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Nvidia non frena: record per ricavi e utili. Nuova acquisizione da 13 miliardi

Jensen Huang, il ceo di Nvidia

 

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Battute le attese di bilancio, ma i margini caleranno. Arriva la super IA, Huang: “Sarà la svolta”. Nell’after market il titolo scivola poi rimbalza
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MILANO – Era la più attesa delle trimestrali, il termometro della bolla IA, ma il copione a una prima lettura non ha riservato colpi di scena. Risultati record e mercato comunque freddo. Nvidia, il colosso dei chip per l’IA, ha pubblicato conti con ricavi in crescita del 106% a quota 96,2 miliardi di dollari, sopra il consensus di Bloomberg che poneva l’asticella a quota 92,29 miliardi. Anche l’utile netto di 59,7 miliardi di dollari e l’utile per azione di 2,46 dollari hanno superato di gran lunga le aspettative degli analisti. In linea il margine lordo del 75 per cento.

Numeri e record che non hanno smosso il cuore di Wall Street, che come reazione a caldo ha portato Nvidia in terreno negativo nell’after market. E già il titolo non arrivava da un periodo borsistico brillante: il 10% sotto i massimi e reduce da una striscia negativa di sette sedute in calo (interrotta solo momentaneamente martedì) che, notava Gabriel Debach di eToro prima dei conti, non si vedeva dal lancio di ChatG…

MILANO – Era la più attesa delle trimestrali, il termometro della bolla IA, ma il copione a una prima lettura non ha riservato colpi di scena. Risultati record e mercato comunque freddo. Nvidia, il colosso dei chip per l’IA, ha pubblicato conti con ricavi in crescita del 106% a quota 96,2 miliardi di dollari, sopra il consensus di Bloomberg che poneva l’asticella a quota 92,29 miliardi. Anche l’utile netto di 59,7 miliardi di dollari e l’utile per azione di 2,46 dollari hanno superato di gran lunga le aspettative degli analisti. In linea il margine lordo del 75 per cento.

Numeri e record che non hanno smosso il cuore di Wall Street, che come reazione a caldo ha portato Nvidia in terreno negativo nell’after market. E già il titolo non arrivava da un periodo borsistico brillante: il 10% sotto i massimi e reduce da una striscia negativa di sette sedute in calo (interrotta solo momentaneamente martedì) che, notava Gabriel Debach di eToro prima dei conti, non si vedeva dal lancio di ChatGPT nel novembre 2022.

Una inversione è arrivata quando il direttore finanziario Colette Kress, nella call che ha seguito la pubblicazione dei conti, ha fornito una previsione di vendite ottimistica per il 2028, placando i timori che l’impennata della spesa nel settore dell’IA stia perdendo slancio. “Prevediamo una crescita del fatturato di circa il 70% nell’anno fiscale 2028”, ha dichiarato Kress. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, gli analisti avevano previsto un aumento di circa il 45% per quell’anno. Inoltre, ha aggiunto, Nvidia crescerebbe ancora più rapidamente se avesse accesso a maggiori forniture. «Incredibilmente, stiamo assistendo a un’accelerazione della domanda anche alle nostre dimensioni», ha affermato. «Le previsioni dei clienti indicano che la nostra crescita raddoppierà l’anno prossimo». Nell’after market il titolo è quindi rimbalzato e salito del 5,7%.

Nuove acquisizioni

Secondo The Information il colosso dei chip ha valutato e approvato una nuova acquisizione. Nvidia sarebbe pronta a mettere le mani su Hugging Face per una cifra intorno ai 13 miliardi di dollari. La piattaforma di IA franco-americana, con sede a New York, ospita modelli linguistici di grandi dimensioni e set di dati open source. Nvidia era tra i finanziatori, insieme a Salesforce e Google (di Alphabet), che hanno sostenuto Hugging Face in un round di finanziamento da 235 milioni di dollari nel 2023, che ha valutato l’azienda a 4,5 miliardi di dollari. Il Financial Times scriveva a gennaio che Hugging Face lo scorso anno ha rifiutato un’offerta di investimento da 500 milioni di dollari da parte di Nvidia che l’avrebbe valutata a 7 miliardi di dollari.

Arriva la nuova super IA

Per una società condannata a stupire contano infatti le prospettive. «L’intelligenza artificiale è al suo punto di svolta», ha assicurato l’ad Jensen Huang vedendo una domanda mondiale di chip ancora in accelerazione. Difficile dargli torto, visto che il data center fa più del 90% dei suoi ricavi e cresce di oltre il 110%. La proiezione per il terzo trimestre è migliore delle attese sulla prima riga del conto economico: una forchetta tra 105,8 e 110 miliardi di ricavi, contro attese fissate a 105. Dovrebbe iniziare a farsi sentire il contributo della nuova piattaforma per l’IA agentica, la super-potente Vera Rubin, il cui debutto era stato differito a inizio estate. Leggermente al di sotto invece i margini (un’inezia, 74 contro 75%), fattore che probabilmente insospettirà gli analisti sui costi della componentistica e sull’aumento dei prezzi di listino.

Occhi puntati su possibili segnali di una bolla IA

Wall Street sta passando al setaccio i bilanci e le manovre di investimento del colosso dei chip. Quella che Andrew Ross Sorkin definisce la “banca centrale dell’IA”, attraverso NVentures finanzia OpenAI (30 miliardi), Anthropic (10 miliardi), i datacenter di SB Energy (affiliata di SoftBank, 1,5 miliardi). Starebbe valutando, dicono le ultime indiscrezioni, di partecipare a un round d’investimento equity in Perplexity, che valuterebbe la startup dell’IA - che vuole quotarsi nel 2028 - oltre 30 miliardi di dollari.

La società di maggior valore al mondo (ieri sera la capitalizzazione era di 5mila miliardi) ha messo in campo la sua potenza di fuoco finanziaria in molti modi: prova ne è la recente partnership con i grandi fondi di Wall Street da 500 miliardi per portare potenza di calcolo alle aziende dell’IA. Da Apollo a Kkr, passando per BlackRock e Goldman Sachs, Huang ha voluto tutti a bordo. Le sue sono scommesse per far crescere il numero di potenziali compratori dei chip che produce: una strategia in cui il vincitore può prendersi tutto, a meno che non sballi e faccia saltare il banco.

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