ROMA - “È ragionevole dare priorità alle famiglie a basso reddito, ma per Forza Italia questa è solo una parte della risposta». Stefania Craxi, capogruppo degli azzurri al Senato, invita la maggioranza a discutere degli aiuti selettivi contro il caro energia «senza demagogia, ma guardando ai numeri e scegliendo l’opzione migliore nell’interesse del Paese e dei cittadini».
Meloni ha le idee chiare: i sostegni devono andare ai meno abbienti. Siete d’accordo?
«Disperdere gli aiuti in interventi generali rischia spesso di ridurne l’efficacia lì dove invece il bisogno è più urgente. È ragionevole selezionare e quindi concentrarsi sui redditi bassi, ma aiutare chi oggi è più in difficoltà non significa abbandonare il ceto medio, né tantomeno dimenticare alcuni settori. Penso all’autotrasporto, all’agricoltura e alla pesca, per i quali abbiamo rinnovato il credito d’imposta e i cui costi energetici rischiano di generare un’ondata inflazionistica».
ROMA - “È ragionevole dare priorità alle famiglie a basso reddito, ma per Forza Italia questa è solo una parte della risposta». Stefania Craxi, capogruppo degli azzurri al Senato, invita la maggioranza a discutere degli aiuti selettivi contro il caro energia «senza demagogia, ma guardando ai numeri e scegliendo l’opzione migliore nell’interesse del Paese e dei cittadini».
Meloni ha le idee chiare: i sostegni devono andare ai meno abbienti. Siete d’accordo?
«Disperdere gli aiuti in interventi generali rischia spesso di ridurne l’efficacia lì dove invece il bisogno è più urgente. È ragionevole selezionare e quindi concentrarsi sui redditi bassi, ma aiutare chi oggi è più in difficoltà non significa abbandonare il ceto medio, né tantomeno dimenticare alcuni settori. Penso all’autotrasporto, all’agricoltura e alla pesca, per i quali abbiamo rinnovato il credito d’imposta e i cui costi energetici rischiano di generare un’ondata inflazionistica».
A quali aiuti pensate?
«Mentre si dà una risposta più forte a chi soffre maggiormente si deve lavorare a misure strutturali perché il caro energia non è più un’emergenza temporanea. La coperta è corta, ma bisogna studiare subito soluzioni di lungo periodo a favore di famiglie e imprese, tutelando così il ceto medio. Tutto si tiene».
Qual è la ricetta di Forza Italia?
«Servono misure, auspicabilmente della Ue, capaci di incidere sulla determinazione del costo dei carburanti, anche perché il prezzo non dipende solo dal greggio».
La Lega non la pensa come voi. È contraria agli aiuti tarati sui reddito. Sbaglia?
«All’interno di una coalizione ci possono essere ricette diverse, non siamo un’accozzaglia di tutti contro l’avversario. Troveremo una soluzione perché una cosa non esclude l’altra».
Per i nuovi aiuti servono soldi. Dite no alla tassa sugli extraprofitti delle banche perché temete ripercussioni su Mediolanum, la banca controllata dalla famiglia Berlusconi?
«Come direbbe Manzoni, “il sospetto ancora mi offende”. Respingo questa insinuazione. Noi siamo una forza liberale, crediamo nel mercato e nella certezza delle regole. Contestiamo il principio dell’extraprofitto: lo Stato non può decidere quando il profitto è eccessivo. E poi le tasse sono come le sberle: merce che gira, alla fine ricadono sempre sui cittadini».
Siete favorevoli a tassare i profitti extra delle società petrolifere?
«Vale lo stessa considerazione. E sarebbe una finta soluzione che finirebbero per pagare consumatori imprese. Lavoriamo invece per un contributo da raccogliere attraverso un accordo con un settore a cui, tra l’altro, il governo ha già richiesto impegni significativi con l’aumento dell’Irap in vigore dal 2026».
Perché il tema degli extraprofitti non è un tabù in Europa, dove il governo spinge per una tassa comunitaria a carico dei petrolieri, e lo è invece in Italia?
«Per noi “meno tasse” vale in Italia come in Europa. Anziché introdurre nuove tasse, mascherate da extraprofitto, si lavori al price cap (tetto al prezzo ndr) come è stato fatto per il gas».