Vacanza pagata a rate? Attenzione ai rischi del compra ora e paga dopo
di Federico FormicaROMA – Il viaggio all’estero? Lo pago a rate senza interessi. Secondo Confcooperative, per finanziare i costi delle vacanze appena concluse (almeno per la maggioranza degli italiani) due viaggiatori su dieci in Italia hanno utilizzato il Buy now pay later (Bnpl). Lo strumento è ormai piuttosto noto: si prenota subito e si paga in tre o quattro rate, spesso senza interessi e direttamente dall'app, in pochi secondi. Una comodità che può però nascondere qualche insidia, soprattutto quando la vacanza viene cancellata o quando le rate diventano troppe.
Il terzo incomodo
La prima insidia del Bnpl è il rischio di sovraindebitarsi. Ma di questo parleremo più avanti. Perché nel mondo dei viaggi, questo metodo di pagamento presenta un potenziale grattacapo più specifico: che succede se il viaggio salta? Chi contrae un debito, infatti, aggiunge un terzo soggetto: il consumatore stesso, l'operatore turistico e la società che gestisce il pagamento. E allora, nel caso in cui il viaggio venga cancel…
ROMA – Il viaggio all’estero? Lo pago a rate senza interessi. Secondo Confcooperative, per finanziare i costi delle vacanze appena concluse (almeno per la maggioranza degli italiani) due viaggiatori su dieci in Italia hanno utilizzato il Buy now pay later (Bnpl). Lo strumento è ormai piuttosto noto: si prenota subito e si paga in tre o quattro rate, spesso senza interessi e direttamente dall'app, in pochi secondi. Una comodità che può però nascondere qualche insidia, soprattutto quando la vacanza viene cancellata o quando le rate diventano troppe.
Il terzo incomodo
La prima insidia del Bnpl è il rischio di sovraindebitarsi. Ma di questo parleremo più avanti. Perché nel mondo dei viaggi, questo metodo di pagamento presenta un potenziale grattacapo più specifico: che succede se il viaggio salta? Chi contrae un debito, infatti, aggiunge un terzo soggetto: il consumatore stesso, l'operatore turistico e la società che gestisce il pagamento. E allora, nel caso in cui il viaggio venga cancellato, o non sia possibile erogare il servizio così come era stato promesso, non è così facile capire a chi rivolgersi per chiedere il rimborso. La questione è stata sollevata di recente dal Centro europeo del consumatore.
Il consumatore potrebbe infatti trovarsi a dover distinguere tra la responsabilità dell'operatore che ha venduto la vacanza e quella del soggetto che ha finanziato o gestito il pagamento. E questo si ripercuote anche su un’eventuale controversia: a chi fare riferimento?
C'è poi un aspetto pratico da verificare: cosa succede alle rate se la prenotazione viene cancellata? Pensiamo al caso in cui la prima, o addirittura le prime due rate siano già state versate ma o l’operatore, o il cliente è impossibilitato a effettuare il viaggio. Il consumatore deve controllare sia le condizioni della vacanza sia quelle del contratto di finanziamento o della piattaforma Bnpl.
"È molto importante che il consumatore capisca che quando paga con Bnpl non sta semplicemente scegliendo un metodo di pagamento", spiega Stefano Albertini, coordinatore dell'Ufficio di Bolzano del Cec Italia, "ma sta concludendo un vero e proprio contratto di finanziamento, con tutte le relative conseguenze, che si estendono in questo caso anche ai contratti turistici collegati".
Il debito che non si vede (ma c’è)
Il secondo rischio è quello che già più volte abbiamo affrontato anche su Repubblica: grazie alle rate dilazionate, il Buy now pay later porta il cliente a percepire la spesa in modo più “leggero” e la rata come facile da sostenere. Questo potrebbe spingerlo a siglare altri prestiti Bnpl, magari per il noleggio dell’auto, per il volo e per l’albergo. Sommate, queste rate non è detto che siano sostenibili per tutti e a settembre potrebbero iniziare le prime difficoltà a ripagare questo debito invisibile.
Anche perché, in caso di rata non pagata, le penali possono essere molto salate, come ricorda il Centro europeo del consumatore. Occhio, quindi, agli acquisti impulsivi: "Rateizzare una spesa non significa infatti renderla meno costosa", sottolinea Gunde Bauhofer, direttrice del Ctcu, "ma significa assumere un impegno che continuerà anche dopo la fine della vacanza".