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Gli yacht di Tisg in vendita, via alla gara e il titolo vola

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The Italian Sea Group cerca un’offerta per i suoi asset o l’ingresso di investitori nel capitale
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MILANO – Si apre il processo ufficiale di vendita di The Italian Sea Group (Tigs) e il gruppo della nautica in crisi di liquidità vola in Borsa guadagnando il 10,58% a 1,25 euro per azione e pari a una capitalizzazione di 66,7 milioni di euro. La società guidata da Giovanni Costantino, con l’ausilio degli advisor Kpmg e Meti corporate finance, punta a valorizzare al meglio le sue attività, i marchi Admiral, Perini, Picchiotti e Tecnomar e le partecipazioni in Celi e Tisg Turkey Yat Tersanecilik, e i cantieri dove questi vengono prodotti tra La Spezia, Carrara e Viareggio.

Le offerte non vincolanti attese a metà settembre

Tigs si appresta a ricevere o un’offerta per i suoi asset — anche congiunta da parte di una cordata di vari operatori — o…

MILANO – Si apre il processo ufficiale di vendita di The Italian Sea Group (Tigs) e il gruppo della nautica in crisi di liquidità vola in Borsa guadagnando il 10,58% a 1,25 euro per azione e pari a una capitalizzazione di 66,7 milioni di euro. La società guidata da Giovanni Costantino, con l’ausilio degli advisor Kpmg e Meti corporate finance, punta a valorizzare al meglio le sue attività, i marchi Admiral, Perini, Picchiotti e Tecnomar e le partecipazioni in Celi e Tisg Turkey Yat Tersanecilik, e i cantieri dove questi vengono prodotti tra La Spezia, Carrara e Viareggio.

Le offerte non vincolanti attese a metà settembre

Tigs si appresta a ricevere o un’offerta per i suoi asset — anche congiunta da parte di una cordata di vari operatori — o ad aprire il capitale con un aumento riservato a nuovi investitori per raccogliere le risorse necessarie per ristabilire la continuità aziendale. In entrambi i casi, al termine dell’analisi delle offerte (attese a fine ottobre), l’attuale assetto azionario con Costantino, padrone del 53,6% del gruppo, dovrebbe uscire fortemente mutato, così come per tutti gli altri soci tra cui l’imprenditore della farmaceutica Marc Couche (4,76%) e la Giorgio Armani Spa (con il 4,99%), che ora fa capo agli eredi dello stilista.

A fine anno la posizione finanziaria netta del gruppo — certificata dai revisori — era negativa per 129,6 milioni, a e fine giugno l’indebitamento finanziario consolidato era pari a 181 milioni. Pertanto la società — che dà lavoro a circa 500 addetti — si è trovata nella situazione disciplinata dall’articolo 2447 del codice civile, che scatta quando il capitale sociale scende sotto il minimo legale.

I candidati dovranno far pervenire le loro manifestazioni d’interesse non vincolanti entro il 15 settembre, il 15 ottobre (a valle della due diligence) sono attese le offerte vincolanti e il 26 ottobre dovrebbe essere selezionati uno o più partner.

Tanti pretendenti, che però vogliono tutti Perini e i cantieri di La Spezia

Il problema e che se anche i potenziali interessati sono tanti, gli asset di pregio che piacciano a tutti sono solo alcuni, tra cui il cantiere di La Spezia (a cui sarebbe interessata anche la Baglietto della famiglia Gavio ) e in particolare i marchi Perini Navi e Picchiotti. Nei mesi scorsi si erano fatti avanti i cantieri Azimut Benetti di Viareggio, quelli Sanlorenzo di La Spezia, alcuni dei fornitori (e creditori del gruppo), nonché una società guidata da Giulio Gallazzi (52%) e dalla Finvacchi (48%).

Sarà difficile trovare una composizione di una cordata capace di mantenere di fatto, anche a pezzi, la continuità delle varie attività del gruppo. Anche perché i tempi per trovare e negoziare una soluzione concreta sono di fatto stretti, e le offerte non vincolanti attese tra un mese, resteranno valide solo per 90 giorni.

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