NEW YORK – Jensen Huang vuole trasformare l’intelligenza artificiale in qualcosa mai visto prima: vuole farne un asset di Wall Street, creare un mercato finanziario intorno al computing, convincere gli investitori che la capacità di calcolo è un’infrastruttura, come l’elettricità, le autostrade o gli immobili. Il gigante di cui Huang è ceo, Nvidia, ha preparato un piano da 500 miliardi di dollari in cui i suoi microchip diventano “asset su cui investire”. La compagnia ha siglato protocolli d’intesa con Apollo Global Management, Blackstone, BlackRock, Brookfield Asset Management, Goldman Sachs e Kkr per creare piattaforme di fondi destinate ai propri clienti.
Nvidia sostiene ormai apertamente che l’IA non sia solo un software, ma una nuova infrastruttura industriale. La domanda non è pi…
NEW YORK – Jensen Huang vuole trasformare l’intelligenza artificiale in qualcosa mai visto prima: vuole farne un asset di Wall Street, creare un mercato finanziario intorno al computing, convincere gli investitori che la capacità di calcolo è un’infrastruttura, come l’elettricità, le autostrade o gli immobili. Il gigante di cui Huang è ceo, Nvidia, ha preparato un piano da 500 miliardi di dollari in cui i suoi microchip diventano “asset su cui investire”. La compagnia ha siglato protocolli d’intesa con Apollo Global Management, Blackstone, BlackRock, Brookfield Asset Management, Goldman Sachs e Kkr per creare piattaforme di fondi destinate ai propri clienti.
Nvidia sostiene ormai apertamente che l’IA non sia solo un software, ma una nuova infrastruttura industriale. La domanda non è più quanto sia intelligente ChatGpt, ma quanti gigawatt, chip e data center servono per produrre intelligenza.
L’alleanza con i sei colossi punta a rastrellare più di 500 miliardi di dollari di capitali di terze parti, offrendo infrastrutture e progetti di espansione ad aziende di cloud computing e archiviazione dati su scala globale. Huang vuole accelerare la realizzazione di data center, infrastrutture energetiche e fabbriche di IA in tutto il mondo. «Stiamo riunendo i principali fornitori di capitale a lungo termine a livello mondiale per garantire in modo indipendente l’infrastruttura di intelligenza artificiale», ha spiegato Huang. I vertici di BlackRock, Larry Fink, di Blackstone, Jon Gray e il numero uno di Goldman Sachs, David Solomon, hanno dichiarato che la capacità di calcolo si è rapidamente evoluta in una classe di attività fondamentale, destinata a trainare la prossima fase della crescita economica globale.
«Ci troviamo in un momento cruciale di uno storico ciclo di investimenti nell’IA», ha spiegato Solomon. Fink, invece, considera il progetto l’inizio del «futuro dell’ingegneria finanziaria», paragonandolo alla creazione dei titoli garantiti da mutui negli anni ’70. Sono già stati raccolti alcuni fondi, ma BlackRock ne raccoglierà «molti altri», ha aggiunto.
Il mercato ha reagito bene premiando proprio Nvidia centro del nuovo sistema. Resta la domanda che ha frenato i mercati in queste settimane: investimenti del genere sono sostenibili? Secondo S&P Global Ratings e Goldman Sachs, la forte crescita della spesa per infrastrutture e capacità di calcolo peserà sui conti dei grandi gruppi tecnologici.
S&P prevede nel 2027 forti deficit di cassa, legati a una spesa in conto capitale superiore alle attese. Amazon e Meta vengono viste come sotto pressione, mentre Alphabet ha registrato il primo trimestre dal 2004 con flusso di cassa negativo. La risposta, in ogni caso, è la stessa: investire e trovare fondi. Intel ha raccolto 20 miliardi con un’offerta pubblica di azioni, aumentata rispetto ai 15 miliardi annunciati all’inizio. Anthropic, invece, ha firmato un accordo da 9,1 miliardi con Riot Platforms, società di mining di Bitcoin che ha cominciato a vendere capacità di data center per l’intelligenza artificiale.