Jack Daniel’s è in crisi, ed è guerra tra gli eredi del whisky
di Irene Maria ScaliseROMA – Niente whisky della staffa per gli eredi del Jack Daniel’s. Il celebre marchio è in crisi e la famiglia, che controlla l'impero, è in preda a una lotta intestina fra l'amministratore delegato in uscita e i titoli azionari in calo del 60% negli ultimi cinque anni, in un contesto di rally record del mercato. Un grande classico delle famiglie ricche che – quando gli affari vacillano - si accusano a vicenda.
La lettera della discordia
Il Wall Street Journal ha ricostruito i complessi passaggi di una saga che sta animando l’estate. In luglio due componenti della facoltosa (e numerosissima) famiglia hanno scritto un'agguerrita lettera agli altri 130 membri della dinastia, accusando il management della società di essersi arricchito nonostante…
ROMA – Niente whisky della staffa per gli eredi del Jack Daniel’s. Il celebre marchio è in crisi e la famiglia, che controlla l'impero, è in preda a una lotta intestina fra l'amministratore delegato in uscita e i titoli azionari in calo del 60% negli ultimi cinque anni, in un contesto di rally record del mercato. Un grande classico delle famiglie ricche che – quando gli affari vacillano - si accusano a vicenda.
La lettera della discordia
Il Wall Street Journal ha ricostruito i complessi passaggi di una saga che sta animando l’estate. In luglio due componenti della facoltosa (e numerosissima) famiglia hanno scritto un'agguerrita lettera agli altri 130 membri della dinastia, accusando il management della società di essersi arricchito nonostante una strategia fallimentare. La lettera era firmata da WL Lyons Brown III e da suo fratello Stuart R. Brown. Il loro padre dirigeva la Brown-Forman negli anni '70 ed è stato presidente del consiglio di amministrazione negli anni '80. Parole dure sono state riservate anche al consiglio di amministrazione per aver rifiutato l'offerta da 15 miliardi di dollari della rivale Sazerac, che produce il bourbon Buffalo Trace. "I numeri sono inequivocabili e innegabili – si legge nella lettera del 10 luglio, visionata dal giornale inglese – il prezzo delle azioni di Brown-Forman è crollato da circa 70 dollari a 25 dollari per azione negli ultimi tre anni, cancellando miliardi di dollari di ricchezza generazionale per la famiglia Brown e tutti gli altri azionisti".
Il patrimonio familiare
La grande famiglia, che per oltre 150 anni ha controllato la Brown-Forman, ha accumulato un patrimonio complessivo che Forbes stima di 11 miliardi di dollari e i membri della famiglia Brown negli anni non hanno badato a spese. Anzi. Hanno utilizzato le loro fortune per acquistare allevamenti di cavalli, collezionare opere d'arte e accumulare una collezione di armi, tra cui il fucile di Buffalo Bill, ora esposto in un museo locale. Sono insomma considerati quasi dei reali nella loro città natale di Louisville.
La controversia ha come sfondo un mercato difficile per gli alcolici, soprattutto il whisky e il bourbon, prodotti di punta di Brown-Forman. Gli americani bevono di meno, e un sondaggio Gallup ha registrato la percentuale più bassa di bevitori nei quasi 90 anni di storia dell'indagine. Le persone, in un contesto inflazionistico, stanno optando per cocktail pronti da bere in lattina invece del whisky liscio e consumano bevande a base di cannabis e THC.