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Ue-Mercosur, l'intesa spinge l'export. Missione con 90 imprese in Argentina e Brasile

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini

 

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Primi effetti dell’accordo: le vendite italiane nei due paesi sudamericani e in Paraguay e Uruguay sono aumentate del 21,1% a maggio. La missione è promossa da Confindustria e Ice, in collaborazione con le Camere di commercio e le ambasciate. Presenti anche i ministri Tajani e Valditara
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ROMA – La prima risposta positiva all’accordo Ue-Mercosur, entrato in vigore in via provvisoria l’1 maggio di quest’anno, arriva dall’export: proprio a maggio le vendite italiane in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay sono aumentate del 21,1%. Ma le imprese italiane contano di aprire molti altri canali e opportunità grazie all’accordo di libero scambio. La prossima domenica, 6 settembre, prenderà il via la prima missione business oriented organizzata da un Paese europeo nell’area dopo l’approvazione dell’accordo, destinata a raggiungere Argentina e Brasile. Oltre 90 imprese italiane, con l’organizzazione e il coordinamento di Confindustria e Ice Agenzia, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina e la Câmara de Comércio Italiana de São Paulo – Italcam e in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e Brasilia.

ROMA – La prima risposta positiva all’accordo Ue-Mercosur, entrato in vigore in via provvisoria l’1 maggio di quest’anno, arriva dall’export: proprio a maggio le vendite italiane in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay sono aumentate del 21,1%. Ma le imprese italiane contano di aprire molti altri canali e opportunità grazie all’accordo di libero scambio. La prossima domenica, 6 settembre, prenderà il via la prima missione business oriented organizzata da un Paese europeo nell’area dopo l’approvazione dell’accordo, destinata a raggiungere Argentina e Brasile. Oltre 90 imprese italiane, con l’organizzazione e il coordinamento di Confindustria e Ice Agenzia, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina e la Câmara de Comércio Italiana de São Paulo – Italcam e in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e Brasilia.

Fino all’11 settembre, la delegazione farà tappa a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, con l’obiettivo di aprire una nuova fase delle relazioni con le due principali economie del Mercosur, diversificare i mercati di sbocco e trasformare le opportunità offerte dall’Accordo in investimenti, partnership industriali e nuove catene del valore. «In uno scenario geopolitico sempre più complesso e mutevole, diversificare i mercati significa ridurre le dipendenze e rendere più forte e resiliente l’industria italiana. Dobbiamo consolidare la nostra presenza nei mercati maturi, che restano strategici, e allo stesso tempo aprire nuove opportunità per le nostre imprese. Il Mercosur rappresenta, in questo senso, un’area di grande potenziale: non vogliamo soltanto esportare di più, ma costruire partnership industriali, investimenti e filiere comuni capaci di generare crescita e valore reciproco», afferma il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che guiderà la missione.

Vi parteciperanno anche i ministri Antonio Tajani e Giuseppe Valditara. Presenti anche il presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas, l’Ad di Sace Michele Pignotti, l’Ad di Simest Regina Corradini D’Arienzo, il direttore generale di Abi Marco Elio Rottigni e rappresentanti di Cdp.

Secondo una prima stima grazie all'abbattimento di oltre il 90% dei dazi tra i due blocchi di Paesi l’Italia potrebbe incassare un aumento di export di 14 miliardi di export nei prossimi dieci anni: una stima che potrebbe anche essere inferiore alle potenzialità, osserva Zoppas.

Non solo export

Ma non si tratta solo di export: la missione punta soprattutto a trasformare le opportunità dell’intesa in collaborazioni industriali, investimenti e filiere integrate. Non solo, dunque, crescita degli scambi commerciali, ma una partnership più strutturata nei settori strategici, capace di mettere in comune tecnologie, competenze e capacità produttive, facilitare l’accesso delle imprese italiane ai grandi progetti infrastrutturali e rafforzare la cooperazione su ricerca, innovazione e formazione del capitale umano.

Argentina e Brasile dispongono inoltre di risorse naturali e materie prime strategiche, mentre l’Italia può mettere a disposizione le sue tecnologie e il suo know-how. Nella missione rientra anche la formazione tecnica: uno degli obiettivi, promossi anche dal governo, è quello di ampliare il modello Its in Sudamerica.

Questa prima missione è diretta in Brasile e Argentina perché i due Paesi rappresentano oltre il 90% dell’interscambio italiano con il Mercosur: nel 2025 l’Italia ha esportato 5,8 miliardi di euro in Brasile e 1,2 miliardi in Argentina. Cinque le filiere strategiche al centro della missione: agroalimentare, macchinari e impiantistica, farmaceutico e medicale, tecnologie digitali e transizione energetica. Ognuno di questi settori ha grandi potenzialità: l’export dei dispositivi medici made in Italy nei mercati del Mercosur per esempio ha raggiunto 108 milioni di euro, con una larghissima prevalenza del Brasile che si conferma, con oltre 75,7 milioni di euro, il principale mercato (dati Confindustria Dispositivi Medici).

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