Trasferibile il 25% di Delfin, Lmdv dovrà aspettare marzo
di Giovanni PonsMilano – Luca e Paola Del Vecchio, due degli eredi di Leonardo Del Vecchio che hanno ricevuto in eredità il 12,5% a testa della Delfin, la finanziaria di famiglia, possono trasferire queste azioni dentro scatole societarie personali. La richiesta era stata fatta dagli stessi Luca e Paola nel novembre 2025 ed era stata bocciata dall’assemblea poiché non c’era stata l’unanimità. Però una legge del Lussemburgo, relativamente nuova e mai sperimentata sinora, riconosce che un socio non può restare a vita in una società se non lo vuole. E quindi il trasferimento delle azioni diventa possibile a patto di offrire in prelazione agli altri soci le azioni in vendita e alla stessa Delfin la possibilità di riscattarle. Essendo passati nove mesi dalla richiesta iniziale, e constatando che nessun altro socio ha esercitato la prelazione né la Delfin ha chiesto di comprarle, ora Luca e Paola possono trasferire il loro 12,5% di Delfin a una loro società personale.
Milano – Luca e Paola Del Vecchio, due degli eredi di Leonardo Del Vecchio che hanno ricevuto in eredità il 12,5% a testa della Delfin, la finanziaria di famiglia, possono trasferire queste azioni dentro scatole societarie personali. La richiesta era stata fatta dagli stessi Luca e Paola nel novembre 2025 ed era stata bocciata dall’assemblea poiché non c’era stata l’unanimità. Però una legge del Lussemburgo, relativamente nuova e mai sperimentata sinora, riconosce che un socio non può restare a vita in una società se non lo vuole. E quindi il trasferimento delle azioni diventa possibile a patto di offrire in prelazione agli altri soci le azioni in vendita e alla stessa Delfin la possibilità di riscattarle. Essendo passati nove mesi dalla richiesta iniziale, e constatando che nessun altro socio ha esercitato la prelazione né la Delfin ha chiesto di comprarle, ora Luca e Paola possono trasferire il loro 12,5% di Delfin a una loro società personale.
Quali sono le conseguenze di questa operazione? Sostanzialmente una maggiore “bancabilità” delle stesse. Se gli statuti lo prevedono le azioni di queste nuove società veicolo possono essere offerte in garanzia alle banche a fronte di prestiti. Ma le azioni Delfin lì contenute non possono essere alienate se non con una decisione all’unanimità. Quindi una banca può al massimo diventare azionista indiretto di Delfin arrivando a possedere la società veicolo di un socio. Ma non può aggredire le azioni Delfin e venderle.
Al momento non sembra sia in pericolo il controllo della Delfin. Non è facile trovare un compratore terzo per una società-veicolo che possiede il 12,5% di una holding non quotata e con uno statuto blindato come quello di Delfin.
Il trasferimento delle azioni Delfin in veicoli propri è stato chiesto il 30 giugno scorso anche dagli eredi Clemente Del Vecchio, Leonardo Maria Del Vecchio (Lmdv) e Rocco Basilico per varie ragioni, anche fiscali. Per loro la possibilità del trasferimento può diventare concreta a marzo 2027. Ma il nodo della successione Del Vecchio rimane da tempo lo stesso: tre eredi, Luca, Clemente e Paola hanno bloccato l’esecuzione delle volontà del padre accettando con il beneficio di inventario e bloccando la distribuzione dei dividendi di Delfin. L’obbiettivo dei tre è quello di arrivare a cambiare lo statuto e la governance di Delfin, che si può fare solo con l’unanimità, finora mai raggiunta. Questa situazione la sta soffrendo più di tutti Lmdv che è esposto con le banche per 1,3 miliardi e non ha liquidità per far fronte agli oneri finanziari. Se da marzo in poi darà in pegno il suo pacchetto alle banche potrà ottenere nuovi prestiti che andranno ad aggiungersi ai precedenti. Ma per sbloccare i dividendi deve trovare un accordo che soddisfi le richieste di Luca, Clemente e Paola i quali tengono tutti in pugno con la loro tecnica ostruzionista.