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Mps, Cattaneo (FI): “Il risparmio va difeso, il governo resti fuori dal risiko”

(ansa)

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“Il Monte è stato un successo, ma il salvataggio da parte dello Stato è un’extrema ratio. No a tasse extra sugli istituti, evitare la caccia alle streghe”
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ROMA - «Il risparmio dei nostri cittadini va difeso, deve restare in mani italiane». Tra i due «obiettivi» a cui deve guardare il sistema bancario, il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo indica anche una delle questioni centrali del risiko.

Si riferisce al destino di Generali?

«Per noi il governo deve restare estraneo al risiko. La tutela del risparmio degli italiani è un principio che vale a prescindere».

Non vi schierate, quindi?

«No».

Perché?

«Il governo non può e non deve essere un giocatore. Come ha spiegato il nostro segretario Tajani, deve creare le condizioni migliori affinché il mercato, nella sua piena autonomia, arrivi a definire l’assetto migliore. Il nostro unico fare è la logica di mercato».

I vostri alleati non la pensano così. Meloni ha criticato l’offerta di Intesa, la Lega vuole il terzo polo Mps-Bpm ma senza i francesi di Agricole al comando. Sbagliano?

«Ognuno è libero di esprimere le proprie considerazioni, noi continuiamo a farci interpreti della storia …

ROMA - «Il risparmio dei nostri cittadini va difeso, deve restare in mani italiane». Tra i due «obiettivi» a cui deve guardare il sistema bancario, il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo indica anche una delle questioni centrali del risiko.

Si riferisce al destino di Generali?

«Per noi il governo deve restare estraneo al risiko. La tutela del risparmio degli italiani è un principio che vale a prescindere».

Non vi schierate, quindi?

«No».

Perché?

«Il governo non può e non deve essere un giocatore. Come ha spiegato il nostro segretario Tajani, deve creare le condizioni migliori affinché il mercato, nella sua piena autonomia, arrivi a definire l’assetto migliore. Il nostro unico fare è la logica di mercato».

I vostri alleati non la pensano così. Meloni ha criticato l’offerta di Intesa, la Lega vuole il terzo polo Mps-Bpm ma senza i francesi di Agricole al comando. Sbagliano?

«Ognuno è libero di esprimere le proprie considerazioni, noi continuiamo a farci interpreti della storia e del dna di Forza Italia e quindi a ribadire la reciproca autonomia della politica dalla finanza».

Per i leghisti occuparsi del destino di Mps è un diritto-dovere dato che è stata salvata con i soldi dei cittadini. Il Mef è ancora nell’azionariato del Monte. Lo Stato deve uscire?

«Mps ha rappresentato una storia di successo perché è stata risanata dopo essere stata sull’orlo del fallimento. L’intervento dello Stato è stata una extrema ratio doverosa, ma dovrebbe lasciare spazio il prima possibile al mercato».

Il mercato è fatto anche di regole. E le regole spettano al legislatore. Non crede che sia necessario quantomeno un atto di indirizzo?

«Per noi sono importanti due aspetti. Primo: le banche devono dare credito, a condizioni vantaggiose, a imprese e famiglie. Secondo: occorre difendere il risparmio nazionale e far sì che alimenti l’economia reale italiana».

Salvini chiede di reinvestire una parte degli utili delle banche in pensioni, lavoro e sicurezza. Siete d’accordo?

«Assolutamente no. Il concetto di utili extra o extraprofitti non esiste nei manuali di macroeconomia. Espone solo al rischio di un crollo dei titoli bancari e quindi a una perdita di valore delle azioni in mano ai piccoli risparmiatori italiani. Il danno è decisamente superiore al presunto beneficio: la credibilità dell’Italia sui mercati vale più delle eventuali risorse che si possono teoricamente portare a casa».

Con l’ultima manovra avete tassato di più banche e assicurazioni. È uno schema che si può replicare?

«Il contributo di banche e assicurazioni è stato frutto di un confronto e di un dialogo. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo in caso di necessità, ma bisogna evitare la caccia alle streghe».

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