Economia

La benzina oltre i 2 euro: stangata per famiglie e imprese

La benzina oltre i 2 euro: stangata per famiglie e imprese

Il prezzo al litro ai livelli record di settembre 2023. Si spendono 10 euro in più per un pieno. I tassisti minacciano lo stop. I petrolieri: a luglio il consumo di gasolio è crollato, ma c’è stata l’impennata della verde.

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ROMA – La soglia psicologica dei 2 euro è stata superata. Anche sulla rete stradale, anche per la benzina. Oggi l’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Mimit ha fissato a 2,002 euro al litro il costo medio della verde negli impianti italiani. Ai massimi da settembre 2023. Un incubo per gli automobilisti e anche per le imprese, soprattutto quelle più esposte agli aumenti dei carburanti, come autotrasportatori e settore agricolo. E i taxisti minacciano uno stop al servizio se non ci saranno interventi del governo.

L’ultima rilevazione di Mr. Prezzi certifica una tendenza nota: il costo del petrolio continua a salire. Solo a giugno c’è stato un raffreddamento, con la tregua tra Usa e Iran e l’inizio dei negoziati che avrebbero dovuto portare alla riapertura di Hormuz. Gli inciampi della diplomazia hanno riacceso le quotazioni del greggio e quindi il costo dei carburanti. Da inizio luglio, su rete stradale, la benzina si è apprezzata di circa 19 centesimi a litro e il gasolio di 23 centesimi. Considerata una vettura standard con un serbatoio di 50 litri, si tratta di un aumento medio rispettivamente di 9,95 e di 11,7 euro.

Il governo in questi mesi è intervenuto con misure ad hoc (come il credito d’imposta per l’autotrasporto) e con il taglio delle accise, via via ridotto e concentrato solo sul diesel. L’ultima proroga del provvedimento, da 17 centesimi per il gasolio, scadrà il 25 agosto ma da mercoledì scorso è praticamente evaporata. Il prezzo al distributore è tornato quello del 4 agosto, quando è stata introdotta, e ora in media un litro costa 2,116 euro in strada e 2,186 euro in autostrada. Un’altra pessima notizia riguarda la quotazione del gas. Il Ttf ad Amsterdam ha superato ieri i 65,5 euro al Megawattora, il livello più alto dal 3 marzo. Il 27 febbraio, ultima seduta prima dell’inizio del conflitto con l’Iran, il Ttf aveva chiuso a 31,959 euro/MWh: rispetto ad allora è arrivato a un valore superiore di circa il 105%. Sul fronte carburanti, il rapporto dell’Unem mostra che per tamponare la fiammata inflazionistica famiglie e imprese sono corse ai ripari. A luglio il consumo di gasolio è calato dell’8,4% (-191mila tonnellate), mentre è aumentato quello della benzina, a quota 900mila tonnellate, su del 3,1% rispetto al 2025, ai massimi da 16 anni.

Ora l’esecutivo si interroga se prorogare gli sconti in scadenza martedì prossimo, ed eventualmente dove trovare le risorse, incalzato anche dalle opposizioni. «La benzina sfonda i 2 euro al litro anche fuori dalle autostrade - attacca Giuseppe Conte, leader M5s - il gasolio è fuori controllo e si è mangiato da un pezzo i miseri e tardivi interventi. Per non parlare del rischio di nuove stangate delle bollette visto il prezzo del gas. Serve un Consiglio dei ministri straordinario per intervenire subito, anche se siamo già in forte ritardo».

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