Orsini: “Inutile tagliare le accise, dai Paesi Mercosur forniture di energia a basso costo”
dalla nostra inviata Rosaria AmatoSAN PAOLO – In Sudamerica per gli ultimi appuntamenti della missione Mercosur, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini guarda con una certa preoccupazione alla nuova proroga del taglio delle accise che il Consiglio dei ministri si prepara a varare: «Non credo che risolviamo il problema tagliando il prezzo di 15, 16, 17 centesimi al litro», ragiona con i giornalisti nell’incontro in cui presenta un primo bilancio della missione in Argentina e Brasile, «la prima compiuta da un Paese europeo dall’entrata in vigore del trattato», rivendica con orgoglio.
Confindustria indica da tempo la strada dei tagli su misura per le famiglie e le imprese più esposte al caro-carburanti. Mentre, nel medio-lungo termine, la risposta è più complessa e in bu…
SAN PAOLO – In Sudamerica per gli ultimi appuntamenti della missione Mercosur, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini guarda con una certa preoccupazione alla nuova proroga del taglio delle accise che il Consiglio dei ministri si prepara a varare: «Non credo che risolviamo il problema tagliando il prezzo di 15, 16, 17 centesimi al litro», ragiona con i giornalisti nell’incontro in cui presenta un primo bilancio della missione in Argentina e Brasile, «la prima compiuta da un Paese europeo dall’entrata in vigore del trattato», rivendica con orgoglio.
Confindustria indica da tempo la strada dei tagli su misura per le famiglie e le imprese più esposte al caro-carburanti. Mentre, nel medio-lungo termine, la risposta è più complessa e in buona parte passa proprio per i partner del Mercosur. «Il vero problema è che non abbiamo autonomia sui carburanti e sull’energia. Siamo venuti qua anche per questo – ribadisce – comprare da questi Paesi petrolio ed energia a basso costo credo possa essere la risposta più rapida».
Mentre la direzione presa negli ultimi anni è opposta a quella dell’autonomia, sottolinea il presidente di Confindustria: «Perché abbiamo dovuto distruggere le raffinerie italiane, che erano le migliori? Se le avessimo ancora oggi non ci troveremmo in questa situazione con i carburanti. È un bene che l’Eni sia a Vaca Muerta, potrebbe aiutarci ad uscire da questa emergenza». Vaca Muerta è l’immenso giacimento argentino di petrolio, Gnl e litio, sfruttato ancora in minima parte, su cui stanno investendo una trentina di imprese italiane, in prima fila l’Eni e Technint.
Da Argentina e Brasile potrebbe arrivare anche la soluzione al caro-energia: «Sempre più imprenditori sono costretti a fare prestiti per pagare le bollette», denuncia Orsini, che punta il dito anche sul Ttf: «Finirò per presentare una denuncia alla procura della Repubblica», dice.
Polemica anche su nucleare («lo faranno tra 100 anni») e rinnovabili. «Ci sentiamo presi in giro: come cittadini italiani abbiamo investito 200 miliardi di euro sulle bollette, ma gli investimenti sono fermi, bloccati dai governatori. Se non c’è altro modo per sbloccare la situazione – osserva il presidente degli industriali – mettiamo un commissario». È una delle priorità nell’agenda che gli imprenditori presenteranno a chi si candida a governare il Paese, in vista delle prossime elezioni: «Daremo dieci punti che servono alle imprese, che speriamo siano all'interno dei programmi. Vogliamo dare un pezzo di programma economico, fare un po’ i supponenti...». Tra le proposte di Confindustria per la legge di Bilancio invece, annuncia Orsini, ci saranno anche «misure a sostegno delle aggregazioni», oltre che di semplificazioni burocratiche.
Sullo sfondo resta il rialzo dei tassi della Bce. «Stiamo assistendo a una crescita dell’inflazione e la risposta è stata, inevitabilmente, quella di aumentare i tassi. È chiaro, però, che l’aumento dei tassi finisce per frenare anche gli investimenti delle imprese, proprio in una fase in cui avremmo invece bisogno di sostenerli. Il vero tema è capire se questa inflazione sia generata da dinamiche interne oppure, come sembra, soprattutto da fattori esterni. Se le cause sono prevalentemente esterne, probabilmente sarebbe stato opportuno attendere prima di intervenire in modo così deciso sui tassi», conclude Orsini.
La missione Mercosur ha oggi una ultima tappa, a Brasilia. Orsini ha elogiato in particolare la partecipazione delle Pmi, che fanno fatica ad avviare iniziative di export e partnership in Paesi come quelli del Mercosur «che hanno ancora tassi d’interesse molto alti».