ROMA – Dopo il trionfale ingresso a Wall Street del primo luglio, i mercati alzano ancora l’asticella delle aspettative su Bending Spoons, nuovo campione italiano della tecnologia. Ieri, dopo una settimana di crescita costante, il valore del titolo al Nasdaq ha toccato a metà seduta i 58 dollari, il doppio esatto rispetto al valore di collocamento, prima di flettere leggermente. E così la società che acquista, ristruttura e rilancia aziende tecnologiche in stallo è arrivata a valere oltre 36 miliardi di dollari, l’undicesima quotata italiana per capitalizzazione, non distante da Leonardo e Poste.
L’acquisizione di Airtable
Cosa spiega questo rialzo? Gli investitori hanno molto apprezzato l’acquisizione di Airtable annunciata il 4 agosto. Per quanto sia la più costosa della storia di Bending Spoons, 1,3 miliardi di dollari, è stata giudicata un affare visto che la preda, pur ridimensionata rispetto ai fasti di qualche anno fa, ha abbondante liquidità in cassa e solidi tassi di crescita. L’operazione sarebbe insomma la prima prova della capacità di Luca Ferrari & Co di portare la strategia di crescita Bending Spoons alla scala superiore, in un mercato del software in cui vivacchiano molte aziende come Airtable, aspiranti superstar finanziate a valutazioni esorbitanti, ma poi rivelatesi semplicemente business normali.
La prova dei conti
Sulla base di questo gli analisti di Mizuho hanno alzato ieri il prezzo obiettivo di Bending Spoons da 45 a 72 dollari, un valore che fa intravvedere ulteriori significativi margini di sviluppo. Certo, a questi livelli i multipli della società appaiono notevoli. Il primo banco di prova, per capire se la crescita di fatturato e margini può tenere il passo delle aspettative, arriverà domani con i conti del secondo trimestre, i primi da società quotata.