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Reali ma soprattutto ricchi benvenuti in Liechtenstein

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La famiglia reale più ricca d’Europa non è quella di re Carlo d’Inghilterra o di re Felipe di Spagna: è nel lillipuziano principato incuneato fra Austria e Svizzera. Dove di recente qualcosa si muove. Il mese scorso il Liechtenstein ha approvato una riforma che rompe con tre secoli di tradizioni: in futuro anche una donna potrà ereditare il trono. Era ora, viene da dire per un Paese che è stato l’ultimo in Europa a dare il voto alle donne (nel 1984). Ma il pur tardivo passo avanti nasconde un passo indietro: negli stessi giorni il 58enne principe Alois, che esercita le funzioni di capo di stato da quando nel 2004 il padre gli ha ceduto i poteri, ha ulteriormente accentrato la propria autorità con una serie di misure che riducono i diritti dei suoi 42 mila sudditi. Anche prima delle ultime iniziative, Alois poteva mettere il veto a leggi, dimissionare il governo, dissolvere il parlamento, nominare giudici e respingere il risultato di un referendum. In giugno il principe, rigidamente ca…

La famiglia reale più ricca d’Europa non è quella di re Carlo d’Inghilterra o di re Felipe di Spagna: è nel lillipuziano principato incuneato fra Austria e Svizzera. Dove di recente qualcosa si muove. Il mese scorso il Liechtenstein ha approvato una riforma che rompe con tre secoli di tradizioni: in futuro anche una donna potrà ereditare il trono. Era ora, viene da dire per un Paese che è stato l’ultimo in Europa a dare il voto alle donne (nel 1984). Ma il pur tardivo passo avanti nasconde un passo indietro: negli stessi giorni il 58enne principe Alois, che esercita le funzioni di capo di stato da quando nel 2004 il padre gli ha ceduto i poteri, ha ulteriormente accentrato la propria autorità con una serie di misure che riducono i diritti dei suoi 42 mila sudditi. Anche prima delle ultime iniziative, Alois poteva mettere il veto a leggi, dimissionare il governo, dissolvere il parlamento, nominare giudici e respingere il risultato di un referendum. In giugno il principe, rigidamente cattolico, ha avvertito che avrebbe vietato la legalizzazione dell’aborto nelle prime dodici settimane di gravidanza, anche se gli elettori l’avessero approvata in una consultazione elettorale. Ora, secondo indiscrezioni del Financial Times, avrà pure più voce in capitolo per decidere chi appartiene alla dinastia e assegnare onorificenze o titoli. Quarta nazione più piccola del continente, grande due volte e mezzo San Marino, il Liechtenstein è governato dalla famiglia proprietaria di Lgt, il gruppo bancario privato internazionale che amministra 482 miliardi di dollari di beni: lo scorso anno ha pagato al principe e ai suoi familiari un dividendo di 878 milioni. Sarà anche per questo che, dalla creazione del principato nel 1719, a Vaduz non si registrano ribellioni, tantomeno rivoluzioni: ciò che si decide dietro le mura del suo castello è legge.

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