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Essilux lancia un buyback, il segnale di Milleri ai mercati

(ansa)

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Il manager rinnova “la fiducia nelle prospettive del gruppo” dopo i ribassi e l’uscita di Lmdv
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Milano – Con il titolo ai minimi da tre anni, a 157 euro, EssilorLuxottica decide di lanciare un buyback (riacquisto di azioni proprie) del valore di 787 milioni. Non è la prima volta che l’azienda guidata da Francesco Milleri delibera operazioni di questo tipo, normalmente l’assemblea di aprile che approva il bilancio vara anche il buyback e questa volta ha per oggetto 5 milioni di titoli che comprerà in Borsa attraverso un intermediario. Le azioni possono servire per i piani di remunerazione dei dipendenti per farli diventare azionisti, politica che è stata seguita negli ultimi anni e che ha permesso di allargare la platea fino a 100 mila dipendenti-azionisti su 215 mila complessivi.

«Il programma riflette la fiducia della società nella sua capacità di creare valore e nelle sue pr…

Milano – Con il titolo ai minimi da tre anni, a 157 euro, EssilorLuxottica decide di lanciare un buyback (riacquisto di azioni proprie) del valore di 787 milioni. Non è la prima volta che l’azienda guidata da Francesco Milleri delibera operazioni di questo tipo, normalmente l’assemblea di aprile che approva il bilancio vara anche il buyback e questa volta ha per oggetto 5 milioni di titoli che comprerà in Borsa attraverso un intermediario. Le azioni possono servire per i piani di remunerazione dei dipendenti per farli diventare azionisti, politica che è stata seguita negli ultimi anni e che ha permesso di allargare la platea fino a 100 mila dipendenti-azionisti su 215 mila complessivi.

«Il programma riflette la fiducia della società nella sua capacità di creare valore e nelle sue prospettive di lungo periodo», scrive la società in un comunicato. C’è un legame tra questa operazione e la recente uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dall’azienda? La società non lo mette per iscritto ma nell’azienda nessuno fa mistero che i problemi riscontrati negli ultimi tempi al piano superiore, quello degli azionisti, hanno inciso sul titolo che oggi risulta dimezzato rispetto ai massimi dello scorso autunno. Dunque la colpa della pessima performance del titolo Essilux è anche in parte da attribuire alla conflittualità tra gli 8 soci della holding lussemburghese che controlla il 32% in qualità di primo azionista. E il buyback potrebbe servire a risollevare il titolo, ieri in seguito all’annuncio è salito del 2,44% alla Borsa di Parigi.

Il vertice dell’azienda con il buyback intende dare un segnale di fiducia al mercato, la strategia è chiara, il fatturato e la redditività stanno rispondendo bene e dunque non c’è motivo per cui il titolo continui a scendere. Un calo del 50% in soli sei mesi da solo sarebbe infatti sufficiente a mettere in difficoltà il management che tra l’altro l’anno prossimo andrà a scadenza. In vista di quell’appuntamento è utile mettere in pratica azioni di contrasto. Ma saranno i prossimi risultati a determinare il parere di analisti e investitori, colti da euforia alla fine del 2025 per le ottime vendite degli occhiali intelligenti in collaborazione con Meta. Entusiasmo poi affievolito per i timori sulla minore redditività e sulla possibilità che aziende come Apple e Google presto possano entrare sullo stesso mercato, anche se in ritardo.

Al piano superiore, poi, le discussioni non sono certo finite. Il trasferimento delle azioni da parte dei soci nelle proprie società personali molto probabilmente slitterà a fine anno, visto che la Delfin può chiedere una proroga di tre mesi. E bisognerà vedere se nel frattempo maturerà qualche accordo tra i soci sulla governance, vero punto dolente del mancato accordo sulla successione di Leonardo Del Vecchio.

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