare sia la via giusta.

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