Affitti brevi, Nardella: “Ora i sindaci possono agire, non saranno più ostacolati dal governo”
di Massimo FerraroDario Nardella
(agf)ROMA – «Ora i sindaci non saranno più ostaggio dell’inazione di questo governo. Il regolamento Ue mette in mora l’esecutivo Meloni e consente agli enti locali di agire autonomamente».
Onorevole Dario Nardella, come giudica l’iniziativa della Commissione?
«Per l’esperienza maturata come sindaco (due mandati consecutivi a Firenze, ndr) e presidente di Eurocities, dico che va proprio nel senso delle richieste che da anni avanzano gli amministratori locali italiani ed europei. Ne riconosce il ruolo e i poteri specifici. E coglie l’esigenza di fondo: non di punire chi affitta ma sostenere le politiche sociali dell’housing».
Secondo le associazioni di categoria, gli affitti brevi non hanno un impatto rilevante sui prezzi.
«Non tutte hanno questa posizione, e ormai abbiamo dati e studi che dimostrano una relazione diretta tra l’esplosione del fenomeno affitti brevi e shock dei prezzi affitti e vendita case. Oggi l’aumento è del 10-20% annuo e va di pari passo con la crescita della proposta s…
ROMA – «Ora i sindaci non saranno più ostaggio dell’inazione di questo governo. Il regolamento Ue mette in mora l’esecutivo Meloni e consente agli enti locali di agire autonomamente».
Onorevole Dario Nardella, come giudica l’iniziativa della Commissione?
«Per l’esperienza maturata come sindaco (due mandati consecutivi a Firenze, ndr) e presidente di Eurocities, dico che va proprio nel senso delle richieste che da anni avanzano gli amministratori locali italiani ed europei. Ne riconosce il ruolo e i poteri specifici. E coglie l’esigenza di fondo: non di punire chi affitta ma sostenere le politiche sociali dell’housing».
Secondo le associazioni di categoria, gli affitti brevi non hanno un impatto rilevante sui prezzi.
«Non tutte hanno questa posizione, e ormai abbiamo dati e studi che dimostrano una relazione diretta tra l’esplosione del fenomeno affitti brevi e shock dei prezzi affitti e vendita case. Oggi l’aumento è del 10-20% annuo e va di pari passo con la crescita della proposta sulle piattaforme di locazione breve».
Nel 2023 promosse la prima delibera in Italia che bloccava le nuove concessioni nell’area Unesco. Cosa accadde poi?
«Furono annullate dal Tar perché mancavano norme più generali. Poi intervenne la Toscana, un anno dopo, con la prima legge regionale che disciplinava il fenomeno. L’Ue oggi ha riconosciuto la correttezza di quel modello».
Cosa si aspetta dal governo italiano? I partiti di centrodestra sono tutti contrari.
«L’Europa ha compiuto un passo importante, il nostro governo ora deve svegliarsi. La novità è che i sindaci possono agire senza il rischio di vedersi annullate le delibere dal tribunale di turno. A chi critica: l’Ue non ha introdotto imposizioni o obblighi, ma un quadro di legittimazione per chi vuole intervenire e con dei criteri limitativi molto stretti, come quello temporale».
Lei ha parlato di “rafforzare” il regolamento all’Europarlamento, quali misure suggerirete?
«Penso alle proposte del gruppo S&D e della collega Irene Tinagli sulla necessità di avere più fondi. Servono risorse per consentire alle autorità locali di incentivare il social housing, aiutare le famiglie in difficoltà e potenziare il patrimonio abitativo pubblico. Manca ancora questo pezzo nella proposta dell’Ue, e per noi è indispensabile in questo momento di crisi sociale drammatica sulla casa».