Ryanair, finestrino distrutto dai detriti del motore: si ipotizza la frattura della pala
di Aldo FontanarosaROMA – Il finestrino dell’aereo non ha ceduto da solo. Sul Boeing 737 di Ryanair in viaggio il 10 luglio 2026 sarebbe stata decisiva un’avaria al motore destro. Una delle grandi pale collocate nella parte anteriore del propulsore si è spezzata.
I frammenti avrebbero colpito la fusoliera, distrutto il finestrino provocando la decompressione della cabina. Un passeggero di 61 anni – seduto al posto 11F – è stato quasi risucchiato all’esterno, prima che due altri viaggiatori e la moglie riuscissero a riportarlo dentro.
A ricostruire la sequenza è il rapporto preliminare dell’Ntsb, l’agenzia statunitense che indaga sugli incidenti nei trasporti. Il documento, di 13 pagine, riguarda il volo numero FR1879 da Salonicco in Grecia a Memmingen, in Germania. L’aereo, operato da Malta Air (controllata di Ryanair), aveva 155 persone a bordo.
I primi problemi sarebbero comparsi durante l’accelerazione per il decollo, quando i sensori di bordo hanno registrato una forte vibrazione nel motore. Mentre…
ROMA – Il finestrino dell’aereo non ha ceduto da solo. Sul Boeing 737 di Ryanair in viaggio il 10 luglio 2026 sarebbe stata decisiva un’avaria al motore destro. Una delle grandi pale collocate nella parte anteriore del propulsore si è spezzata.
I frammenti avrebbero colpito la fusoliera, distrutto il finestrino provocando la decompressione della cabina. Un passeggero di 61 anni – seduto al posto 11F – è stato quasi risucchiato all’esterno, prima che due altri viaggiatori e la moglie riuscissero a riportarlo dentro.
A ricostruire la sequenza è il rapporto preliminare dell’Ntsb, l’agenzia statunitense che indaga sugli incidenti nei trasporti. Il documento, di 13 pagine, riguarda il volo numero FR1879 da Salonicco in Grecia a Memmingen, in Germania. L’aereo, operato da Malta Air (controllata di Ryanair), aveva 155 persone a bordo.
I primi problemi sarebbero comparsi durante l’accelerazione per il decollo, quando i sensori di bordo hanno registrato una forte vibrazione nel motore. Mentre l’aereo saliva verso i 16 mila piedi, quindi a circa 4.900 metri, la vibrazione è aumentata.
Poi una catena di eventi allarmante: il boato del finestrino in frantumi (“nove minuti e 20 secondi dopo l’inizio della corsa”), il disinserimento del pilota automatico, infine l’allarme per la perdita di pressione, effetto dell’aria che fuoriusciva dall’oblò in frantumi.
Frattura da fatica
Secondo i primi accertamenti, la pala numero 10 si sarebbe spezzata alla radice per una frattura da “fatica” del metallo. Una fatica “ad alta ampiezza”. Il termine non indica una usura superficiale. Descrive una crepa che può svilupparsi quando un componente subisce ripetute e forti sollecitazioni.
I frammenti scagliati dal motore avrebbero danneggiato la sua copertura esterna e colpito il fianco dell’aereo in più punti. Uno di essi ha sfondato il finestrino accanto al passeggero. La perdita improvvisa di pressione ha trascinato il passeggero verso l’apertura.
A salvarlo sono state la cintura di sicurezza e la reazione delle persone vicine. Nella sfortuna, la fortuna che ci fosse un medico a bordo, per una prima assistenza. L’uomo ha riportato lesioni al collo e alle spalle, oltre a ustioni provocate dall’attrito dell’aria.
I piloti hanno interrotto la salita, sono scesi a circa 1.800 metri e hanno riportato il Boeing a Salonicco. Prima dell’atterraggio, l’aereo ha volato per una trentina di minuti a bassa quota per consumare parte del carburante e ridurre il peso (come da protocollo).
Esame agli ultrasuoni
Ora l’attenzione si concentra sui controlli. La pala spezzata è stata esaminata con gli ultrasuoni il 24 maggio 2026, appena 253 cicli di volo prima dell’incidente. Un ciclo comprende un decollo e un atterraggio.
Un altro controllo è stato eseguito nel novembre 2025. In entrambi i casi non erano emerse anomalie.
Gli investigatori hanno trovato anche resti di uccelli nel motore.Inoltre stanno esaminando quattro precedenti segnalazioni di possibili bird strike, gli impatti tra un velivolo e uno o più volatili, registrate sullo stesso propulsore nei dodici mesi precedenti.
Le piume
Resta da capire se uno di questi episodi abbia danneggiato la pala, se la frattura si sia sviluppata autonomamente, se più fattori abbiano contribuito al cedimento.
Per arrivare a una conclusione, i resti dei volatili sono stati inviati al “Feather Identification Lab” dello Smithsonian Institution, laboratorio specializzato nell’identificazione delle specie di uccelli attraverso piume e frammenti organici.
Saranno loro a individuare quale volatile abbia colpito l’aereo (se grande come un gabbiano o piccolo) valutando l’eventuale legame con il tracollo della pala.
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I precedenti
Il Boeing, costruito nel 2008, non aveva ancora ricevuto alcuni rinforzi strutturali prescritti dalle autorità americane dopo un incidente simile del 2018 su un aereo di un vettore statunitense (rinforzi come i nuovi sistemi di fissaggio della presa d’aria). Quella volta purtroppo una passeggera morì dopo essere stata risucchiata in parte da un finestrino distrutto dai detriti del motore.
Ryanair era comunque in regola nel volo del 2026. La scadenza fissata dalla Federal Aviation Administration statunitense per completare gli interventi è il luglio 2028. L’incidente greco pone un tema, però: dieci anni non sono forse un periodo troppo ampio?
A questo punto, l’Ntsb dovrà stabilire se anticipare gli adeguamenti, modificare la frequenza delle ispezioni o introdurre controlli più efficaci.
Ultimo dettaglio. Una maschera per l’ossigeno sopra il sedile anteriore degli assistenti di volo si è staccata e non era utilizzabile. Un’altra, in prossimità dell’assistente seduto al posto 11B, ha avuto lo stesso problema. In entrambi i casi è stato necessario cercarne un’altra. Anche su queste anomalie di contorno, l’indagine farà luce.