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Conti correnti, rincari per famiglie e pensionati. Spese ridotte solo online per gli under 35

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L’indagine di Altroconsumo ha messo a confronto il costo annuo di conti tradizionali e digitali di gennaio scorso con quello di agosto
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Le banche continuano a spingere i clienti verso l’operatività online, nel tentativo di diminuire all’osso quella nelle filiali su strada (che infatti continuano a chiudere). La tendenza è chiara da tempo, ma negli ultimi mesi sembra aver preso una piega diversa: la clientela più appetibile al momento è quella under 35. Un indizio arriva dall’indagine di Altroconsumo, che ha confrontato i costi dei conti correnti a gennaio con quelli applicati ad agosto. Il risultato? Aumenti generalizzati, anche per i conti online, tranne per i conti pensati per i giovani.

L’analisi ha considerato tre diversi profili di cliente (giovane, famiglia e pensionato) e un’operatività media. Come parametro principale è stato calcolato l’Icc, cioè l’indicatore dei costi complessivi: la somma di spese e commissioni a carico del cliente nel corso di un anno, reperiti sui documenti e i fogli informativi dei singoli istituti.

Le banche continuano a spingere i clienti verso l’operatività online, nel tentativo di diminuire all’osso quella nelle filiali su strada (che infatti continuano a chiudere). La tendenza è chiara da tempo, ma negli ultimi mesi sembra aver preso una piega diversa: la clientela più appetibile al momento è quella under 35. Un indizio arriva dall’indagine di Altroconsumo, che ha confrontato i costi dei conti correnti a gennaio con quelli applicati ad agosto. Il risultato? Aumenti generalizzati, anche per i conti online, tranne per i conti pensati per i giovani.

L’analisi ha considerato tre diversi profili di cliente (giovane, famiglia e pensionato) e un’operatività media. Come parametro principale è stato calcolato l’Icc, cioè l’indicatore dei costi complessivi: la somma di spese e commissioni a carico del cliente nel corso di un anno, reperiti sui documenti e i fogli informativi dei singoli istituti.

Conti tradizionali: aumenti ma con giudizio

Considerando tutte le banche prese in esame, il costo annuo di un conto tradizionale per giovani aumenta - tra gennaio e agosto - dello 0,43%; per famiglie dello 0,35% e per pensionati dello 0,49%. Insomma, si può dire che la situazione sia rimasta, in sostanza, la stessa di inizio anno. Il mini-rincaro medio è dovuto soprattutto a Bper e Unicredit. Quest’ultima ha aumentato il costo dei bonifici Sepa da 1,20 a 1,30 euro per operazione, mentre Bper ha introdotto una commissione di 25 centesimi per ogni addebito diretto Sepa, parliamo quindi di domiciliazioni. Per questo motivo l’Icc di Unicredit è aumentato soprattutto per i giovani (+7,22%) e poco su pensionati (+0,60%) e famiglie (+0,89%). Quello di Bper invece è più impattante per tutti i profili: +2% per le famiglie e i giovani, +3,6% per pensionati.

Conti online: benvenuti giovani

Dall’analisi di Altroconsumo emerge una politica di sconti per attrarre la clientela giovane verso i conti online. Questa tipologia di prodotti rimane di gran lunga più conveniente rispetto a quelli tradizionali, ma da gennaio a oggi è rincarata - e non di poco - sia per famiglie che per pensionati. Partiamo dai giovani: qui l’Icc è sceso del 6% in media tra tutte le banche. Il merito è soprattutto di Ing, che ha reso permanente l’azzeramento del canone e al conto IsyPrime di Intesa Sanpaolo che, inoltre, si fa carico anche dell’imposta di bollo. Ad agosto, però, la situazione è cambiata in peggio per tutti gli altri profili cliente: le famiglie hanno visto alzarsi l’Icc del 10%, soprattutto a causa di Fineco, che ha alzato i costi annui da 40 a 76 euro, e per i pensionati (+6%), sempre per un rialzo di Fineco, da 39,5 a 64,9 euro l’anno.

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