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Ora Starlink corre sui treni Italo e supera la prova alta velocità: “Investimento da 10 milioni”

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Nostro test sul servizio partito a bordo dei primi 19 convogli. I responsi su capacità di download dei dati e latenza. L’ad La Rocca: “Il tema della connettività in viaggio è centrale per la qualità del servizio”. Connessione in galleria garantita dal 5G
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STARLINK ha funzionato bene. Lo abbiamo testato lunedì mattina (il 7 settembre 2026) sul treno veloce di Italo (numero 9974) in partenza da Roma Termini e diretto a Milano Centrale: è uno dei 19 convogli di Italo, sui 51 della flotta, che offre già il servizio (gratuito in tutte le classi).

Lo abbiamo testato tra Bologna e Milano, in un tratto di rete libero dall’ostacolo delle gallerie, “scudi” di cemento che fermano il segnale in arrivo dai satelliti di Starlink. Lo abbiamo testato grazie a due app indipendenti: Speedtest di Ookla (per misurare la capacità di scaricare dati, in download); e Internet Speed Test di Cloudflare, per misurare la latenza, il possibile ritardo nell’acquisizione dei contenuti (una email da scaricare, la scena di un film, l’audio in una telefonata).

E sono proprio queste cose normali, elementari che abbiamo fatto in treno: a 300 chilometri all’ora e mentre altre 142 persone erano collegate in Rete tra viaggiatori e personale di bordo di Italo. Abbiamo tentat…

STARLINK ha funzionato bene. Lo abbiamo testato lunedì mattina (il 7 settembre 2026) sul treno veloce di Italo (numero 9974) in partenza da Roma Termini e diretto a Milano Centrale: è uno dei 19 convogli di Italo, sui 51 della flotta, che offre già il servizio (gratuito in tutte le classi).

Lo abbiamo testato tra Bologna e Milano, in un tratto di rete libero dall’ostacolo delle gallerie, “scudi” di cemento che fermano il segnale in arrivo dai satelliti di Starlink. Lo abbiamo testato grazie a due app indipendenti: Speedtest di Ookla (per misurare la capacità di scaricare dati, in download); e Internet Speed Test di Cloudflare, per misurare la latenza, il possibile ritardo nell’acquisizione dei contenuti (una email da scaricare, la scena di un film, l’audio in una telefonata).

E sono proprio queste cose normali, elementari che abbiamo fatto in treno: a 300 chilometri all’ora e mentre altre 142 persone erano collegate in Rete tra viaggiatori e personale di bordo di Italo. Abbiamo tentato una videochiamata a un collega che era a Roma; abbiamo visto una intervista alle pallavoliste italiane sconfitte in Turchia (su YouTube); abbiamo scaricato infine un’intera serie tv da Amazon Prime.

Il montaggio delle antenne Starlink su Italo. Tra i curatori del progetto, il manager Luca Chiti 

Niente interruzioni

La prima impressione è che la connessione a Internet in treno, grazie a Starlink, funzioni quasi come quella che abbiamo nella nostra abitazione o in ufficio. Una persona non riesce a fare di meglio a casa, soprattutto se ha un collegamento misto con la fibra fino alla strada e il rame (meno performante) nell’ultimo tratto fino alla propria residenza.

La sensazione frustante che tante volte abbiamo provato in treno – con i ritardi nella connessione e i blocchi continui – non si è ripetuta. Durante la prova, l’app Speedtest ha stimato una capacità di download dei dati pari a 97,2 megabyte: un buon numero. E una latenza una volta a 92, un’altra a 40 millisecondi. Un dato mediano, né eccellente ma neanche critico.

Entro dicembre del 2026, Italo garantirà Starlink su un totale di 45 convogli ed entro marzo 2027 sugli altri, così da coprire l’intera flotta nazionale. Tutti monteranno due antenne Starlink, non proprio ravvicinate, sistemate sul tetto. Sono sotto una copertura in vetroresina che non ostacola la ricezione del segnale satellitare.

L'architettura informatica a bordo di Italo, costruita da Nomad Digital 

L’investimento

Sul piano economico, l’investimento della compagnia ferroviaria non è stato un salto nel vuoto. L’ad di Italo Gianbattista La Rocca spiega di aver speso «più di 10 milioni di euro» per garantire ai propri convogli le connessioni satellitari via Starlink mentre alcuni milioni serviranno ogni anno per due voci: la manutenzione della tecnologia, sottoposta allo stress del viaggio in treno, tra sobbalzi, gelo e grandinate, e soprattutto ondate di calore; e il pagamento del traffico che i viaggiatori generano.

In un mese il volume dei dati ha superato i 10 tera. Certo, l’investimento di Italo va moltiplicato per cinque se si considera anche l’installazione del 5G a bordo. Il sistema di Italo è misto. Prima garantisce al viaggiatore il collegamento al satellite, quello migliore. Quando Starlink si avvicina alla saturazione, il 5G arriva in supporto. E’ lo stesso 5G che assicura il collegamento alla Rete in galleria, laddove il satellite non arriva. All’uscita dalla galleria, il ritorno a Starlink è tempestivo.

Dice La Rocca: «Da svariati anni, il tema della connettività in viaggio è diventato centrale. Noi abbiamo puntato su Starlink, due anni fa, perché abbiamo a cuore la qualità del viaggio di tutti i nostri clienti. Gli uomini di affari, che lavorano in treno, e i turisti stranieri, a caccia di informazioni durante le vacanze, stanno apprezzando in modo particolare il nuovo servizio che è, ricordo, gratuito sempre e in ogni vagone».

Il test è stato fatto a una velocità di 300 chilometri all'ora 

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