Oro e Bitcoin in crescita, mentre i mercati soffrono. È l’ora di acquistare?
di Luigi dell'OlioLe ultime settimane hanno segnato un cambio di rotta importante sui mercati finanziari. Mentre le Borse hanno oscillato tra la spinta proveniente dai giganti dell’IA e le preoccupazioni legate al quadro macroeconomico, i titoli governativi sono finiti sotto pressione a causa del peso crescente dei debiti pubblici. In questo scenario hanno invece ripreso quota oro e Bitcoin.
“Più che una vera fuga dal rischio, quella che stiamo osservando è una crescente ricerca di diversificazione. Le Borse, sostenute anche dalla solidità degli utili tecnologici, restano relativamente resilienti, ma sullo sfondo aumentano le incognite”, commenta Marco Greco, amministratore delegato di Value Track Sim.
Investitori in fuga dai titoli di Stato
Il metallo giallo è tornato…
Le ultime settimane hanno segnato un cambio di rotta importante sui mercati finanziari. Mentre le Borse hanno oscillato tra la spinta proveniente dai giganti dell’IA e le preoccupazioni legate al quadro macroeconomico, i titoli governativi sono finiti sotto pressione a causa del peso crescente dei debiti pubblici. In questo scenario hanno invece ripreso quota oro e Bitcoin.
“Più che una vera fuga dal rischio, quella che stiamo osservando è una crescente ricerca di diversificazione. Le Borse, sostenute anche dalla solidità degli utili tecnologici, restano relativamente resilienti, ma sullo sfondo aumentano le incognite”, commenta Marco Greco, amministratore delegato di Value Track Sim.
Investitori in fuga dai titoli di Stato
Il metallo giallo è tornato in area 4.600 dollari l’oncia, dopo una rivalutazione di quasi il 15% nell’ultimo mese, sostenuta dagli acquisti record delle Banche centrali e dalla corsa verso i beni rifugio. La regina delle criptovalute si è invece rivelata, a sorpresa, un possibile riparo contro la svalutazione monetaria, crescendo di un quarto nel mese di agosto (viaggia intorno ai 77 mila dollari), trainata da un’ondata di coperture sui derivati e dai nuovi afflussi sugli Etf. Nel caso del Bitcoin, aggiunge Greco, a sostenere le quotazioni c’è anche il ritorno del cosiddetto debasement trade: in presenza di dubbi sulla capacità delle politiche fiscali e monetarie di preservare nel tempo il valore della moneta, alcuni investitori guardano ad asset con caratteristiche differenti rispetto a quelli tradizionali.
Ma è proprio qui che occorre distinguere. “Oro e Bitcoin non sono due versioni della corsa ai beni rifugio. L’oro ha una storia molto più lunga come riserva di valore e può svolgere una funzione di diversificazione in scenari di inflazione, tensioni geopolitiche o perdita di fiducia nelle attività finanziarie tradizionali. Bitcoin è invece un asset molto più giovane e volatile”, racconta Greco.
Due asset diversi in portafoglio
“Le recenti dinamiche complesse che stanno scuotendo i mercati finanziari, arrivando a colpire anche le asset class tradizionalmente considerate sicure, stanno costringendo gli investitori a ridisegnare le mappe del rischio, e a considerare nuovi beni rifugio. Tuttavia, né oro né Bitcoin vanno intesi come soluzione per compensare situazioni di volatilità borsistica, bensì come alternativa al proprio portafoglio”, avverte Paolo Pescetto, presidente e co-founder di RedFish LongTerm Capital. Il suggerimento è di iniziare con percentuali basse, in modo da limitare i rischi.
Per Greco, un piccolo risparmiatore con un portafoglio già diversificato e un profilo di rischio medio potrebbe dedicare all’incirca il 5% del totale degli investimenti all’oro e il 2% al Bitcoin, con un peso di quest’ultimo ancora più basso nel caso di un profilo prudente. La logica è mantenere l’oro come principale elemento di diversificazione e il Bitcoin come posizione satellite, evitando che eventuali forti correzioni della criptovaluta abbiano un impatto significativo sull’intero portafoglio.
Gli strumenti di investimento
Anche la scelta dello strumento è importante. Per l’oro, gli Etc fisici possono offrire al risparmiatore un’esposizione semplice al metallo senza dover affrontare i problemi legati alla custodia dell’oro fisico. Per Bitcoin esistono invece fondi passivi quotati che consentono di investire attraverso il proprio intermediario, senza dover gestire direttamente wallet e chiavi private.