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La senatrice Cattaneo: “Il Ponte sullo Stretto è stato bocciato, confermati i nostri dubbi”

Il rendering del Ponte sullo Stretto di Messina 

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Per la ricercatrice il parere tecnico ricalca quello che la scienza ripete da tempo: “Servono ancora altri approfondimenti”
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ROMA – Nessun via libera al Ponte sullo Stretto. Dopo la notizia dei rilievi sollevati dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, anticipata da Repubblica, è la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo a parlare di una vera e propria bocciatura della grande opera di collegamento tra Sicilia e Calabria. «Il parere tecnico arrivato a distanza di quasi 30 anni dal precedente – osserva Cattaneo – non è un via libera, ma la conferma di quello che una parte importante della comunità scientifica ripete da tempo: il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina necessita di ulteriori approfondimenti su aspetti fondamentali come la sicurezza geologica, sismica e ingegneristica».

Già nel novembre 2025 Cattaneo aveva riunito in Senato i mas…

ROMA – Nessun via libera al Ponte sullo Stretto. Dopo la notizia dei rilievi sollevati dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, anticipata da Repubblica, è la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo a parlare di una vera e propria bocciatura della grande opera di collegamento tra Sicilia e Calabria. «Il parere tecnico arrivato a distanza di quasi 30 anni dal precedente – osserva Cattaneo – non è un via libera, ma la conferma di quello che una parte importante della comunità scientifica ripete da tempo: il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina necessita di ulteriori approfondimenti su aspetti fondamentali come la sicurezza geologica, sismica e ingegneristica».

Già nel novembre 2025 Cattaneo aveva riunito in Senato i massimi esperti del settore, compresi quelli della Stretto di Messina spa e i suoi consulenti. Da quel confronto scientifico era emersa la necessità di aggiornare il progetto «alle più avanzate evidenze scientifiche disponibili e agli standard internazionali», spiega la scienziata, che sottolinea di avere informato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini «di questa necessità».

Di più: secondo la ricostruzione della senatrice a vita, «lo stesso viceministro Edoardo Rixi aveva elencato una lunga serie di attività fondamentali per valutare la sicurezza dell’opera, rinviandole però, incredibilmente, alla fase esecutiva». Secondo Cattaneo si tratta invece di attività «i cui esiti possono incidere profondamente sulla struttura, sui costi e sulla localizzazione di alcune componenti strategiche del Ponte e che in nessun caso potranno essere classificate come “circostanze imprevedibili” per risultare compatibili con la disciplina europea». Tutti studi e analisi che invece si sarebbero potuti avviare nell’anno già trascorso dall’approvazione della delibera Cipess. Insomma, con il parere del consiglio «c’è una strada scientifica tracciata – scandisce ancora la senatrice a vita – che è impossibile ignorare».

Non è meno netto il vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, il cinquestelle Agostino Santillo, secondo cui nel parere tecnico del Consiglio «viene detto a chiare lettere che il progetto per il Ponte non esiste, non esiste perché quel poco che c’è è fallace dal punto di vista sismico, strutturale e anche dei trasporti». Il parlamentare pentastellato annuncia che alla ripresa dei lavori chiederà una informativa al ministro Salvini. «È ormai evidente – evidenzia – che il Ponte sullo Stretto non si farà perché non si può fare, e che questa messinscena da parte del ministro dei Trasporti è funzionale unicamente a elargire soldi verso presunte e dubbie consulenze».

Ma in serata il Mit fa sapere che le indicazioni e le prescrizioni contenute nel parere «non mettono dubbio la fattibilità e l’unicità del progetto, ma rientrano nell’iter che tutte le grandi opere all’avanguardia e di interesse nazionale hanno seguito».

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