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Incentivi per le case green: il governo prepara il piano sull’energia. La spinta sul nucleare

(afp)

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FI e Lega vogliono finanziare i reattori con la flessibilità europea. Si pensa a pannelli solari su scuole e ospedali
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ROMA - Via caldaie, termosifoni e scaldabagni. Al loro posto le pompe di calore. Inquinano meno e alleggeriscono la bolletta. Guarda alla casa green una delle misure che il governo sta valutando di inserire nella lettera con cui chiederà a Bruxelles di utilizzare la flessibilità di bilancio sull’energia che vale circa 14 miliardi.

«Per le famiglie stiamo pensando a un nuovo conto termico», annuncia il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a Repubblica. L’aggettivo «nuovo» non è casuale. Nella comunicazione con cui ha fornito agli Stati membri le istruzioni per l’uso sull’ampliamento della clausola di salvaguardia nazionale, fino ad ora limitata alle spese per la difesa, la Commissione europea ha specificato che «saranno ammissibili alla flessibilità esclusivamente le misure di bilancio decise successivamente al 28 febbraio», data di inizio della guerra in Iran.

Fuori, quindi, gli interventi decisi in precedenza perché – è il ragionamento – non contribuirebbero ad accelerare …

ROMA - Via caldaie, termosifoni e scaldabagni. Al loro posto le pompe di calore. Inquinano meno e alleggeriscono la bolletta. Guarda alla casa green una delle misure che il governo sta valutando di inserire nella lettera con cui chiederà a Bruxelles di utilizzare la flessibilità di bilancio sull’energia che vale circa 14 miliardi.

«Per le famiglie stiamo pensando a un nuovo conto termico», annuncia il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a Repubblica. L’aggettivo «nuovo» non è casuale. Nella comunicazione con cui ha fornito agli Stati membri le istruzioni per l’uso sull’ampliamento della clausola di salvaguardia nazionale, fino ad ora limitata alle spese per la difesa, la Commissione europea ha specificato che «saranno ammissibili alla flessibilità esclusivamente le misure di bilancio decise successivamente al 28 febbraio», data di inizio della guerra in Iran.

Fuori, quindi, gli interventi decisi in precedenza perché – è il ragionamento – non contribuirebbero ad accelerare la transizione energetica, la ragione che ha portato l’Europa a sostenere gli sforzi dei Paesi alle prese con il caro prezzi.

Il nuovo conto termico si tradurrebbe in un incentivo alle famiglie per l’acquisto delle pompe di calore. Il modello di riferimento è quello in vigore oggi: un aiuto in conto capitale, cioè un contributo economico per il finanziamento di un investimento che punta a migliorare un bene nel tempo, in questo caso le abitazioni. La forma è sostanza: la flessibilità, infatti, può essere utilizzata solo per investimenti. Non può invece finanziare sostegni al reddito. Gli incentivi per le pompe di calore verrebbero estesi anche alle case popolari e ad altri edifici pubblici. Per scuole, università e ospedali si pensa anche all’installazione di pannelli fotovoltaici.

Nella lista a cui lavora l’esecutivo c’è anche un capitolo dedicato alle imprese. Pichetto Fratin ha suggerito al collega del Tesoro Giancarlo Giorgetti di puntare sulle garanzie per i contratti di compravendita a lungo termine di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Si lavora a un meccanismo simile a quello che oggi vede in campo il Gestore dei servizi energetici. Gli investimenti guardano anche alla realizzazione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. Spazio anche ai sistemi di accumulo di energia, dalle batterie alle dighe. Si guarda anche al nucleare, che figura tra le spese ammesse dalla Ue. Forza Italia e Lega festeggiano, ma Pichetto Fratin invita alla prudenza. Così: «Bisognerà valutare se le spese legate alla ricerca e alla sperimentazione per un ritorno al nucleare sostenibile o per la fusione sono compatibili».

Il governo pensa di utilizzare la flessibilità anche per i trasporti, dall’elettrificazione delle ferrovie agli incentivi per l’acquisto di furgoni e camion a emissioni zero. Matteo Salvini punta a ridurre il costo di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale per gli studenti. Ma la flessibilità non è infinita. «Servirà una verifica tecnica e poi una politica in Consiglio dei ministri», ammette il titolare dell’Ambiente. Ecco perché la lettera a Bruxelles potrebbe essere inviata a settembre. Inizialmente la Commissione aveva fissato la scadenza (non vincolante) a metà agosto, ma ieri ha specificato che «saranno prese in considerazione anche richieste successive».

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