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Carburanti, la richiesta dei camionisti: “Il governo ci convochi, più sconti su pedaggi e tasse”

(ansa)

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Il popolo dei tir esige aiuti contro il caro gasolio che li sta mettendo in ginocchio “Confronto preventivo o la conflittualità aumenterà”
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ROMA - Chiedono aiuti «freschi». Per contenere i costi che sono aumentati del 45% a causa del caro gasolio. Per «sostenere il settore e non far cessare l’attività di migliaia di aziende». Nelle ore in cui il governo lavora ai nuovi sostegni contro i rincari dei carburanti, gli autotrasportatori mettono in fila le richieste. Con una premessa. «Palazzo Chigi ci convochi prima di decidere: senza un confronto preventivo sulle misure, la conflittualità aumenterà», mette a verbale Sergio Lo Monte, segretario generale di Unatras, l’associazione che rappresenta oltre il 90% dei conducenti di tir in Italia.

Il clima è teso. La fibrillazione non ha raggiunto il livello dello scorso maggio, quando i camionisti erano arrivati a proclamare uno sciopero nazionale, poi sospeso i…

ROMA - Chiedono aiuti «freschi». Per contenere i costi che sono aumentati del 45% a causa del caro gasolio. Per «sostenere il settore e non far cessare l’attività di migliaia di aziende». Nelle ore in cui il governo lavora ai nuovi sostegni contro i rincari dei carburanti, gli autotrasportatori mettono in fila le richieste. Con una premessa. «Palazzo Chigi ci convochi prima di decidere: senza un confronto preventivo sulle misure, la conflittualità aumenterà», mette a verbale Sergio Lo Monte, segretario generale di Unatras, l’associazione che rappresenta oltre il 90% dei conducenti di tir in Italia.

Il clima è teso. La fibrillazione non ha raggiunto il livello dello scorso maggio, quando i camionisti erano arrivati a proclamare uno sciopero nazionale, poi sospeso in virtù di un accordo raggiunto con l’esecutivo sul filo di lana. Ma l’avvio della stagione degli aiuti selettivi genera comunque preoccupazione.

I timori sono concentrati sullo stop al taglio delle accise sul gasolio (la misura scade sabato). L’intervento ha penalizzato la categoria perché ha ridotto il rimborso delle accise di 26,9 centesimi al litro in vigore fino a febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran. Ma il settore è stato rimborsato con un credito d’imposta fino al 70% della maggiore spesa per il carburante.

Proprio da oggi è operativa la piattaforma sulla quale le aziende potranno caricare le fatture con i costi extra registrati a partire da marzo: il credito d’imposta sarà liquidato entro dicembre. Ma ora che il governo ha deciso di fermare la riduzione delle accise, l’aiuto non ha più le sue fondamenta. Le tasse sui carburanti torneranno ai livelli pre guerra, il rimborso sulle accise sarà quindi ripristinato integralmente.

«A noi va benissimo se il nuovo sostegno sarà sempre il credito d’imposta perché il meccanismo funziona», spiega Lo Monte. Altrimenti – aggiunge – «serviranno comunque aiuti in grado di ridurre i costi di esercizio». Si guarda ai rimborsi dei pedaggi autostradali e alle deduzioni fiscali.

La richiesta punta ad aumentare lo sconto che gli autotrasportatori ricevono a fine anno sul canone fisso che viene versato per viaggiare sulle autostrade con il Telepass.

Per quanto riguarda invece le deduzioni, l’obiettivo è alzare il livello dell’agevolazione fiscale, oggi pari a 48 euro per ogni giornata lavorativa (12mila euro all’anno considerando una media di 250 giorni). Si punta a salire fino a 70-80 euro. La palla passa a palazzo Chigi.

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