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Supermercati e discount, dove conviene fare la spesa: l’indagine di Altroconsumo

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La concorrenza nella Gdo amplia le possibilità di risparmio per gli italiani. Al nord-est la maggior convenienza, al sud c’è meno scelta. Le insegne più convenienti individuate dall’associazione di consumatori
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Idealmente, scegliendo sempre il punto vendita più economico disponibile, una famiglia di quattro persone può fare la spesa risparmiando quasi 3.800 euro l’anno. È un’utopia, perché nessuno acquista solo i prodotti a prezzo più basso nel punto vendita più conveniente della città, ma è una cifra che dà l’idea di quanto possano influire le nostre scelte, soprattutto in un settore ad ampia concorrenza come la Gdo.

L’indagine sui prezzi di supermercati, ipermercati e discount

Anche quest’anno Altroconsumo ha svolto la sua indagine su supermercati, ipermercati e discount, arrivata alla 37esima edizione. Uno studio che ha coinvolto 1.158 punti vendita in 67 città italiane. Il risparmio potenziale cambia parecchio a seconda di come riempiamo il carrello. Ad esempio - sempre considerando il punto v…

Idealmente, scegliendo sempre il punto vendita più economico disponibile, una famiglia di quattro persone può fare la spesa risparmiando quasi 3.800 euro l’anno. È un’utopia, perché nessuno acquista solo i prodotti a prezzo più basso nel punto vendita più conveniente della città, ma è una cifra che dà l’idea di quanto possano influire le nostre scelte, soprattutto in un settore ad ampia concorrenza come la Gdo.

L’indagine sui prezzi di supermercati, ipermercati e discount

Anche quest’anno Altroconsumo ha svolto la sua indagine su supermercati, ipermercati e discount, arrivata alla 37esima edizione. Uno studio che ha coinvolto 1.158 punti vendita in 67 città italiane. Il risparmio potenziale cambia parecchio a seconda di come riempiamo il carrello. Ad esempio - sempre considerando il punto vendita più conveniente - acquistando solo prodotti a marchio del supermercato il vantaggio è comunque cospicuo: 3.305 euro; con una spesa mista fatta al discount, che comprende marche note, private label e primi prezzi, si arriva a 2.790 euro. Con lo stesso tipo di prodotti, ma andando solo in super e ipermercati, il risparmio è molto più ridotto: 245 euro l’anno. E per chi compra soltanto prodotti di marca nel punto vendita più conveniente non va oltre i 420 euro risparmiati per una coppia con due figli.

Un ibrido tra super, iper e discount

Non è una novità: quando si punta tutto sul risparmio, nessuno batte il discount, che primeggia in tutte le graduatorie dei prodotti più economici. Il più conveniente individuato da Altroconsumo, Eurospin, costa il -17% rispetto all’insegna tradizionale coi prezzi migliori - Ipercoop - e il -35% rispetto alla più cara, che è Carrefour Market.

Tuttavia, quasi nessuno fa spesa esclusivamente al discount né al supermercato di marca. Ed è per questo che i due modelli, fino a qualche anno fa agli antipodi, si stanno ibridando sempre di più. Da una parte, sugli scaffali dei discount sono sempre più numerosi i prodotti delle grandi marche; dall’altra i supermercati puntano con sempre maggior decisione sulle cosiddette “private label”, cioè i prodotti a marchio proprio, e sulle linee a basso prezzo. Esselunga, per esempio, ha introdotto la linea Smart proprio per competere su questo terreno, Consilia è un’altra linea presente in diverse insegne italiane. Tuttavia, rileva Altroconsumo, il fenomeno non è ancora abbastanza esteso da colmare il divario con i discount sui prodotti più economici. Le private label abbassano lo scontrino, ma se l’obiettivo è il risparmio, non si possono sostituire del tutto ai discount.

L’indagine quindi tiene conto delle abitudini di acquisto degli italiani, che spesso si destreggiano tra un’insegna e l’altra. E in effetti lo studio di Altroconsumo suggerisce la strategia di combinare gli acquisti: discount per i prodotti di largo consumo e per l’igiene della casa, private label per la spesa quotidiana e prodotti di marca quando si preferisce un determinato marchio o, magari solo quando sono in promozione.

Le insegne più convenienti: il confronto

Come già accennato, il discount Eurospin è primo nella graduatoria della convenienza acquistando solo prodotti di marche minori. Ma nella classifica relativa alla spesa mista - che poi è proprio quella che gli italiani fanno più spesso - primeggiano ancora Eurospin insieme a In’s, davanti a Lidl e Aldi. Ultima è Todis, dove si spende il 16% in più rispetto alle migliori.

Tra supermercati e ipermercati tradizionali, invece, per la spesa mista il primo posto va a Dok, seguito a brevissima distanza da Coop, Famila Superstore e Famila. Tra Dok e Carrefour Market, che chiude la graduatoria, la differenza è di circa il 10%.

Puntando tutto solo sulle private label, invece, l’insegna più conveniente è Spazio Conad, davanti a Famila ed Esselunga. Tra Spazio Conad ed Eurospar, ultima, la differenza arriva al 19%. Per i prodotti delle grandi marche, invece, i prezzi sono molto più omogenei: Ipercoop e Spazio Conad sono le insegne più convenienti, seguite da Famila ed Esselunga, ma tra la prima e l’ultima della graduatoria il divario massimo è appena del 7%. Per questi prodotti il margine di trattativa della Gdo è molto più ridotto.

Prezzi bassi: questione (anche) di geografia

Come ogni anno, nella mappa della convenienza conta - eccome - anche il territorio dove si vive. Ad esempio i più fortunati risultano i toscani: nella loro regione infatti si trovano quattro delle città meno care dell’indagine: Pistoia, Lucca, Firenze e Prato, dove la spesa media stimata si aggira intorno ai 6.900 euro l’anno. Seguono Mantova e altre città del Veneto e della Toscana. All’estremo opposto Genova, Sassari, Aosta e Teramo superano i 7.700 euro.

Questo per quanto riguarda la spesa media. Ma c’è un altro fattore da considerare, ed è quello della concorrenza: dove ce n’è di più, è più ampia la “forchetta” tra punto vendita più caro e più conveniente. Un esempio su tutti è quello di Milano, dove tra i due estremi ci sono 1390 euro di spesa annua di differenza: il 18% del budget spesa annuo. A Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia il divario supera comunque i 1.100 euro. Al Sud la concorrenza cala, la scelta dei consumatori si fa più ristretta e i prezzi ne risentono. A Potenza, Reggio Calabria, Cosenza, Caserta e Catanzaro il vantaggio rilevato tra il punto vendita più e meno conveniente si riduce a poche decine di euro.

Su scala più ampia il nord-est rimane l’area più conveniente, mentre al centro spicca ancora la Toscana. Al sud la Basilicata fa un balzo in avanti e si affianca alla Sicilia tra le regioni relativamente meno care. Ma le differenze, a livello regionale, sono piuttosto ampie: In Veneto e Trentino-Alto Adige una famiglia spende mediamente il 13% in meno rispetto a Valle d’Aosta e Lazio. Ancora più marcata è la differenza se si rapporta la spesa al reddito: il supermercato assorbe circa il 19% del bilancio familiare in Calabria e Campania, contro il 10% in Trentino-Alto Adige, l’11% in Lombardia e il 12% in Veneto ed Emilia-Romagna.

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