Wescott: “Strategia disperata di Trump, pagare per i voti è illegale. Scontenti pure i repubblicani”
di Eugenio Occorsio«L’hanno chiamata “Trumpapalooza” questa ridicola convention dei repubblicani del tutto inusuale e pre-elettorale. Quanto al premio di 5000 dollari, è una proposta assolutamente peculiare. A parte gli scherzi, è probabilmente illegale. Ma non è senza precedenti».
Robert Wescott, PhD all’University of Pennsylvania, già capo dei consiglieri economici di Bill Clinton per conto del quale condusse il negoziato per l’ingresso della Cina nel Wto, commenta la proposta lanciata da Trump di un super-bonus agli americani. Un premio che ovviamente è subordinato alla vittoria elettorale dei repubblicani.
Ci sono precedenti negli Usa?
«Ce n’è stato qualcuno con le passate presidenze, finiti nel nulla appunto perché in odore di illegalità, e due con lo stesso Trump: in febbraio Elon Musk dal cosiddetto Doge (Dipartimento per l’efficienza del governo), che non ha mai avuto – è il caso di ricordarlo – piena dignità di ministero, promise una specie di premio di uscita a quanti abbandonavano il posto pu…
«L’hanno chiamata “Trumpapalooza” questa ridicola convention dei repubblicani del tutto inusuale e pre-elettorale. Quanto al premio di 5000 dollari, è una proposta assolutamente peculiare. A parte gli scherzi, è probabilmente illegale. Ma non è senza precedenti».
Robert Wescott, PhD all’University of Pennsylvania, già capo dei consiglieri economici di Bill Clinton per conto del quale condusse il negoziato per l’ingresso della Cina nel Wto, commenta la proposta lanciata da Trump di un super-bonus agli americani. Un premio che ovviamente è subordinato alla vittoria elettorale dei repubblicani.
Ci sono precedenti negli Usa?
«Ce n’è stato qualcuno con le passate presidenze, finiti nel nulla appunto perché in odore di illegalità, e due con lo stesso Trump: in febbraio Elon Musk dal cosiddetto Doge (Dipartimento per l’efficienza del governo), che non ha mai avuto – è il caso di ricordarlo – piena dignità di ministero, promise una specie di premio di uscita a quanti abbandonavano il posto pubblico. Uscirono in 200mila: l’entità di questa buonuscita non è mai stata precisata né pagata. Licenziamento bello e buono. È in corso un’infinità di cause e in 60mila l’hanno già vinta. Secondo caso: ricordate i dazi? Quando venne fuori che a pagarli erano solo gli importatori americani, Trump assicurò un’indennità di 2000 euro per chi accettava la transazione. Com’è finita lo sapete: di quei soldi non si è più avuta traccia, in compenso l’amministrazione sta rimborsando 100 miliardi agli importatori perché la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi. Ecco, in un pasticcio del genere sono sicuro che finirà anche questa storia del pay-per-vote».
Il tasso di gradimento non supera il 30-35%, le elezioni di midterm rischiano di diventare un disastro
Perché l’ha fatto? Lei conosce benissimo i corridoi della Casa Bianca, l’uomo è davvero alla disperazione?
«Direi proprio di sì. Il tasso di gradimento non supera il 30-35%, le elezioni di midterm rischiano di diventare un disastro. Pensi al Senato: la maggioranza è 51-49, si vota per 35 seggi e molti senatori repubblicani si sono già detti scontenti della politica del presidente, cosa ci vorrà per un rovesciamento dei fronti? Ai Democratici servono almeno 17 di questi 35 seggi per strappare il controllo dell’aula, mentre ai Repubblicani ne servono 19 per conservarlo. Non sarà facile. Basta perdere la maggioranza in uno dei due rami del Congresso per diventare una lame-duck, un presidente impossibilitato a portare avanti le sue politiche».
Al presidente schiaccia-tutti ci crede solo la base Maga più oltranzista, quella che ha una specie di culto della personalità, non più del 20%
Trump però ha dimostrato in più occasioni di infischiarsene del parere del Congresso…
«Sono passati quei tempi. Ormai al presidente schiaccia-tutti ci crede solo la base Maga più oltranzista, quella che ha una specie di culto della personalità, non più del 20%. Tutti gli altri sono seriamente preoccupati. Anche alla Camera dei rappresentanti, che si rinnova per intero e dove la maggioranza è leggermente più forte (219 contro 212) la situazione è precaria».
Per recuperare in extremis a Trump cosa servirebbe?
«Sicuramente la fine della guerra in Medio Oriente, che però a questo punto non si capisce bene se la vogliono più l’Iran o gli Stati Uniti, e comunque è un puzzle complicatissimo. Sull’economia Trump non può contare perché l’inflazione continua a galoppare».
Guardando ancora più in là, al 2028, quali chance hanno i vari movimenti che si stanno formando alla sinistra dei dem, la cui rappresentante più forte è Alexandria Ocasio-Cortez?
«Non molto forti, perché inevitabilmente si agganciano a loro personaggi come quella senatrice del Wisconsin che ha proposto di abolire il Thanksgiving…progressisti sì, ma fino a un certo punto».