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Legge 104, novità per disabili e caregiver: permessi “doppi”, mutui agevolati, stop a reperibilità

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Tra nuovi chiarimenti, sentenze e misure entrate in vigore negli ultimi mesi, cambia il quadro delle tutele per chi assiste un familiare con disabilità. Ecco quali sono i benefici effettivi, chi può richiederli e quali limiti restano
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Permessi più flessibili per chi assiste un familiare con disabilità, garanzia statale fino all’80% sul mutuo prima casa e diritto all’esonero dai turni di notte anche senza il riconoscimento della disabilità grave. Nelle ultime settimane sono arrivate alcune novità piuttosto impattanti per chi beneficia della Legge 104.

Novità per i permessi 104 nella Pa

Fino a poche settimane fa, due persone che assistevano lo stesso familiare con disabilità grave e che lavoravano entrambe nella Pubblica amministrazione centrale dovevano per forza di cose accordarsi per occuparsene in giorni diversi. Diciamo subito che non è che questa alternanza dei permessi fosse indicata dalla legge in modo esplicito, ma così è sempre stata interpretata.

Le cose or…

Permessi più flessibili per chi assiste un familiare con disabilità, garanzia statale fino all’80% sul mutuo prima casa e diritto all’esonero dai turni di notte anche senza il riconoscimento della disabilità grave. Nelle ultime settimane sono arrivate alcune novità piuttosto impattanti per chi beneficia della Legge 104.

Novità per i permessi 104 nella Pa

Fino a poche settimane fa, due persone che assistevano lo stesso familiare con disabilità grave e che lavoravano entrambe nella Pubblica amministrazione centrale dovevano per forza di cose accordarsi per occuparsene in giorni diversi. Diciamo subito che non è che questa alternanza dei permessi fosse indicata dalla legge in modo esplicito, ma così è sempre stata interpretata.

Le cose ora cambiano anche nella prassi grazie all'orientamento applicativo n. 37654 del 16 luglio scorso, con cui l'Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, ha risposto a una domanda sul contratto collettivo per le Funzioni centrali. Da qui in avanti, l'alternanza tra i due caregiver, comunque prevista dalla Legge 104, non impone più date diverse, basta solo che le ore di assenza non si sovrappongano.

Ad esempio un assistente familiare può assentarsi la mattina, dalle 8 alle 11, e l'altro nel pomeriggio, dalle 14 alle 17. Stesso giorno, stessa persona assistita, nessuna violazione. Sono ammessi anche due turni consecutivi, ad esempio 8-12 e poi 12-16. L'unico caso che l'Aran reputa ancora irregolare è la sovrapposizione vera e propria, quando cioè le fasce orarie dei due permessi si incrociano.

Attenzione però che la novità interessa solo i dipendenti del comparto Funzioni centrali che hanno diritto ai permessi orari previsti dall'articolo 33 del Ccnl del 12 febbraio 2018, con un massimo di 18 ore al mese, mentre per gli altri dipendenti pubblici e per i lavoratori del settore privato restano validi i soliti criteri.

È utile ricordare che la possibilità di riconoscere a più caregiver il diritto di accudire la stessa persona esiste già dal 13 agosto 2022, quando è stata eliminata la figura del referente unico dell'assistenza. Prima poteva essere solo una persona a prendere i permessi per un dato familiare, mentre oggi possono essere più familiari diversi ad esempio, purché però il limite complessivo resti di 3 giorni al mese per la persona assistita. Questa soglia non varia, ma con questo cambio di rotta la gestione del familiare diventa un pochino più agevole da gestire ogni giorno.

Mutuo prima casa, garanzia dello Stato fino all'80%: requisiti e richiesta

La seconda novità sulla 104 riguarda il portafoglio più che l'orario di lavoro. Dal 3 agosto scorso le persone con disabilità grave sono entrate tra le categorie prioritarie del Fondo di garanzia mutui prima casa, quello gestito da Consap per conto del Ministero dell'Economia. Lo stesso vale per chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave.

Il meccanismo, introdotto nel 2014, si badi bene non è un contributo a fondo perduto, ma una garanzia pubblica che di fatto copre una parte del mutuo, consentendo alle banche di finanziare fino al 100% del valore dell'immobile anche a chi non ha risparmi da mettere come anticipo. Situazione assai frequente soprattutto quando ci sono fragilità.

La norma che ha allargato la platea è la legge 116/2026, di conversione del decreto-legge 66/2026, collegato al Piano Casa varato dal governo Meloni. Per chi rientra nella nuova categoria questa garanzia statale copre il 50% della quota capitale del mutuo e sale fino all'80% se la famiglia ha un Isee che non supera i 40mila euro, lo stesso tetto già in vigore per altri gruppi prioritari, come alcune famiglie numerose.

Ci sono però alcune restrizioni. Il finanziamento massimo è fino a 250mila euro, non sono ammessi immobili di lusso o di pregio storico e chi fa domanda non deve essere già proprietario di altre case a uso abitativo, eccezione fatta solo per eredità cedute gratuitamente a genitori o fratelli.

Occhio alla domanda, che si presenta direttamente in banca, non all'Inps o al Comune, ma prima bisogna verificare che l’istituto di credito aderisca al Fondo, e serve portare con sé l'Isee, tutta la documentazione possibile che attesti il proprio reddito e il compromesso per la vendita della casa. Consap ha già aggiornato il modulo per includere la nuova categoria. I tempi per ottenere la garanzia sono di circa 20 giorni lavorativi. Una volta bypassato questo step, il mutuo va stipulato entro 90 giorni.

L'esonero da reperibilità e turni di notte vale anche con disabilità non grave

Infine, una recente ordinanza della Cassazione ha chiarito un aspetto importante per i caregiver. Con la pronuncia n. 20229 del 16 giugno, relativa al caso di un dipendente dell’azienda di trasporti Mercitalia Rail, la Suprema Corte ha ribadito che il diritto a non svolgere lavoro notturno per assistere una persona con disabilità a proprio carico non è riservato soltanto a chi assiste un familiare con disabilità grave. È sufficiente che l’assistito abbia un riconoscimento di disabilità ai sensi della stessa Legge 104, anche senza la gravità.

Quindi, anche chi ha un familiare che presenta un handicap non grave o "semplice" può chiedere di non vedersi assegnati i turni di notte o la reperibilità, purché ricorra quella relazione effettiva di assistenza indicata espressamente dalla legge con l'espressione "a proprio carico".

Quello che invece non basta è, da solo, un eventuale riconoscimento di invalidità civile. Ai fini di questa tutela è necessario il riconoscimento della disabilità ai sensi della Legge 104. La decisione non introduce peraltro un principio completamente nuovo perché la Cassazione aveva già espresso lo stesso orientamento con la sentenza n. 12649 del 2023.

Le altre possibili novità in arrivo

Questi nuovi orientamenti si inseriscono in un quadro più esteso di trasformazioni che stanno interessando il mondo della gestione della disabilità. La riforma dell'accertamento, ad esempio, quella che affida all'Inps – e solo ad esso – la valutazione tramite le nuove Unità di valutazione di base, ha allargato da marzo 2026 la sperimentazione a quaranta nuove province e arriverà a regime su tutto il territorio nazionale, se tutto va bene, a partire dal 1° gennaio 2027. Chi deve presentare una nuova domanda di riconoscimento dovrebbe informarsi per sapere se la propria provincia è già coinvolta, perché la procedura è diversa sin dall’inizio, a partire dal primo certificato medico che va presentato.

Come funziona oggi la Legge 104: requisiti, beneficiari e domanda

Ricordiamo che la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 resta il testo di riferimento per chi ha una disabilità e per chi se ne prende cura. Per accedere alle tutele previste serve il riconoscimento della condizione di “handicap” da parte delle commissioni mediche, che oggi stanno vivendo una fase di transizione nelle Unità di valutazione di base dell'Inps.

Per capire a cosa si ha diritto in modo specifico bisogna distinguere bene tra il comma 1 dell'articolo 3, che riguarda una difficoltà comunque significativa, quella ad esempio di un padre o una madre non più autosufficienti, e il comma 3, riservato invece ai casi gravi, da cui dipendono alcuni benefici aggiuntivi, come il congedo straordinario.

Degli aiuti possono beneficiare sia la persona con disabilità sia il caregiver, purché sia coniuge, parte di un'unione civile o convivente, oppure parente o affine entro il secondo grado, elevabile al terzo in presenza di genitori o coniuge del disabile over 65 anni o a loro volta invalidi. Dal 2022, come visto prima, il diritto può essere condiviso da più caregiver per la stessa persona, nel limite complessivo di tre giorni di permesso al mese.

Parlando in generale, i benefici principali restano quelli di sempre, vale a dire tre giorni di permesso mensile retribuito, o in alternativa due ore al giorno per chi ha un orario pari o superiore a sei ore, e un'ora per chi ne ha uno inferiore. In molti casi spetta anche il congedo straordinario retribuito fino a due anni nella vita lavorativa, la scelta prioritaria della sede di lavoro più vicina al familiare assistito, il divieto di trasferimento senza consenso e, come ricordato sopra, l'esonero dai turni notturni.

Per quanto riguarda la domanda, fino al prossimo 31 dicembre convivono due procedure, a seconda del territorio. Per le province ancora fuori dalla sperimentazione, la domanda va presentata online sul sito dell'Inps, tramite Spid o Cie, oppure con l'aiuto di un patronato o di un Caf. Il primo step resta comunque sempre farsi fare il certificato medico introduttivo.

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