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Unicredit-Commerzbank: verso l’incontro a settembre fra Orcel e il ministro tedesco Klingbeil

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Proseguono i contatti. Il presidente dell’istituto Weidmann apre ai colloqui ma chiede a Berlino di “non cedere la quota per ora”
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BERLINO – A settembre Andrea Orcel è atteso a Berlino, dove dovrebbe incontrare per la prima volta il vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil. E quando l’amministratore delegato di Unicredit partirà per la Germania, avrà probabilmente in agenda anche un incontro con il presidente di Commerzbank Jens Weidmann. Domenica, in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, il numero uno della banca tedesca ed ex governatore della Bundesbank ha parlato proprio di un aspetto cruciale della campagna del banchiere italiano: la quota del 12,5% detenuta ancora dallo Stato, la cui sorte dovrà essere decisa proprio dall leader socialdemocratico Klingbeil. E, dopo un anno vissuto pericolosamente, Weidmann ha lasciato intendere di voler incontrare il numero uno di Unicredit.

Durante la scalata a Commerz, il responsabile delle Finanze Klingbeil aveva sempre espresso contrarietà all’operazione e sembrava intenzionato a non cedere la quota acquistata diciotto anni fa dal suo predecessore Wolf…

BERLINO – A settembre Andrea Orcel è atteso a Berlino, dove dovrebbe incontrare per la prima volta il vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil. E quando l’amministratore delegato di Unicredit partirà per la Germania, avrà probabilmente in agenda anche un incontro con il presidente di Commerzbank Jens Weidmann. Domenica, in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, il numero uno della banca tedesca ed ex governatore della Bundesbank ha parlato proprio di un aspetto cruciale della campagna del banchiere italiano: la quota del 12,5% detenuta ancora dallo Stato, la cui sorte dovrà essere decisa proprio dall leader socialdemocratico Klingbeil. E, dopo un anno vissuto pericolosamente, Weidmann ha lasciato intendere di voler incontrare il numero uno di Unicredit.

Durante la scalata a Commerz, il responsabile delle Finanze Klingbeil aveva sempre espresso contrarietà all’operazione e sembrava intenzionato a non cedere la quota acquistata diciotto anni fa dal suo predecessore Wolfgang Schaeuble per mettere al riparo la seconda banca tedesca dallo tsunami della crisi finanziaria. Ma una recente indiscrezione pubblicata da Bloomberg aveva rilevato qualche cedimento, nella posizione del governo. La vendita di quella cruciale partecipazione ancora in mano allo Stato tedesco cominciava a diventare più probabile.

Nell’intervista alla Sz, Weidmann è intervenuto proprio su quella quota pubblica: «in prospettiva» è giusto che il governo «si ritiri», ha puntualizzato il presidente di Commerzbank, ricordando che la statalizzazione era avvenuta come un’operazione di salvataggio, appunto, e non con intenzioni strategiche. Il governo non è necessariamente «il migliore imprenditore», ha aggiunto l’ex numero uno della Bundesbank. Ma in questa fase finale della conquista da parte di Unicredit, ha precisato Weidmann, «ha senso che il governo resti ancora azionista per rappresentare attivamente gli interessi della Germania».

L’invito del presidente di Commerz al governo, insomma, è che resti al tavolo della trattativa con Unicredit per salvaguardare una serie di interessi della banca tedesca. C’è ovviamente il nodo della governance, e a Francoforte sono consapevoli che alla fine dell’operazione l’amministratrice delegata Bettina Orlopp potrebbe perdere la sua poltrona. Ma in queste settimane i vertici riterrebbero importante che Orcel parlasse anzitutto con lei (è una fase in cui i colloqui al livello tecnico stanno già andando comunque avanti). Peraltro uno dei due rappresentanti del governo ai vertici di Commerz, Harald Christ, ha già fatto sapere che non si ricandiderà. Mentre è ancora aperta la questione della ricandidatura dello stesso Weidmann, il cui mandato scade l’anno prossimo.

Inoltre, se anche alla fine dell’operazione dovesse esserci una fusione tra la controllata tedesca di Unicredit, Hypovereinsbank, e Commerz, a Francoforte continuano a insistere che sarebbe cruciale che la clientela ‘core’ della seconda banca tedesca venisse salvaguardata. In altre parole, che Orcel riconsiderasse ad esempio la sua intenzione di liquidare la rete delle filiali estere di Commerz. In un colloquio nei mesi scorsi - molto difficile - con Orlopp, l’amministratore delegato italiano le aveva già spiegato che avendo Unicredit la propria rappresentanza all’estero, non avrebbe più bisogno di quella tedesca. Ma a Francoforte insistono che tagliarla significherebbe mettere in fuga una fetta essenziale della sua clientela: il Mittelstand “internazionalizzato”, le piccole e medie imprese che operano prevalentemente all’estero.

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