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Sconto sulle accise diesel ai tempi supplementari. Al vaglio una micro-proroga

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Il Tesoro aspetta i conti sull’extragettito Iva. Poi aiuti selettivi, ma restano i nodi delle risorse e della platea
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ROMA – Sconti sul diesel ai tempi supplementari. Il governo prende tempo. Il taglio di 17 centesimi sulle accise scade sabato 5 settembre e per ora non ci sono né vertici politici né Consigli dei ministri in agenda. I riflettori sono puntati sulla giornata di domani, con la premier Giorgia Meloni a Bari per celebrare il record del suo governo, il più longevo della storia repubblicana. Poi però arriverà il conto dei carburanti.

Il balzo del diesel

Senza un nuovo intervento, da domenica il diesel farà un altro balzo: dagli attuali 2,131 euro al litro sulla rete ordinaria a circa 2,30. E dai 2,206 dell’autostrada a quasi 2,38. Oltre il record storico nazionale del marzo 2022. Ecco perché al Tesoro si fanno i conti fino all’ultimo centesimo. I tecnici as…

ROMA – Sconti sul diesel ai tempi supplementari. Il governo prende tempo. Il taglio di 17 centesimi sulle accise scade sabato 5 settembre e per ora non ci sono né vertici politici né Consigli dei ministri in agenda. I riflettori sono puntati sulla giornata di domani, con la premier Giorgia Meloni a Bari per celebrare il record del suo governo, il più longevo della storia repubblicana. Poi però arriverà il conto dei carburanti.

Il balzo del diesel

Senza un nuovo intervento, da domenica il diesel farà un altro balzo: dagli attuali 2,131 euro al litro sulla rete ordinaria a circa 2,30. E dai 2,206 dell’autostrada a quasi 2,38. Oltre il record storico nazionale del marzo 2022. Ecco perché al Tesoro si fanno i conti fino all’ultimo centesimo. I tecnici aspettano di contabilizzare l’extragettito Iva di agosto, da utilizzare con il meccanismo delle accise mobili. Quello di luglio, 20,8 milioni, era bastato per appena due giorni di sconto. Stavolta il bottino non sembra tale da finanziare una proroga lunga. Ma anche pochi giorni sarebbero preziosi per spostare alla prossima settimana la decisione sugli aiuti selettivi.

Aiuti selettivi e pressing della Lega

Ed è qui che cominciano i problemi. Due soprattutto: trovare le risorse e scegliere come distribuirle. Tra le ipotesi ci sono fringe benefit per i dipendenti e un credito per autonomi e partite Iva. Ma la politica sta già allargando la platea. Almeno nei desiderata.

Matteo Salvini vuole dentro camionisti, agricoltori, pescatori e agenti di commercio e definisce «un errore clamoroso» escludere autonomi e partite Iva. Poi apre il fronte Isee: non deve essere l’unico criterio, dice, annunciandone una revisione da portare in manovra.

E affonda sugli stranieri: bonus bebè, affitti e case popolari «finiscono sempre ai soliti che raramente sono italiani». Sulle coperture di questi aiuti “mirati” si profila già lo scontro. La Lega insiste sugli extraprofitti dei petrolieri. Forza Italia frena sulle nuove tasse e preferisce un «contributo concordato» con le compagnie, come l’anticipo di tasse sui dividendi da 130 milioni usato per coprire l’ultimo decreto legge.

Le richieste di consumatori e imprese

Intanto aumentano anche le pressioni esterne. L’Unione nazionale consumatori chiede il taglio delle accise per tutti, benzina compresa. E boccia i bonus carburante ai lavoratori dipendenti, «una presa in giro, usati in passato da poche aziende, soprattutto grandi, e spesso al posto di premi o aumenti in busta paga», dice il presidente Massimilano Dona. Le imprese energivore — acciaio, carta, chimica, ceramica e vetro — temono fino a 18 miliardi di bollette e un raddoppio dei costi. E il gas manda già un altro segnale: ad agosto la tariffa dei vulnerabili è salita del 6,9%, quarto rialzo consecutivo. Il dossier diesel rischia così di essere soltanto il primo assaggio dell’autunno (caldo) energetico.

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