ROMA – I mercati viaggiano deboli e incerti guardando alle esili possibilità di tregua in Medio Oriente, con le tensioni tra Usa e Iran e il rialzo dei prezzi del petrolio che frenano gli scambi. Sulle piazze asiatiche i titoli tech finiscono sotto pressione e il Nikkei chiude in rosso per i timori sull’inflazione. Avvio negativo per Wall Street, con il comparto tecnologico sotto pressione e in particolare i titoli legati ai semiconduttori che guidano i ribassi. I timori per l'inflazione legati ai rincari del greggio, i rendimenti dei titoli di stato globali a livelli record e le tensioni in medio oriente che non sembrano diradarsi tengono sotto scacco le borse europee. Così, mentre anche Wall Street si muove in calo, con il nasdaq (-1,2%) colpito dai realizzi sul tech, il ftse mib di Milano è maglia nera in Europa e archivia la seduta a -1,06%.
Titoli Stato: spread chiude in rialzo a 82 punti
Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 82 punti dagli 80 di questa mattina risentendo dell'aumento dei rendimenti sui bond sovrani. Il tasso sale al 4,07% dal 4,05%.
Borse europee: chiusura contrastata, Milano maglia nera -1,06%
Chiusura contrastata per le principali piazze europee. Londra termina in lieve rialzo dello 0,05%, mentre prevalgono le vendite sul continente con Francoforte in calo dello 0,92% e Parigi dello 0,73%. Milano archivia la seduta in ribasso dell' 1,06%. Unico listino positivo il Ftse 100 di Londra che guadagna lo 0,05%.Big
Milano chiude in rosso, -1,06%
Chiusura in rosso per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede l'1,03% a 53.019 punti
Tonfo del 3,5% di Meta a Wall Street con avvio del processo a tutela dei minori
Meta Platforms segna un tonfo del 3,53% a Wall Street, scivolando a 548,89 dollari, nel giorno dell'inizio del processo sulle accuse di favorire comportamenti di dipendenza tra bambini e adolescenti. Se il New Mexico ha tracciato la strada per affrontare Meta, la California potrebbe determinarne le sorti sui cambiamenti cruciali per Facebook e Instagram, le due app guida di Meta, oltre gettare le basi per mega risarcimenti.
Cambi: euro stabile su dollaro mentre rialzo Fed si allontana
Chiusura stabile per l'euro sul dollaro mentre il biglietto verde perde anche verso le altre valute poichè gli operatori hanno ridotto le loro scommesse sui rialzi dei tassi della Fed, sebbene la minaccia di un'escalation nella guerra in Medio Oriente abbia reso fragile il sentiment. L'euro si è allontanato dai massimi di due mesi di 1,161 dollari toccati ieri ed è rimasto pressochè invariato a 1,158 dollari.
Borsa: Milano amplia i cali e tocca -1%
Milano amplia i cali e tocca -1%
Wall Street: apre in ribasso, Nasdaq cede 1,18%
Avvio di seduta in territorio negativo per Wall Street. Il Nasdaq guida i ribassi con una flessione dell'1,18%, mentre lo S&P 500 arretra dello 0,52%. Più contenuta la discesa del Dow Jones, che cede lo 0,34%
Usa: produzione industriale +0,2% a luglio, meno attese
La produzione industriale negli Stati Uniti rallenta a +0,2% a luglio contro il +0,3% precedente (dato rivisto) e meno delle attese che puntavano su un dato stabile.
Su base tendenziale la produzione si attesta a +1,08% rispetto al +1,29% precedente.
Borsa: Milano debole (-0,4%), prese di beneficio su Stm e Prysmian
Piazza Affari si conferma debole a mezz'ora dall'avvio degli scambi Usa, con l'indice Ftse Mib in calo dello 0,41% a 53.365 punti. Si stabilizza a 80 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 4,4 punti al 4,06% e quello tedesco di 3,6 punti al 3,26%.
Rispetto alla chiusura invariata della vigilia, si registrano prese di beneficio per Stm (-5,56%) e Prysmian (-2,9%), che avevano guadagnato altrettanto sulla scia dei nuovi investimenti sull'intelligenza artificiale e sui data center. Pesanti anche Avio (-2,3%), Buzzi (-1,43%) e Fineco (-1,34%).
Bce: lane, inflazione rimarrà attorno al 3% per il resto dell'anno
L'inflazione dell'eurozona dovrebbe rimanere "ben al di sopra" dell'obiettivo del 2% nel corso del 2026 e attestarsi intorno al 3% nei prossimi mesi. Lo ha affermato il capo economista della Bce, Philip Lane, in un'intervista all'emittente irlandese rte radio 1. "Restare intorno a questo livello del 3% è probabilmente ciò che ci si può attendere per il resto dell'anno", ha dichiarato lane, precisando che l'andamento dei prezzi dipenderà dall'evoluzione dei costi energetici. Il capo economista non ha voluto indicare se saranno necessari ulteriori rialzi dei tassi dopo l'aumento di 25 punti base deciso a giugno. Gli investitori prevedono almeno un'altra stretta entro la fine dell'anno, mentre la guerra in Iran continua a mantenere elevati i prezzi di petrolio e gas. "
In Germania l'indice Zew a agosto balza a 34,2 punti, oltre le stime
L'ottimismo degli investitori tedeschi è cresciuto più del previsto. L'indice Zew delle aspettative degli investitori è salito a 34,2 in agosto dai 26,3 del mese precedente. Si tratta di un valore superiore alla stima mediana di 30 fornita dagli analisti in un sondaggio di Bloomberg
Germania, nel 2025 chiuse 190mila imprese
Nel 2025 in Germania hanno chiuso quasi 190mila imprese, un dato in crescita di circa il 10% rispetto all'anno precedente. Lo ha comunicato l'istituto di ricerca economica Zew. Secondo i dati diffusi oggi, solo una chiusura su otto circa è stata causata da insolvenza, poichè sempre più aziende con un merito creditizio medio o buono cessano l'attività volontariamente. Oltre alle difficoltà economiche, le chiusure sono dovute anche a fattori quali la carenza di manodopera qualificata, i costi elevati e la mancanza di un successore. Tra i settori economici, il numero di chiusure è aumentato "in modo particolarmente marcato" nell'ospitalità, nella produzione di veicoli e negli studi medici, afferma Zew.
Borse europee, partenza in ordine sparso
Mercati azionari del Vecchio continente senza una direzione precisa: in apertura la Borsa peggiore è quella di Francoforte, che cede lo 0,4%, seguita da Parigi in calo dello 0,1%.
Piatta la partenza di Amsterdam, mentre Madrid e Londra salgono dello 0,1%.
Borse, Milano apre in lieve calo
Avvio debole per la Borsa di Milano: il primo indice Ftse Mib segna una discesa dello 0,18%, l'Ftse All share un calo dello 0,21%.
Tokyo, indice Nikkei chiude a -2,5%
La Borsa di Tokyo chiude in calo con le rinnovate tensione tra Stati Uniti e Iran. Un accordo tra Washington e Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz sembra ancora lontano e i prezzi del petrolio viaggiano in rialzo riaccendendo i timori di nuove pressione inflazionistiche. L'indice Nikkei cede il 2,5% a 67.460,73 punti.
Petrolio, apertura in rialzo: Brent a 91,63 dollari
Continua a crescere il prezzo del petrolio, con il Brent a 91,63 dollari al barile (+0,8%) e il Wti a 84,61 (+0,8%),