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Servono buoni benzina anche per i pensionati. Corsa per sanare l’errore

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Governo al lavoro per includere nella platea i più fragili rimasti fuori. L’idea di usare la carta Dedicata a te. La lettera dei petrolieri
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ROMA - Trovato l’errore, ora è caccia alla soluzione. Il governo mette mano allo schema del buono benzina, l’aiuto ai redditi bassi che potrebbe entrare in campo dopo il 5 settembre, quando scadrà il taglio delle accise sul diesel. L’obiettivo è allargare la platea dei beneficiari per includere i pensionati. Evitando così di approvare una misura fuori fuoco rispetto ai propositi annunciati mercoledì, quando il Consiglio dei ministri ha imboccato la strada degli aiuti selettivi.

La presa d’atto del rischio di tagliare fuori una fetta importante di quei «redditi che hanno più bisogno del sostegno dello Stato» – come recita la linea dell’esecutivo – è maturata nelle ultime ore. Alimentata dalla protesta sotto traccia della Lega, che è contraria all’impianto ipotizzato negli s…

ROMA - Trovato l’errore, ora è caccia alla soluzione. Il governo mette mano allo schema del buono benzina, l’aiuto ai redditi bassi che potrebbe entrare in campo dopo il 5 settembre, quando scadrà il taglio delle accise sul diesel. L’obiettivo è allargare la platea dei beneficiari per includere i pensionati. Evitando così di approvare una misura fuori fuoco rispetto ai propositi annunciati mercoledì, quando il Consiglio dei ministri ha imboccato la strada degli aiuti selettivi.

La presa d’atto del rischio di tagliare fuori una fetta importante di quei «redditi che hanno più bisogno del sostegno dello Stato» – come recita la linea dell’esecutivo – è maturata nelle ultime ore. Alimentata dalla protesta sotto traccia della Lega, che è contraria all’impianto ipotizzato negli scorsi giorni. E che ora chiede, appunto, di correggere il tiro prima del via libera all’intervento. I tecnici sono già al lavoro per ricalibrare il provvedimento.

Per i nuovi sostegni si studia un doppio binario. Il primo è quello già abbozzato all’indomani del Cdm: il bonus andrebbe ai lavoratori dipendenti sotto forma di fringe benefit o contributo diretto. In entrambi i casi sarebbe esentasse, per il datore di lavoro interamente detraibile. Non solo. Le aziende potrebbero beneficiare di una maxi-deduzione in modo da abbattere del tutto il costo sostenuto. In alternativa, una compensazione attraverso un credito d’imposta.

Il secondo binario è quello su cui viaggerebbe il buono per i pensionati. Verrebbe caricato sulla carta “Dedicata a te”, il contributo di 500 euro erogato alle famiglie con Isee fino a 15mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

L’integrazione è stata già sperimentata nel 2023, quando l’esecutivo decise di aggiungere un contributo una tantum di 77,20 euro per l’acquisto dei carburanti alla somma (allora pari a 382,5 euro) già prevista per la spesa al supermercato. I beneficiari, quindi, tornerebbero a utilizzare la card anche per gli sconti dal benzinaio. Si tratterebbe di un’eccezione, riservata appunto ai pensionati, perché l’esecutivo è contrario all’utilizzo generalizzato della card. Teme truffe, quindi una monetizzazione illecita del contributo.

L’inclusione dei pensionati nella platea dei destinatari del buono benzina non esaurisce però la questione del sostegno a tutte le fasce deboli. Se per autonomi e partite Iva con redditi bassi si pensa sempre al buono (in questo caso sarebbe acquistabile e poi deducibile in dichiarazione), a restare fuori sarebbero i disoccupati.

Non solo. Va ancora fissato il tetto Isee a cui agganciare il buono. Il governo insiste per aiutare i redditi bassi, ma il Carroccio e Fratelli d’Italia spingono per includere anche il ceto medio, fissando l’asticella a 50mila euro. In ogni caso servono risorse. Non solo per il buono benzina, ma anche per gli aiuti alle categorie. Ieri il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha citato gli autotrasportatori, ma i leghisti insistono per includere anche i tassisti.

Intanto i petrolieri avvisano l’esecutivo. Con una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni e al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, l’Unem mette nero su bianco l’allarme: «Il settore sarebbe a rischio con nuove tasse perché ulteriori prelievi fiscali frenerebbero capacità di investimento».

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