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Veralab, Estetista Cinica sulla perdita del 2025: “I prodotti coreani sono l’elefante nella stanza”

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La fondatrice della società beauty Cristina Fogazzi, in un video, spiega i numeri del bilancio del 2025. E l’ad Deponti precisa in un documento: “I negozi hanno un enorme potenziale”
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MILANO – Dopo i numeri del bilancio di Veralab del 2025, in perdita per 3 milioni, sia l'Estetista cinica (alias Cristina Fogazzi) sia l'ad della società Paolo Deponti, scendono in campo per spiegare cos'è successo.

Il video di Instagram di Fogazzi, presidente di Re-forme Srl (società che commercializza e distribuisce prodotti di bellezza con i marchi Veralab e Overskin), è una dichiarazione di intenti sin dal titolo, in pieno stile Cinica: "Mi sbilancio sul bilancio". Fogazzi parte dai numeri, anticipati da Repubblica, che hanno mostrato per il 2025 un calo del fatturato a 64,44 milioni dai 74,1 milioni del 2024 e una perdita finale di 3 milioni rispetto all'utile di 6,5 milioni dell'anno prima.

"Non siamo ‘contentoni’ dei numeri - di…

MILANO – Dopo i numeri del bilancio di Veralab del 2025, in perdita per 3 milioni, sia l'Estetista cinica (alias Cristina Fogazzi) sia l'ad della società Paolo Deponti, scendono in campo per spiegare cos'è successo.

Il video di Instagram di Fogazzi, presidente di Re-forme Srl (società che commercializza e distribuisce prodotti di bellezza con i marchi Veralab e Overskin), è una dichiarazione di intenti sin dal titolo, in pieno stile Cinica: "Mi sbilancio sul bilancio". Fogazzi parte dai numeri, anticipati da Repubblica, che hanno mostrato per il 2025 un calo del fatturato a 64,44 milioni dai 74,1 milioni del 2024 e una perdita finale di 3 milioni rispetto all'utile di 6,5 milioni dell'anno prima.

"Non siamo ‘contentoni’ dei numeri - dice - ma nella storia di qualsiasi azienda non si cresce sempre. Ero preparata, perché le aziende si muovono in un mercato che cambia. Vi do qualche dato in più: il totale dei prodotti venduti da Veralab è di circa 100 milioni, la perdita di clienti che abbiamo misurato è del 3,8% e il numero di pezzi venduti è 5,3 milioni con una perdita del 4% rispetto all'anno prima".

Anche l'ad di Veralab Deponti spiega i numeri in un documento dal titolo Veralab, cosa si nasconde dietro l’anno più difficile. "Innanzitutto - precisa il manager - ci tengo a sottolineare che, pur nel contesto già evidenziato dalla nostra fondatrice, l’azienda ha comunque generato un volume di vendite superiore ai 100 milioni di euro e si è confermata in Italia tra i leader del settore beauty e numero uno nel bodycare". Deponti sottolinea, inoltre, che "3,1 milioni di euro di perdite con ricavi che si attestano comunque sui 64,4 milioni corrispondono a un rapporto del -4,8%. Certamente non un risultato positivo, ma lungi da rappresentare un segnale di fallimento. Soprattutto con l’ebitda", ossia il margine operativo lordo, "sostanzialmente in pareggio".

Il beauty coreano

Con una torta in mano, la Cinica nel video spiega i cambiamenti avvenuti che hanno portato al calo del fatturato: "Il mercato del beauty è fatto come una torta e se entra un nuovo giocatore o la torta diventa più grossa o le fette degli altri diventano più piccoline. La torta è rimasta la stessa". Ed è successo che "è arrivata la skincare coreana, è inutile che non nominiamo l'elefante nella stanza". L'Estetista cinica fornisce stime secondo cui il mercato dei prodotti coreani in Italia vale tra 100 e 120 milioni. "C'è una continua proposta con una continua scontistica sui marchi coreani, con prezzi estremamente competitivi che io faccio fatica a reggere, producendo skincare in Italia. Con una filiera completamente italiana, avere gli stessi prezzi è impossibile".

Così, aggiunge Fogazzi, "per essere competitivi sul mercato anche noi abbiamo attuato politiche di sconti aggressive. È una politica che risponde alla situazione immediata, poi bisogna guardare al futuro". Così, "abbiamo aperto 10 negozi in un anno e qui si spiega la perdita". Dal bilancio emergono massicci costi di avviamento collegati ai punti vendita, pari a 7,57 milioni, che l'azienda considera di natura non ricorrente. "In questo mare magnum del beauty, l'incontro diretto con un personale formato è fondamentale" osserva la Cinica.

"I negozi diretti - fa sapere l'ad - rappresentano e continueranno a rappresentare un focus centrale per l’azienda. Coloro che hanno visto nel retail solo un fattore di erosione del profitto, non hanno colto l’enorme potenziale dei punti vendita come mass media, il loro potere reclutante di nuovi consumatori (oltre 100.000 in 12 mesi), e soprattutto il ruolo 'rituale' di un luogo dove la community si ritrova per costruire relazioni e non solo vendite, fondamentale per un brand 'tribale' come Veralab".

Nel determinare il calo del fatturato è stata decisiva la flessione del web. "Quello che doveva essere il principale driver di vendite e di profitto (l’e-commerce), in un importante momento di trasformazione, ha subito una contrazione" ammette Deponti. "Il nuovo sito - conclude Fogazzi - doveva dare una mano e non è stato così, perché non tutte le ciambelle escono col buco. Ci rimetteremo mano, continuiamo a lavorare con impegno, io e tutto il mio team".

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