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Poste Italiane ritocca l’offerta su Tim, altri 0,3 euro in contanti

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Le adesioni erano ferme al 6,16 per cento. Il cda, riunito nelle scorse ore, decide di rinunciare alla condizione sulla soglia minima e riaprire l’offerta tra il 21 e il 25 settembre
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MILANO – Un ritocco poco prima del gong. Per rendere l’offerta più appetibile ai soci Tim, Poste Italiane aggiunge 0,3 euro in contanti per ogni azione portata in adesione all’Opas lanciata negli scorsi mesi, con l’obiettivo di acquisire la società delle telecomunicazioni e revocarla dalla quotazione.

Per ogni titolo consegnato, il gruppo controllato dallo Stato pagherà così 1,97 euro in denaro, oltre alla componente carta contro carta di 0,218 azioni Poste di nuova emissione. I soci Tim interessati potranno aderire fino a venerdì.

Adesioni ancora basse

Dietro al rialzo c’è un dato, quello delle adesioni all’offerta, che stentava a decollare. Eppure lo stesso consiglio della preda aveva approvato all’unanimità il progetto, per poi ribadire…

MILANO – Un ritocco poco prima del gong. Per rendere l’offerta più appetibile ai soci Tim, Poste Italiane aggiunge 0,3 euro in contanti per ogni azione portata in adesione all’Opas lanciata negli scorsi mesi, con l’obiettivo di acquisire la società delle telecomunicazioni e revocarla dalla quotazione.

Per ogni titolo consegnato, il gruppo controllato dallo Stato pagherà così 1,97 euro in denaro, oltre alla componente carta contro carta di 0,218 azioni Poste di nuova emissione. I soci Tim interessati potranno aderire fino a venerdì.

Adesioni ancora basse

Dietro al rialzo c’è un dato, quello delle adesioni all’offerta, che stentava a decollare. Eppure lo stesso consiglio della preda aveva approvato all’unanimità il progetto, per poi ribadire il proprio sostegno questa mattina, quando i top manager della società – a partire dall’amministratore delegato e direttore generale, Pietro Labriola – hanno fatto sapere di aver consegnato le loro quote. Una notizia dal forte significato simbolico: chi meglio conosce i conti e le prospettive di Tim aveva giudicato il prezzo «congruo» e, recitava il comunicato dell’azienda, aveva valutato «positivamente il razionale e le prospettive industriali». Come i 700 milioni di sinergie promessi da Poste.

A Borse chiuse la verità: la percentuale di soci che avevano consegnato le azioni era salita appena, da 5,48 a 6,16 per cento, portando la quota di Poste, che già detiene il 20,1% della sua preda, a circa il 26% del capitale. Troppo poco, a fronte a un obiettivo del 66,67%. Il cda, riunito nelle scorse ore, ha deciso così di rinunciare alla condizione sulla soglia minima e riaprire l’offerta nella finestra già identificata tra il 21 e il 25 settembre.

Del resto, il mercato continuava a scommettere l’ipotesi di un rilancio. Dall’annuncio dell’Opas le quotazioni dei due gruppi si sono mosse all’unisono (oggi entrambi i titoli hanno chiuso in fondo al listino milanese, Tim a -3,56 e Poste a -2,42%), ma il premio offerto inizialmente, pari al 9%, si è eroso con il passare delle settimane fino a trasformarsi in un seppur lieve sconto.

Le novità dell’offerta

Da qui l’azione. Aumentando il corrispettivo, precisa una nota, il cda di Poste conferma «la rilevanza strategica e industriale dell’offerta», specificando che i benefici per i suoi azionisti rimarranno sostanzialmente immutati. Resta invariata anche la politica di remunerazione dei soci, che consentirà ai neo azionisti di Poste di incassare l’acconto sul dividendo il prossimo novembre. Se tutte le azioni saranno consegnate, il gruppo guidato da Matteo Del Fante dovrà pagare poco più di 3,36 miliardi per completare l’operazione da 11,35 miliardi di valore.

Ma veniamo al mercato: con i nuovi 30 centesimi, l’offerta esprime un premio del 14,16% rispetto al giorno prima dell’annuncio e avvicina il valore offerto per ogni azione dell’ex Telecom Italia, pari a 7,83 euro, alle quotazioni di venerdì, ferme a 7,75. La richiesta, insomma, è stata ascoltata.

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