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Accise, proroga al 5 settembre. Risorse dai big dell’energia. Lite FI-Lega sugli extraprofitti

(lapresse)

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Varato l’allungamento degli sconti per salvare il controesodo. Costa 130 milioni, finanziati con un anticipo delle imposte per le compagnie, Eni in testa. Tensione in maggioranza. Approvata una norma per l’ex Ilva
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ROMA – Proroga del taglio sulle accise del diesel fino a 5 settembre. Il Consiglio dei ministri vara la misura ponte sul caro-carburanti. La durata prevista è quella di una decina di giorni, giusto il tempo di garantire il rientro dalle vacanze alle famiglie. E, dal punto di vista del governo, per ritagliarsi il margine per ragionare sulle nuove misure strutturali, che, secondo le informazioni anticipate finora, dovrebbero tutelare le categorie più esposte tra i lavoratori (a partire dagli autotrasportatori e dalla logistica) e le famiglie, cioè i percettori di redditi bassi.

Le coperture chiamano in campo le società del settore energetico (da quelle che si occupano della raffinazione del petrolio a quelle che distribuiscono gasolio ed elettricità) m…

ROMA – Proroga del taglio sulle accise del diesel fino a 5 settembre. Il Consiglio dei ministri vara la misura ponte sul caro-carburanti. La durata prevista è quella di una decina di giorni, giusto il tempo di garantire il rientro dalle vacanze alle famiglie. E, dal punto di vista del governo, per ritagliarsi il margine per ragionare sulle nuove misure strutturali, che, secondo le informazioni anticipate finora, dovrebbero tutelare le categorie più esposte tra i lavoratori (a partire dagli autotrasportatori e dalla logistica) e le famiglie, cioè i percettori di redditi bassi.

Le coperture chiamano in campo le società del settore energetico (da quelle che si occupano della raffinazione del petrolio a quelle che distribuiscono gasolio ed elettricità) ma non si tratta ancora della tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere, oggetto di discussione e di scontro negli ultimi giorni anche all’interno della maggioranza, oltre che tra l’Italia e la Commissione Ue.

Il governo ha messo a punto un nuovo meccanismo di anticipo di versamento dell’acconto fiscale delle tasse sui dividendi, per ottenere i 130 milioni necessari a finanziare l’ulteriore taglio da 17 centesimi al litro delle accise. Taglio che questa volta è riservato solo al gasolio usato come carburante, ai gasoli sintetici e al biodiesel, e non viene esteso invece alla benzina (che costa un po’ di meno, secondo le quotazioni giornaliere del Mimit). Questa forma di anticipo fiscale è rivolta alle società energetiche che nel 2025 hanno messo a segno ricavi che superano i 20 miliardi di euro, ed è stata concordata con i diretti interessati, assicurano fonti di governo. In concreto, secondo quanto filtra, riguarderà in particolare l’Eni. L’acconto, che, secondo la bozza, è stato fissato al 39%, farà poi maturare alla società un equivalente credito di imposta. Il versamento anticipato, chiarisce il decreto, non modifica la misura delle aliquote e le altre modalità di tassazione delle società interessate.

La nota di Palazzo Chigi spiega che viene prorogato fino al 5 settembre anche il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto.

Oltre al decreto legge sulle accise ne è stato approvato un altro con misure urgenti per l’ex Ilva. Il governo ha prorogato la validità delle fideiussioni fornite da Ilva alla Provincia di Taranto per il funzionamento delle discariche interne e la gestione dei rifiuti. La Provincia le aveva dichiarate inadeguate ed era scattata una diffida del ministero dell’Ambiente. Il Cdm è intervenuto sulla norma, estendendo ad un anno la validità delle garanzie finanziarie, e quindi adeguandole.

Per approvare i due provvedimenti sono bastati meno di quindici minuti: il Consiglio è stato di una brevità quasi da record. Si preannuncia però ben più complesso il raggiungimento di un accordo sulle misure strutturali che dovranno subentrare al taglio delle accise, utilizzato da metà marzo a oggi per dodici volte, con una spesa complessiva di 2,6 miliardi, e un impatto non particolarmente significativo: lo sconto ha finito per essere riassorbito dagli aumenti successivi anche prima della scadenza dei vari provvedimenti varati.

Lo scontro che si preannuncia in maggioranza, più che sulle singole misure, però, è sulle modalità di reperimento delle coperture. Se la Lega spinge per la tassazione degli extraprofitti delle società del settore petrolifero, Forza Italia è totalmente contraria, e FdI sembra stare in mezzo. «Gli extraprofitti non esistono né in diritto, né in economia, né in politica», ha ribadito ancora una volta ieri a margine del Meeting di Rimini il vicepremier e leader di FI, Antonio Tajani. Ma una forte pressione per la tassazione degli extraprofitti arriva anche dall’opposizione: «Noi avevamo fatto una proposta organica - insiste la segretaria del Pd Elly Schlein - che partiva dal tassare chi si è arricchito con la crisi per aiutare famiglie e imprese. Ma niente, Giorgia Meloni anche stavolta ha dimostrato scarso coraggio».

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