✕

Trombone (Coop): “La crisi è nel carrello della spesa. Le famiglie cambiano, lo faremo anche noi”

Groceries, including various types of Coop brand pasta, bread, and onions, are inside a shopping cart as a female shopper moves down a brightly lit supermarket aisle in Bari, Italy, on December 3, 2025. (Photo by Matteo Della Torre/NurPhoto via Getty Images) 

Ascolta l'audio

Il neopresidente: “Vogliamo essere pionieri dell’integrazione etnica e culturale in atto. Oltre ai cibi italiani, scontiamo anche cous cous e sushi”
2 minuti di lettura

MILANO – Coop Alleanza 3.0, compie 10 anni e si rinnova. Il nuovo presidente Domenico Trombone annuncia a Repubblica che dopo un 2026 «tosto» nel la grande distribuzione, per l’intero mondo Coop si apre una fase di rinnovamento: nuovo piano industriale, ma anche fiducia piena in Unipol, che dopo l’operazione Mps, diventerà la terza banca del Paese.

Come è cambiata Coop Alleanza 3.0 in 10 anni?

«In 10 anni sono cambiate tante cose, non lo spirito mutualistico della cooperativa che ha come claim “nessuno resta indietro” e quindi il bene dei soci, non solo dei nostri bilanci. Siamo cresciuti, ci siamo consolidati, abbiamo investito sulla filiera, sulle persone, sulla logistica e sulle nuove tecnologie. Nonostante i tanti investimenti, partendo da conti in rosso per 300 milioni, nel 2025 abbiamo chiuso per il terzo anno di fila in utile, con profitti consolidati per 52 milioni».

MILANO – Coop Alleanza 3.0, compie 10 anni e si rinnova. Il nuovo presidente Domenico Trombone annuncia a Repubblica che dopo un 2026 «tosto» nel la grande distribuzione, per l’intero mondo Coop si apre una fase di rinnovamento: nuovo piano industriale, ma anche fiducia piena in Unipol, che dopo l’operazione Mps, diventerà la terza banca del Paese.

Come è cambiata Coop Alleanza 3.0 in 10 anni?

«In 10 anni sono cambiate tante cose, non lo spirito mutualistico della cooperativa che ha come claim “nessuno resta indietro” e quindi il bene dei soci, non solo dei nostri bilanci. Siamo cresciuti, ci siamo consolidati, abbiamo investito sulla filiera, sulle persone, sulla logistica e sulle nuove tecnologie. Nonostante i tanti investimenti, partendo da conti in rosso per 300 milioni, nel 2025 abbiamo chiuso per il terzo anno di fila in utile, con profitti consolidati per 52 milioni».

Ma il bilancio della gestione caratteristica resta in rosso, cosa prevede per il 2026?

«Nel 2025 abbiamo ridotto di due terzi le perdite della gestione caratteristica a 15 milioni, pur offrendo ai soci vantaggi per oltre 160 milioni. Quanto al 2026 tra aumento dell’energia e cambiamenti climatici, i primi sei mesi sono stati tosti. Resto ottimista, e l’ultimo trimestre è quello che fa la differenza. Ma a noi sta a cuore il bilancio delle famiglie e il nostro primo investimento è quello sullo scaffale. Per questo nel primo trimestre ci siamo fatti carico di 11 milioni di costi in più per mantenere stabili i prezzi».

L’80% dei 5,8 miliardi di ricavi è generato grazie ai 2,2 milioni di soci. Crede che in futuro il peso dei clienti terzi salirà?

«Siamo orgogliosi della fiducia che continuano ad accordarci i nostri soci, ma anche della crescita dei ricavi verso terzi. Abbiamo aggiunto servizi di successo come l’offerta calmierata di energia tramite la partecipata Accendi luce & gas».

Il 31% delle vendite arriva dalla marca privata, aumenterete la gamma?

«La marca privata è un successo, non solo tutela le filiere e la qualità dei prodotti, ma ci permette di offrire primizie a prezzi unici. Il cambio dei consumi e della demografia ci dovrebbe portare ad allargare l’offerta. Una volta le famiglie erano numerose, ora meno e dovremmo pensare a formati ridotti. Anche i gusti sono cambiati, come cooperativa stiamo facendo delle riflessioni per essere pionieri dell’integrazione etnica e culturale in atto. Oltre ai cibi tipici italiani, potremmo inserirne altri, penso al cous cous o al sushi».

Nell’era dell’e.commerce e dell’Ai ha senso una rete di 348 negozi diretti?

«Assolutamente sì, l’Ai ci aiuterà a migliorare la logistica per servire meglio i nostri punti vendita che spesso sono in piccoli centri, dove sono spariti i negozi di alimentari, che offrivano un servizio essenziale. Siamo in 242 comuni, e facciamo un lavoro continuo».

Siete il primo socio di Unipol, che sta per rilevare gli sportelli di Mps diventando il terzo polo bancario italiano. Ci saranno degli sviluppi anche per voi?

«Noi siamo azionisti, e lasciamo ai top manager quindi a Carlo Cimbri e a Matteo Laterza decidere quali investimenti fare in Unipol. Come soci di riferimento non possiamo che essere soddisfatti dei risultati e dei ritorni generati. Quanto alle possibili collaborazioni, con Unipol stiamo già offrendo ai nostri soci convenzioni per accedere a contratti assicurativi, tra cui un’assicurazione sulla salute, e in futuro auspichiamo di fare altre iniziative simili».

Consolidate anche Igd, il gruppo immobiliare?

«Anche in questo caso siamo azionisti, siamo soddisfatti del rilancio operato da questo management e non escludiamo che possano proporci nuove opportunità di sviluppo».

Lei – che ha un background finanziario- a fine anno dovrà essere approvare il nuovo piano pluriennale. Che dobbiamo aspettarci?

«Sono sempre stato vicino al mondo delle cooperative, ma farne parte è un’esperienza bellissima. Tutte le mattine mi chiama Isora, una storica associata, solo per chiedermi se va tutto bene. E’ stata appena eletta come vicepresidente Francesca Durighel una cooperatrice quarantenne appassionata e preparata. A fine anno i nostri manager – tra cui ci sono molti giovani - ci proporranno le direttrici del nuovo piano, ci aspettiamo un po’ di fantasia. Siamo la cooperativa più grande, tocca anche a noi fare da apripista».

Leggi i commenti